Servono Agenzie protagoniste del percorso verso l’unico sviluppo possibile, quello sostenibile

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I nodi indicati già nell’ottobre del 1999 alla terza conferenza nazionale delle Agenzie ambientali, tenutasi a Napoli, vanno ancora sciolti con il contributo di ogni attore sociale, economico e istituzionale interessato ad Agenzie protagoniste del percorso verso l’unico sviluppo possibile, quello sostenibile, come sottolinea con forza la Laudato si’. Il contributo di Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria, in Ecoscienza 4/2016.

“Non dico niente di nuovo se affermo che c’è un problema in campo ambientale, in questo Paese: la Pubblica amministrazione. Noi siamo impegnati a costruire un Sistema agenziale che rappresenti in concreto un segmento nuovo di Amministrazione pubblica, orientato a risolvere i problemi delle imprese e dei cittadini, non a complicare loro la vita e ad esigere rendite di posizione, fino ad arrivare a dinamiche che poi hanno favorito la nascita del fenomeno meglio noto come Tangentopoli.

Risultati significativi si sono conseguiti e se ne misurano già gli effetti, ad esempio nel campo della Valutazione ambientale strategica di progetti da sottoporre a finanziamento nell’ambito dei Fondi strutturali dell’Ue per il 2000-2006: ribadisco che se l’allarme sui ritardi del Sistema Italia in tema di Valutazione ambientale strategica dei progetti non l’avessimo lanciato noi, Anpa e Arpa, non si sarebbe potuto procedere a colmare la preesistente lacuna e l’Italia avrebbe visto in grave rischio le decine di migliaia di miliardi della pianificazione 2000/2006 del Quadro comunitario di sostegno. Soltanto dopo che (grazie a Silvia Calamandrei, ndr) abbiamo lanciato l’allarme, si è scoperto che dal ‘94 il Governo di questo Paese non rispondeva ai richiami di Bruxelles in materia.

Oggi, l’obiettivo cui ci stiamo dedicando è quello di migliorare l’efficacia dell’azione delle nostre Agenzie: vogliamo a tal fine proporre quanto prima all’attenzione del legislatore limiti prestazionali minimi dei controlli ambientali, per essere credibilidi fronte al Sistema sanitario nazionale quando reclameremo un più adeguato finanziamento del Sistema agenziale, nell’ordine dell’l% della spesa per la salute. Vogliamo arrivare ad esprimere, sul piano dei livelli prestazionali una significativa omogeneità tra le diverse Arpa, pur tenendo in conto le differenze dei territori, affinché non si possa dire che il Sistema Agenziale chiuda gli occhi, che tratti qualcuno, azienda o cittadino, da figlio o da figliastro; il sistema dei controlli ambientali di questo paese, il sistema delle Agenzie per la protezione dell’ambiente, vuole essere credibile ed affidabile anche in questo.

Per quel che ci riguarda, c’è una proposta positiva, relativa alla possibile confluenza dei Servizi tecnici nazionali all’interno di un’Agenzia nazionale rinnovata, trasferendo le sezioni periferiche dei Servizi stessi alle strutture regionali (mi auguro alle Arpa, ma anche un elemento di rischio: potrebbe passare un’interpretazione secondo cui ‘l’Agenzia è diretta emanazione e organo operativo dell’esecutivo’. Non posso condividere una tale opzione, qualora prendesse corpo, perché la missione dell’Agenzia e del Sistema delle Agenzie è quella di programmare e uniformare i controlli sullo stato dell’ambiente e diffonderne al paese la relativa informazione.

Paolo Maddalena e altri importantissimi giuristi affermano che le Agenzie ambientali  devono diventare ‘Authorities’, ribadendo così che terzietà, indipendenza e trasparenza sono il corredo genetico dei gestori dei controlli sull’ambiente. Non compete a noi di ragionare della nostra trasformazione in Authority, trattandosi di strutture circa le quali molto si discute nel paese, essendo noi gli interlocutori delle imprese, dei cittadini, delle loro associazioni, delle istituzioni, degli esecutivi: a noi compete ricordare quanto sia difficile fare gli arbitri se si è parte in gioco, e come occorra che i caratteri di trasparenza e di terzietà che quotidianamente cerchiamo di affermare vengano preservati con forza. Vogliamo superare quello che in passato, nel nostro mestiere, è stato l’atteggiamento culturale prevalente, il controllore- tranquillizzatore, fautore di una strategia insensata, perché se c’è percezione sociale
del rischio non si risponde dicendo che il problema non esiste: a percezione sociale del rischio va gestita con un lavoro serissimo, prolungato, di continuo scambio dentro una casa di vetro alla quale tutti possono accedere.

È ora di andare avanti, ora che anche il Mezzogiorno è in movimento; Bagnoli
sta qui a indicare come esistano siti che concentrano simbolicamente tutto quello che l’ambiente evoca rispetto alla qualità dello sviluppo, sapendo che il cammino è molto lungo, che la battaglia è e sarà dura. 
Credo che un pizzico di orgoglio, di esserci come Agenzie per l’ambiente del paese, dobbiamo metterlo in campo, perché siamo strumento dell’interesse pubblico e vogliamo dimostrare, nei fatti, che non è obbligata la relazione di identità tra Pubblica amministrazione ed inefficienza, quando non corruzione.
La sfida è complessa, rilevanti sono le opportunità: a noi di perseguire gli obiettivi richiamati, consapevoli che ‘chi si difende perde, chi progetta vince’.”

Queste righe sono espunte dagli Atti della Terza conferenza nazionale delle Agenzie ambientali, tenutasi a Napoli nell’ottobre 1999 alla Città della scienza, poi distrutta da mano criminale. Anpa non c’è più e solo di recente
si registra qualche avanzamento (legge “ecoreati”, legge Snpa) in un contesto generale non certo favorevole all’ambiente e aggravato dalla crisi sistemica globale, finanziaria e ambientale, in atto.

I nodi allora indicati vanno ancora sciolti con il contributo di ogni attore sociale, economico e istituzionale interessato ad Agenzie ambientali protagoniste del percorso verso l’unico sviluppo possibile, quello sostenibile, come sottolinea con forza la Laudato si’.

Il contributo di Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria, in Ecoscienza 4/2016, forum Agenzie ambientali, l’unicità del sistema nazionale e gli orientamenti di regioni e province autonome (pagg. 16-17)

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