Il monitoraggio Ambientale nel sito di interesse nazionale (SIN) di Biancavilla (CT)

La Struttura Territoriale di Catania di Arpa Sicilia ha prelevato ed analizzato, dal 2009 ad oggi, nel SIN di “Biancavilla”, oltre 860 campioni di particolato atmosferico per la ricerca di fibre di fluoro-edenite, che ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

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In Regione Toscana si è fatto il punto sugli ecoreati

Legambiente, Anci Toscana, Regione Toscana, ARPAT, Carabinieri Forestali, Fondazione Caponnetto e Libera si sono confrontati sulla normativa per gli ecoreati, a due anni e mezzo dalla sua entrata in vigore. Vai all’articolo >

Epidemiologia ambientale nelle ARPA, i LEPTA e lo “strano caso” della Regione Lombardia

Sempre più istanze provenienti dalla società civile e dai territori chiedono che la ricerca epidemiologica ambientale contribuisca a individuare le priorità per l’attività di prevenzione e per il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie. Le regioni si comportano in modo diversificato nell’attribuzione delle specifiche competenze e in più casi riconoscono l’epidemiologia ambientale tra le funzioni delle Agenzie ambientali.

La questione ambientale ha assunto, negli ultimi decenni, un ruolo sempre più centrale nell’interesse del singolo e della collettività così come delle istituzioni e, non da ultimo, dell’intero sistema mediatico.

Oltre a questo è però altrettanto evidente, da alcuni anni a questa parte e verosimilmente a causa del succedersi di situazioni di crisi di particolare rilevanza (si pensi ad esempio, per l’Italia, al ben noto “caso ILVA”), un aumento della sensibilità dell’opinione pubblica nei confronti delle tematiche di salute legate a inquinamento ambientale; la nascita ed il progressivo moltiplicarsi ed affermarsi nella società civile di associazioni e comitati a difesa della salute pubblica sono la testimonianza concreta di quanto le istanze in questo senso chiedano sempre più di essere non solo ascoltate, ma coinvolte in una fattiva partecipazione alle scelte in materia ambientale.

In questo quadro, il recente esempio fornito dal Consiglio Regionale della Lombardia offre al Sistema delle Agenzie Ambientali l’occasione di una doverosa riflessione, specie nel momento in cui, a livello nazionale e dopo l’entrata in vigore della legge 132/2016, si sta andando velocemente verso l’approvazione dei LEPTA (Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali).

Con la Deliberazione n. X/1657 del 21/11/2017, infatti, la Lombardia ha approvato un ordine del giorno “[…] concernente l’inserimento della ricerca epidemiologica ambientale tra le attività di ARPA” in cui, fra le altre cose, si legge che – in ragione delle sempre più frequenti segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree caratterizzate dalla presenza di sorgenti inquinanti che generano preoccupazione – “è necessario realizzare ricerche multidisciplinari coinvolgendo esperti di diversi settori” e che pertanto “la ricerca di epidemiologia ambientale si presta (…) a essere una delle risposte alle preoccupazioni pubbliche sulle conseguenze di pressioni ambientali rilevanti”.

Gli studi di epidemiologia ambientale – continua il testo del documento – contribuiscono infatti a individuare le priorità per attività di prevenzione e per il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie, così come dimostrato dalle esperienze già consolidate nelle ARPA di Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Piemonte dove la ricerca epidemiologica ambientale si occupa da tempo di studiare le correlazioni tra l’inquinamento delle matrici e i danni sanitari.

Accogliendo istanze espressamente avanzate dal territorio, il Consiglio Regionale lombardo conclude impegnando il Presidente della Giunta e la Giunta regionale “a far sì che tra le funzioni, le attività e i compiti di ARPA Lombardia rientri quella di ricerca epidemiologica ambientale”.


Un commento di Mauro Mariottini, Direttore del Servizio di Epidemiologia Ambientale di ARPAM e dell’Osservatorio Epidemiologico Ambientale della Regione Marche, intende riaprire il dibattito su tale funzione alle soglie della definizione dei LEPTA che il SNPA sarà chiamato a garantire sull’intero territorio nazionale.

