2016 in Friuli Venezia Giulia: un anno a due facce per la qualità dell’aria

In Friuli Venezia Giulia il 2016 è stato un anno a due facce per la qualità dell’aria. E’ infatti iniziato negativamente, con ripetuti e intensi superamenti dei limiti giornalieri fissati per le polveri sottili (PM10, concentrazione media giornaliera di 50 ug/m3). Questi superamenti hanno interessato tutta la pianura e costa della regione, la quale risultava essere completamente inserita nel più ampio contesto del bacino padano.

L’origine di questi superamenti è stata in massima parte ascrivibile alle peculiari condizioni meteorologiche del gennaio 2016, caratterizzate dal persistere di una forte inversione termica (aria più calda in quota che al suolo) su tutto il territorio nazionale e in particolare sull’Italia settentrionale. Le emissioni dirette di polveri sottili, aggiunte a quelle dei suoi precursori, quali ad esempio l’ammoniaca e gli ossidi di azoto e zolfo, hanno poi fatto il resto.

Le polveri sottili rilevate durante questi episodi sono state caratterizzate da un piccolo diametro aerologico. La grande maggioranza del PM10, infatti, aveva un diametro uguale o inferiore a 1 micrometro (figura 1), tipico della ricondensazione e nucleazione, ovvero della formazione di particelle a partire da precursori aeriformi. Questo elemento spinge a prestare maggiore attenzione, nelle politiche di contenimento di questo inquinante, nei confronti delle emissioni dei precursori del PM10, come ad esempio la combustione domestica della legna in impianti obsoleti e nella fertilizzazione dei terreni, pratica tipicamente associata alla prima fase dell’anno collegata a notevoli emissioni di ammoniaca.

1. Andamento delle concentrazioni orarie di materiale particolato nelle diverse granulometrie che vanno dal PM1 al PM10, passando per il PM2.5 osservato al centro della pianura friulana nel periodo che va dal 26 al 31 gennaio 2016. Come si può vedere, le alte concentrazioni osservate all’epoca erano dovute in maniera preponderante alla frazione più piccola del particolato (PM1).

Gli ultimi mesi dell’anno, al contrario di quelli iniziali, in Friuli Venezia Giulia sono stati di gran lunga più favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Nonostante il persistere di condizioni di alta pressione su tutta l’Italia, infatti, il Friuli Venezia Giulia ha beneficiato di una maggior ventilazione proveniente da nord e nordest, ventilazione che ha mantenuto alta la diluizione atmosferica.

Durante questi episodi, il Friuli Venezia Giulia si “disaccoppia” dal bacino padano e, in questi frangenti, le aree più svantaggiate della regione sono state quelle pianeggianti e poste nei pressi del confine con il Veneto. Nel complesso, comunque, le porzioni del territorio dove si è andati oltre la soglia annuale dei 35 superamenti giornalieri fissati per le polveri sottili sono state relativamente limitate e inferiori a quelle osservate nel 2015.

Un elemento molto peculiare della distribuzione spaziale del PM10 in Friuli Venezia Giulia è stato quello del forte gradiente est-ovest (figura 2) osservato sia in termini di concentrazione media di PM10 ma soprattutto dal punto di vista del numero di superamenti giornalieri. Nel pordenonese, in particolare, si è osservato un aumento di circa 20 superamenti giornalieri in 10 km. Non è al momento possibile dire quale sia la componente di questo gradiente legata al peculiare microclima della regione e quale al contesto emissivo locale.

2. Andamento spaziale della concentrazione media giornaliera di PM10 osservato nella giornata del 9 dicembre 2016 in Friuli Venezia Giulia dove si osserva chiaramente il forte gradiente est-ovest associato alla variazione nel microclima regionale anche se non si può escludere un contributo dovuto a sorgenti locali.

Per quanto riguarda il PM2.5, nonostante gli episodi caratterizzati da alti valori di polveri con piccolo diametro aerologico d’inizio 2016, nel complesso le concentrazioni media di questa tipologia di inquinante sono rimaste largamente al di sotto dei limiti di legge, anche tenendo conto dell’obiettivo attualmente fissato per il 2020.

Dal punto di vista dell’ozono, inquinante tipicamente estivo, il 2016 ha visto un numero di superamenti della soglia giornaliera (120 ug/m3 come media su otto ore) decisamente inferiore a quelli osservati nel 2015. Nel complesso, su tutta la pianura e costa del Friuli Venezia Giulia l’area caratterizzata dai superamenti annuali della soglia di legge è stata molto estesa ma inferiore a quella osservata nel 2015, questo nonostante nel 2016 i picchi di temperatura e irraggiamento solare siano stati grossomodo simili per frequenza e intensità a quelli osservati nel corso del quinquennio precedente.

L’ozono, anche in passato, ha spesso mostrato una grande variabilità interannuale e non è al momento possibile dire se questo diverso comportamento del 2016 sia ascrivibile solo ad una diversa origine delle masse d’aria, al minor apporto di radiazione solare osservato in primavera e all’inizio dell’estate o vi sia anche un contributo dovuto alla riduzione nelle emissioni inquinanti, in particolare derivanti dall’uso dei solventi e degli ossidi di azoto, come lascerebbe intendere il relativamente basso numero di giorni in cui per l’ozono si sono raggiunte le soglie d’informazione (180 ug/m3 come media oraria).

E’ comunque importante sottolineare che, quanto avvenuto nel 2016, mostri come si possano raggiungere valori relativamente contenuti di ozono anche in condizioni di normale irraggiamento solare. L’ozono non è quindi un inquinante impossibile da aggredire, come spesso si è portati ad affermare, ed è necessario continuare con le politiche di riduzione delle emissioni di composti organici volatili, il combustibile dell’ozono, oltre che con le politiche di riduzione delle emissioni degli ossidi di azoto, che ne sono il catalizzatore.

Situazione 2017: Alti valori di polveri sottili su tutta la regione

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