“Debito ecologico” e strumenti di sostenibilità

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L’8 agosto cade l’Earth Overshoot Day e inizia il nostro “debito ecologico” con la Terra per quest’anno: è il primo giorno in cui la popolazione del pianeta inizia a sfruttare riserve di risorse naturali superiori a quelle che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Per preservare le risorse del pianeta occorre agire sulla sostenibilità. Molto stanno facendo anche Ispra e le Agenzie ambientali per la diffusione degli strumenti di sostenibilità disponibili. 

Secondo il Global Footprint Network(1) l’organizzazione che ha messo a punto questo indicatore dell’impronta ecologica globale, il primo Earth Overshoot Day sarebbe stato il 21 ottobre del 1992; dieci anni dopo, nel 2002, l’Overshoot Day era ancora al 3 ottobre, mentre nel 2012 si è verificato il 23 agosto e, secondo le attuali tendenze dei consumi, l’Earth Overshoot Day è sempre più precoce. Global Footprint Network spiega che in realtà, già dalla metà degli anni 70 il consumo umano ha superato quanto il pianeta può riprodurre. Se si considerano poi i paesi più ricchi l’impronta ecologica(2) pro-capite Usa equivale al consumo di quasi 5 pianeti Terra. Ma anche paesi emergenti, come Brasile e Cina, hanno un’impronta equivalente a due pianeti Terra; l’Italia, con paesi come l’Inghilterra e il Giappone, ogni anno consuma risorse naturali equivalenti a quasi 3 pianeti.
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Del resto i sintomi delle sofferenze ci sono tutti, dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici in corso, causati dai gas serra emessi dalle attività umane, all’eccessivo sfruttamento delle risorse, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti: eventi meteo estremi (alluvioni, siccità…), specie vegetali e animali sempre più a rischio di estinzione, la crisi della pesca, i problemi di smaltimento dei rifiuti, i conflitti crescenti per il controllo su risorse strategiche come l’acqua, bene sempre più scarso.

Non è un quadro tranquillizzante, ma la bella notizia è che le tendenze negative si possono invertire attraverso i tanti strumenti disponibili per agire sulla sostenibilità dei nostri comportamenti individuali – ad esempio le azioni proposte nella campagna Earth Overshoot Day #pledgefortheplanet –, ma sopratutto delle azioni, dei prodotti, dei piani e dei progetti delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. A livello globale, poi, sono alte le aspettative verso i Governi per il taglio delle emissioni in attuazione dell’accordo sul clima raggiunto alla conferenza di Parigi (COP21) .

Molto stanno facendo anche Ispra e le Agenzie ambientali, sia a supporto della diffusione dei diversi strumenti di sostenibilità elaborati a livello europeo (ad es. certificazioni ambientali Emas, Ecolabel, Politica integrata di prodotto, analisi del ciclo di vita del prodotto LCA, Rapporto integrato di sostenibilità, Acquisti verdi GPP), sia per migliorare le performance interne al Sistema nazionale a rete di protezione ambientale. Sono questi i temi al centro di questo numero di AmbienteInforma.

Strumenti di sostenibilità e certificazioni ambientali
Lo sviluppo sostenibile è quel modello di sviluppo che “soddisfa le esigenze attuali senza compromettere quelle delle generazioni future”, come spiega il Rapporto Brundtland del 1987. Le certificazioni ambientali, generalmente ad adesione volontaria, sono finalizzate a promuovere il miglioramento delle prestazioni ambientali di beni, servizi, imprese e organizzazioni.
Si possono distinguere in certificazioni di prodotto (Ecolabel; Dichiarazioni ambientali di prodotto-EPD) e di processo (Sistema di gestione ambientale, Emas), a seconda che siano rivolte ai beni e servizi prodotti o al processo produttivo e all’organizzazione della struttura produttiva.
A queste, si affiancano ulteriori strumenti finalizzati alla valutazione e la comunicazione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita di beni e servizi (Life Cycle Assessment-LCA; carbon footprint; waterfootprint), alla riduzione degli impatti ambientali delle procedure di acquisto delle pubbliche amministrazioni (Acquisti verdi o Green Public Procurement  GPP), alla rendicontazione degli impatti ambientali delle politiche pubbliche (contabilità ambientale), solo per citarne alcuni.
Ciascuno di essi consente risposte mirate a specifici bisogni di compatibilità ambientale dei prodotti e/o servizi, ma è dal loro utilizzo integrato, sinergico e capillarmente diffuso che dipende l’attuazione della strategia dello sviluppo sostenibile nel suo complesso, nell’ottica delle politiche integrate di prodotto (IPP).

Dalla politica integrata di prodotto alla strategia di consumo e produzione sostenibili (SCP)
Il GPP è uno degli strumenti operativi più importanti nell’ambito delle politiche ambientali “di seconda generazione”, che hanno superato l’impostazione settoriale, abbracciando un approccio più ampio e trasversale, volto a coinvolgere tutti i soggetti operanti all’interno del sistema di produzione e consumo.
La strategia europea di consumo e produzione sostenibili (COM397/2008) richiama quasi tutti gli strumenti di sostenibilità citati, con l’aggiunta dell’ecodesign, e incorpora i principi dell’IPP (politica integrata di prodotto), enfatizzando il ruolo e la responsabilità del consumatore nella scelta degli acquisti.

Vai a La strategia europea strategia europea di consumo e produzione sostenibili, sito ministero Ambiente, tutela del territorio e del mare

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Note
1. Il Global Footprint Network è un’organizzazione internazionale che promuove la sostenibilità attraverso l’impronta ecologica, uno strumento di contabilità ambientale che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo e chi usa cosa.

2. L’impronta ecologica, introdotta da Mathis Wackernagel e William Rees, è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. È intesa come unità di misura della domanda di risorse naturali da parte dell’umanità e quantifica la superficie 
– in termini di terra e acqua – di cui la popolazione umana necessita per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti.

Altre risorse
La “bolla ecologica”:
 stiamo operando allo scoperto…  (pdf, Ecoscienza 3/2013)

Energia sostenibile, tema ambientale sito Arpae