Campania Differenzia, strumenti per una gestione virtuosa dei rifiuti

Campania Differenzia è un progetto Anci realizzato con dati Snpa. Oltre a diffondere i risultati raggiunti dai comuni campani nella raccolta differenziata, aiuta le amministrazioni a sviluppare il ciclo dei rifiuti, offrendo utili strumenti di lavoro.

Con i dati sulla gestione dei rifiuti nei comuni italiani, contenuti nel Catasto rifiuti gestito dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, è possibile realizzare prodotti informativi che suscitano ampio interesse. L’infografica interattiva realizzata di recente da Infodata per il Sole 24 Ore ne è un suggestivo esempio. Con specifico riferimento alla Campania, è utile segnalare il portale Campania Differenzia  promosso dall’Associazione nazionale comuni italiani. Oltre a offrire mappe e schede aggiornate sulla raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti urbani in Campania, il portale mette a disposizione dei comuni della regione una serie di strumenti per aiutarli a sviluppare un ciclo dei rifiuti virtuoso.

Una delle conseguenze paradossali dell’emergenza rifiuti del recente passato in Campania è che oggi questa regione è leader nel Mezzogiorno per lo sviluppo della raccolta differenziata. Negli anni scorsi, la carenza di impianti per la gestione dei rifiuti ha spinto molti comuni ad abbattere la quota di rifiuti non differenziati e dunque a realizzare una separazione capillare degli scarti. Oggi la Campania, con oltre il 48 percento di raccolta differenziata (dati 2015), supera la media nazionale (47,49 percento) e presenta risultati simili a territori come Toscana (46,10 percento) e Valle d’Aosta (47,81 percento).

Anche nell’ istruttiva infografica  pubblicata dal sito del Sole 24 Ore, la Campania spicca come un’area caratterizzata da ampie macchie verdi. Tra le eccezioni, diversi popolosi comuni costieri di complessa gestione: ad esempio, la città di Napoli ha raggiunto nel 2015 solo il 24,20 percento di differenziata, con una lieve crescita negli ultimi anni.

Sul portale Campania Differenzia, per ogni comune è disponibile una scheda con diversi indicatori. Tra questi, i rifiuti urbani prodotti in un anno (totale e media pro capite) e la percentuale di raccolta differenziata. Ci sono inoltre le serie storiche degli ultimi anni e gli indirizzi di eventuali isole ecologiche e centri di raccolta. Tra i comuni con più di 50mila abitanti, si segnalano le buone prestazioni di Benevento (63, 91 percento di differenziata), Salerno (63,21 percento), Pozzuoli (75,55 percento) e Portici (60,44 percento). Tra i piccoli centri, si registra l’exploit del comune sannita di San Lorenzo Maggiore, che ha raggiunto il 94,90 percento di raccolta differenziata.

Campania Differenzia, però, non è pensato solo per la diffusione dei dati. Il sito infatti offre a tutte le amministrazioni comunali della regione una serie di strumenti di lavoro. Ci sono, ad esempio, una guida operativa per la definizione della Tari, la tassa sui rifiuti, uno schema di regolamento tipo, anche in questo caso per la Tari, poi un capitolato-tipo per l’affidamento del servizio di gestione integrata di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nel territorio comunale. Ancora: è disponibile una guida operativa all’utilizzo dei fondi europei ad accesso diretto nel quadro dell’economia circolare e in particolare in materia di rifiuti. Gran parte di questi documenti è a cura dell’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale, fondazione istituita dalla stessa Anci.

Il progetto Campania Differenzia, promosso dal ministero dell’Ambiente oltre che dall’Anci, con il supporto significativo di Ispra, Ancitel e Anci Campania, si propone appunto, come si legge nella presentazione pubblicata sul sito, «di affiancare i comuni sul fronte giuridico-amministrativo e tecnico-operativo, ma anche di diffondere e valorizzare i risultati, spesso di eccellenza, raggiunti dalle amministrazioni locali». Un servizio degno di nota è sicuramente quello intitolato «L’esperto risponde»: amministratori e funzionari dei comuni campani possono sottoporre all’Anci quesiti tecnici sul servizio di gestione integrata dei rifiuti, a cui viene risposto pubblicamente. Infine, sul sito è riepilogata tutta la normativa di settore e sono segnalate alcune buone pratiche, anche di altre regioni: l’intento è fornire modelli di riferimento per chi, in Campania, è chiamato,  potremmo dire, a tentare di «chiudere il cerchio» in materia di rifiuti.

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