Strumenti e azioni per la biodiversità in Emilia-Romagna

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Per la sua posizione geografica, l’Emilia-Romagna ha una biodiversità straordinaria: 2.700 specie diverse di piante, oltre 350 specie di animali vertebrati e una grande varietà di habitat. Per tutelare la biodiversità più rara e minacciata in Emilia-Romagna la Regione ha identificato come strumenti le aree protette, i siti Rete Natura 2000, la rete ecologica regionale e ha emanato leggi come quella per la tutela della flora e della fauna minore. Importante il ruolo di Arpae.

Per la sua posizione geografica, l’Emilia-Romagna ha una biodiversità straordinaria: 2.700 specie diverse di piante, oltre 350 specie di animali vertebrati e una grande varietà di habitat. Dipendiamo dalla biodiversità per il cibo, i materiali da costruzione, il riscaldamento, le fibre tessili e i principi attivi medicinali. Inoltre la biodiversità consente alcune funzioni vitali, dall’impollinazione delle piante, alla purificazione dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Per tutelare la biodiversità più rara e minacciata in Emilia-Romagna la Regione ha identificato come strumenti: le aree protette e i siti della Rete Natura 2000, Ia rete ecologica regionale e ha emanato leggi come quella per la tutela della flora e della fauna minore.
Le aree protette sono rappresentate da parchi, riserve naturali, aree di riequilibrio ecologico, Paesaggi naturali e seminaturali protetti e, insieme ai siti di Rete Natura 2000, tutelano una superficie pari al 16% del territorio regionale.

Sul territorio regionale sono stati istituiti Parchi nazionali, 1 Parco interregionale, 14 Parchi regionali

Cosa fa Arpae
Arpa Emilia-Romagna ha iniziato a presidiare il tema “Natura e Aree protette” nel 1999, collaborando con gli enti locali e la Regione per l’espletamento di attività istituzionali e la realizzazione di progetti specifici. Tra le principali attività la stesura di report, la divulgazione, la partecipazione a progetti Life, l’implementazione e gestione di banche dati provinciali e regionali.
Più in generale Arpae volge il proprio sguardo alla tutela della biodiversità attraverso varie attività che vanno dai monitoraggi istituzionali, prevalentemente sulle matrici acqua e suolo, agli studi di incidenza e ai pareri tecnici su piani e programmi fino alle concessioni e autorizzazioni dell’uso delle acque e all’attività di vigilanza e controllo.

Con la riorganizzazione dell’Agenzia operativa da gennaio 2016, Arpae ha acquisito anche le competenze sul demanio idrico e, di conseguenza, sulle autorizzazioni e concessioni relative. Da questo deriva la possibilità di integrare fortemente le conoscenze sullo stato ambientale dei corpi idrici (chimico, ecologico, quantitativo) e l’individuazione delle aree ripariali che maggiormente necessitano di interventi di riqualificazione, derivanti dal monitoraggio ai sensi della Direttiva quadro e figlie, e le richieste di concessioni secondo i criteri definiti nella Dgr 1195/2016 Direttiva concernente i criteri di valutazione delle derivazioni di acqua pubblica che assume la metodologia sperimentale ERA (esclusione, repulsione, attrazione) che permette di effettuare una stima del rischio ambientale indotto sia dalle singola derivazione, sia dal cumulo delle derivazioni che insistono sul singolo corpo idrico.

La scelta organizzativa di integrare le competenze è stata fatta in primis per tutelare la risorsa acqua, gli ambienti acquatici e quelli ripariali, il che favorisce la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici da essi forniti. Questa nuova competenza sarà svolta in stretta collaborazione con l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, che svolge le funzioni di servizio di piena, rilascio del nullaosta idraulico e la sorveglianza idraulica.

L’attività relativa agli studi di incidenza e ai pareri tecnici su piani e programmi regionali e locali si connota, invece, come una determinante azione di prevenzione a tutto tondo sulla biodiversità regionale poiché, attraverso l’analisi sito-specifica di habitat e specie, si individuano le mitigazioni e le compensazioni utili a ridurre il rischio di perdita di biodiversità potenziale causata dai piani/programmi territoriali e di settore.

Nell’ambito di una convenzione fra la Regione Emilia-Romagna e Arpa Emilia-Romagna è stata realizzata una rete dei frutteti della biodiversità, la prima non solo nella nostra regione, ma anche in Italia. La rete dei giardini della biodiversità è formata da 7 giardini-frutteti – ognuno con una propria specificità – che si trovano a Bologna, Cesenatico, Gattatico (RE), Ferrara, Alfero (FC), Piacenza, Ravenna. Tra gli obiettivi: il recupero e la valorizzazione del germoplasma di fruttiferi autoctoni dell’Emilia-Romagna, la divulgazione e la didattica sui temi connessi alla biodiversità anche nell’ambito della rete regionale Infeas, recuperare la memoria legata alla loro coltivazione, conservazione e impiego. Alcune piante saranno oggetto di studio da parte di Arpae per valutare i cambiamenti climatici in atto. Vai a  Rete dei frutteti della biodiversità

Ultima, ma non meno importante, a supporto della biodiversità è l’attività di vigilanza e controllo che svolgiamo storicamente e che ora si è arricchita del contributo delle guardie ambientali volontarie che Arpae coordina a livello regionale in seguito al riordino istituzionale. Le competenze dei tecnici Arpae affiancate alla forza e alla passione delle guardie volontarie sono e saranno sempre più uno strumento efficace per contrastare fenomeni puntuali di potenziale perdita della biodiversità locale.

Biodiversità in Emilia-Romagna, altre risorse 

 

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