850 stazioni di monitoraggio per controllare il suolo piemontese

Le criticità maggiori sono legate alla presenza di aree estese caratterizzate da elevate concentrazioni di cromo, nichel e cobalto di prevalente origine naturale. Questo è quanto emerge dai risultati del programma di Arpa Piemonte per il monitoraggio dei suoli del territorio piemontese, che valuta presenza, origine, intensità e distribuzione spaziale della contaminazione diffusa del suolo, identifica aree critiche caratterizzate da elevate probabilità di superamento dei limiti individuati dalle normative vigenti e fornisce indicazioni a grande scala relative ai valori di fondo dei contaminanti.


Il suolo è infatti una risorsa limitata e non rinnovabile la cui contaminazione può avere ripercussioni negative sulla qualità dell’ambiente, sulla salute dell’uomo e sull’economia. I contaminanti che si depositano al suolo possono essere pericolosi anche in concentrazioni molto basse soprattutto nel caso di presenza contemporanea di più contaminanti in quanto si possono verificare interazioni e conseguente amplificazione dei loro effetti negativi.

A ottobre 2017 sono stati campionati e analizzati i suoli di 510 stazioni su maglia sistematica 9×9 km, su tutto il territorio piemontese, e 3×3 o 1,5×1,5 km in aree caratterizzate da problemi rilevanti. I dati della rete sistematica sono integrati con analisi di stazioni di monitoraggio (attualmente 340), realizzate nell’ambito di altri progetti di Arpa. Continua

Leggi la Relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte 2017, sezione contaminazione del suolo

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