Forse, a questo punto, l’intero SNPA potrebbe interrogarsi seriamente in merito alle competenze in campo di epidemiologia ambientale delle ARPA ed in generale sull’integrazione ambiente e salute, aprendosi alle legittime richieste che sempre più provengono dalla società civile e dalle stesse istituzioni pubbliche di governo dei territori.

Passare sotto silenzio, nella definizione dei LEPTA, esperienze sul campo di lunga durata e scelte legislative regionali già attuate o in procinto di attuazione (come nel caso della Lombardia), evitando quanto meno di aprire alla possibilità di consentire alle regioni di operare scelte autonome in merito alla funzione di epidemiologia ambientale nelle ARPA sulla base delle richieste locali, potrebbe rivelarsi insoddisfacente se non dannoso per le necessità delle comunità ed un’altra occasione persa per tutto il SNPA.

Alternanza scuola-lavoro per la sostenibilità in Piemonte

Si è parlato di sostenibilità ambientale anche al convegno Educazione al lavoro ed educazione ambientale promosso da Arpa Piemonte a Vercelli il 15 gennaio scorso dedicato alle esperienze di alternanza scuola-lavoro. Continua

Piano di tutela delle acque del Trentino: aggiornamento 2017

Il Piano di Tutela delle Acque si inserisce nel contesto della Decisione n.1386/2013/UE del 20 novembre 2013 su un programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, che persegue tra gli altri obiettivi quel lo di proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione, di proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni e rischi d’ordine ambientale per la salute e il benessere, di migliorare le basi cognitive e scientifiche della politica ambientale dell’Unione, nonché l’integrazione ambientale e la coerenza delle politiche e la sostenibilità.

Aggiornamento a Dicembre 2017. APPA ha pubblicato sul proprio sito gli aggiornamenti della classificazione dei corpi idrici fluviali e lacustri per il triennio 2014 – 2016, con il relativo aggiornamento delle misure ove necessario.

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Friuli Venezia Giulia, gli indicatori di sostenibilità nell’analisi ambientale EMAS del Distretto del mobile

Il Distretto del mobile del FVG ha scelto di utilizzare una nuova metodologia che sfrutta gli indicatori di sostenibilità, come ad esempio l’impronta ecologica, per identificare le azioni prioritarie finalizzate a diminuire l’impatto ambientale e per valutarne l’efficacia. Arpa FVG ha avuto un ruolo centrale nell’Analisi ambientale del distretto.

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Laporta: un anno di intenso lavoro per dare operatività alla legge 132

Ad un anno dall’entrata in vigore della legge 132/2016, che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione ambientale (Snpa), un primo bilancio del presidente Stefano Laporta. Continua a leggere Laporta: un anno di intenso lavoro per dare operatività alla legge 132

Una crescita senza sviluppo

Un articolo di Pietro Greco su Micron affronta il tema dello sviluppo sostenibile a partire dal tema dei consumi di materia e di energia, come parametri che caratterizzano il rapporto tra l’economia dell’uomo e l’economia della natura. Leggi l’articolo >

L’economia ha assunto i principi della sostenibilità?

Il cammino dello sviluppo sostenibile non ha ancora un passo sufficiente per contrastare il degrado ambientale. Il ruolo delle economie mondiali è determinante. La transizione deve partire dal riconoscere i limiti del pianeta e contemplare gli orizzonti della green economy e dell’economia circolare. Toni Federico in Ecoscienza 5/2017.

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La vittoria culturale della sostenibilità e l’urgenza di “cambiare rotta”

Rispettare i limiti del pianeta e invertire la rotta dei nostri modelli di crescita continua, materiale e quantitativa è una necessità. La pressione della società civile è indispensabile per superare il ritardo della politica. Alleanza per il clima, Wwf e Legambiente in Ecoscienza 5/2017.

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