Un sistema efficiente di controllo ambientale per uno sviluppo di qualità

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Commissione parlamentare “ecomafie”, magistrati, avvocati specializzati nei reati ambientali, Ispra, Agenzie ambientali, amministratori regionali, Corpi di Polizia, forze economiche: politici e tecnici riuniti per fare il punto sulla legge 68/2015 (legge ecoreati) e per dare impulso alla recente istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa). Primo tema emerso al convegno La tutela dell’ambiente: prevenzione e repressione (Ancona, 21 ottobre) è la richiesta al Governo di approvare rapidamente i decreti attuativi necessari alla piena realizzazione di un Sistema che dovrà essere operativo entro gennaio 2017.

Il convegno La tutela dell’ambiente: prevenzione e repressione, organizzato ad Ancona dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati – in collaborazione con la Regione Marche e Arpa Marche – era rivolto a forze di polizia, rappresentanti delle istituzioni, operatori economici e categorie di settore. Il primo tema emerso al convegno, richiamato da più relatori, è la richiesta al Governo di approvare rapidamente i decreti attuativi necessari alla piena realizzazione di un Sistema che dovrà essere operativo entro gennaio 2017.

Il convegno ha visto in apertura gli interventi, tra gli altri, dell’assessore all’Ambiente della Regione Marche Angelo Sciapichetti, del presidente della Commissione d’inchiesta Alessandro Bratti, del magistrato consulente della Commissione Giuseppe Battarino, dell’avvocato consulente della Commissione Roberto Tiberi, del sostituto procuratore presso il Tribunale di Ancona Paolo Gubinelli, del sostituto procuratore nazionale antimafia Elisabetta Pugliese, del procuratore generale presso la Corte di appello di Ancona Vincenzo Macrì. Per quest’ultimo, l’interesse mafioso sui rifiuti coincide con un business, “facilitato” anche da alcuni settori dell’imprenditoria del nord, attratti dallo smaltimento a basso costo. Criminalità organizzata è uno strumento operativo per garantire servizi competitivi alle imprese in danno all’ambiente. La Campania è l’esempio più eclatante di questo fenomeno.

Nel pomeriggio sono state protagoniste le Agenzie ambientali, Ispra e AssoArpa, nel corso della sessione dedicata ad approfondire il ruolo delle Agenzie ambientali alla luce della legge 132/2016. Ai lavori, moderati da Giancarlo Naldi, direttore della rivista Ecoscienza di Arpae Emilia-Romagna, hanno partecipato Luca Marchesi, presidente di AssoArpa, Mario Pompei, direttore generale di Arpa Marche, Michele Camisasca, direttore generale di Arpa Lombardia, Giuseppe Bortone direttore generale di Arpae Emila-Romagna, Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, Bernardo De Bernardinis, presidente di Ispra. Nel corso dell’incontro si è fatto il punto sull’implementazione operativa del Sistema nazionale a rete costituito da Arpa/Appa e Ispra, di recente costituzione.

Al riguardo, in conclusione dei lavori il presidente Alessandro Bratti ha ribadito la necessità di una rapida attuazione di tale sistema, con l’auspicio che al più presto si arrivi a definire i decreti attuativi della legge. Non ci può essere uno sviluppo del paese e non si potrà dar corso a progetti importanti come Industria 4.0 senza un efficiente sistema di controllo ambientale. Solo così sottolinea Bratti si potranno accelerare i percorsi virtuosi delle imprese innovative e di qualità contrastando quelle fuorilegge.

(Fonte: Comunicati stampa Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali correlati)

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