Le informazioni al cittadino: chi attivare in caso di emergenza ambientale

Spesso accade che i cittadini abbiano una percezione diversa dell’emergenza ambientale rispetto ai tecnici che quotidianamente si occupano di ambiente e di problematiche ad esso connesse. Non bisogna però sottovalutare le informazioni che ci trasmettono i cittadini, vere sentinelle sul territorio.

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Estate, tempo di vacanze e di viaggi, ma è necessario portare con sé anche il rispetto per l’ambiente

L’Onu ha dichiarato il 2017 l’Anno Internazionale del turismo sostenibile, puntando l’attenzione non solo sull’impatto che la presenza di turisti comporta sull’ambiente, come aveva già fatto nel 2002, ma anche sull’importanza del turismo sostenibile come veicolo per “diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle varie civiltà” e apprezzare “i valori intrinsechi delle diverse culture, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo”.

L’Organizzazione mondiale del turismo, Unwto, che per l’occasione ha creato un sito di informazione, ha iniziato a parlare di turismo sostenibile nel 1988: “Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Si indica, quindi, con questo termine un modo di viaggiare rispettoso del pianeta, che non altera l’ambiente – naturale, sociale e artistico – e non ostacola lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. Si tratta in pratica di un turismo non distruttivo, con un impatto ambientale basso e che punta a favorire le economie più in difficoltà.

La definizione si oppone a quella di turismo di massa, che non tiene conto delle specificità dei territori, è invasivo e spesso non favorisce lo sviluppo economico, sociale e ambientale a livello locale.

Nel 2016, il giro economico legato al turismo ha sfiorato, a livello internazionale, 1.260 miliardi di dollari e con un numero di viaggiatori che ha quasi raggiunto il miliardo e 200 mila persone, questo, secondo le stime riportate dall’Unwto, ha un impatto sicuramente positivo sull’economia ma non lo stesso per l’ambiente.

Come si traduce, dunque, la filosofia che sottende al turismo sostenibile in comportamenti concreti?  Tanti sono i suggerimenti che si possono seguire, elenchiamone alcuni, a titolo di esempio:

  • non scegliere alberghi ad elevato impatto ambientale
  • preferire alberghi, b&b, agriturismi, ostelli, case vacanza, residence, villaggi turistici con certificazioni ambientali che attestino l’adozione di misure di trattamento dei rifiuti, riciclo raccolta differenziata dei materiali e dispongano di sistemi ad alta efficienza energetica, come fonti di energia rinnovabili, e, se possibile, anche realizzate con criteri di bioedilizia
  • optare per ristoranti con menù bio e/o con prodotti a km zero
  • non acquistare specie a rischio d’estinzione
  • evitare l’aereo se non strettamente indispensabile
  • preferire se possibile il treno e la nave all’aereo
  • sostituire l’auto con la bicicletta o con i mezzi pubblici
  • sperimentare viaggi a piedi o in bici
  • non disturbare gli animali
  • non accendere il fuoco se c’è pericolo di incendi e assicurarsi di spegnerlo attentamente con terra o acqua prima di andare via
  • contribuire alla protezione delle specie marine acquistando con attenzione il pesce, escludendo le specie in via di estinzione
  • non dimenticare, in vacanza, di differenziare i rifiuti
  • non lasciare rifiuti per le strade, nei boschi, sulle spiagge, portare via con sé tutto ciò che non si consuma
  • evitare l’acqua minerale in bottiglie di plastica, se possibile, portare una borraccia e riempirla alle fontanelle
  • evitare, in ogni caso, di utilizzare prodotti usa e getta.

Nel 2015, gli italiani che hanno dichiarato di fare turismo sostenibile sono il 16%, come riporta il sesto rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo”, a cura di Ipr Marketing e Fondazione Univerde, mettendo in evidenza come il 44% del campione affermi di essere disposto a pagare di più (tra il 10 e il 20%) la vacanza pur di avere accesso a servizi sostenibili, mentre 41% del campione dichiara di informarsi sulla sostenibilità delle strutture ospitanti.

Non tutto è lasciato alla sensibilità del singolo, anche le Amministrazioni locali cominciano a porsi il tema degli impatti del turismo sui propri territori.

A livello nazionale, esistono alcuni progetti pilota sostenuti anche dal Ministero dell’Ambiente; di recente, a metà maggio 2017, è stata presentata la Carta di Cervia-Milano Marittima che si ispira, nella sue motivazioni di fondo, alla carta di Cortina, anch’essa voluta e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente.

Lo scopo è quello di rinnovare il modello di sviluppo, coniugando buona offerta turistica con qualità ambientale, valori identitari e culturali del territorio. In quest’ottica una particolare attenzione viene rivolta alle energie rinnovabili, all’efficientamento energetico degli immobili, agli adattamenti ai cambiamenti climatici, alla raccolta differenziata, alla mobilità dolce e sostenibile, alla lotta agli sprechi e al degrado urbano.

Sempre nell’ottica di un turismo sostenibile, a Lido di Camaiore, a gennaio 2017, si è tenuto il convegno “Turismo Rifiuti Zero. Buone pratiche per il territorio”, organizzato dal Comune di Camaiore con l’obiettivo di fare conoscere e realizzare buone pratiche per la differenziazione e la diminuzione della produzione dei rifiuti nei luoghi turistici promuovendo eco ristoranti, hotel e spiagge a rifiuti zero.

Urp di Arpat: più di dieci anni di attività

La legge 150/2000 assegna un ruolo strategico all’Ufficio relazioni con il pubblico, da svolgere in modo integrato con le altre articolazioni organizzative impegnate nella comunicazione; quest’articolo ripercorre in breve la storia dell’Urp di Arpat, descrivendone la nascita, la strutturazione e l’attività che nel tempo lo hanno caratterizzato.

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