Impatto acustico nel COVA di Viggiano (Pz) e nei parchi eolici. Il caso Arpa Basilicata

La Basilicata non essendo interessata da veri e propri nodi infrastrutturali complessi rivolge le attenzioni attraverso l’ufficio Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico dell’Arpa Basilicata in termini di criticità e sensibilità acustica su zone industriali particolarmente impattanti come il Centro Olio Val d’Agri primo impianto in Europa per la lavorazione del greggio e peculiarità del Sud e sui parchi eolici .

Le campagne di misurazioni effettuate con i tecnici e la strumentazione ARPAB nella Zona Industriale della Val d’Agri rappresentano uno sforzo operativo nell’ottica della tutela della popolazione.

Il Centro Olio, dove insistono le centraline ARPAB dal 2012, pur essendo il più rappresentativo per la complessità delle sue lavorazioni si è inserito in un’area con attività già esistenti che in parte contribuiscono al valore di rumorosità totale.

Infatti lo attraversa la S.S. 598, arteria viaria sempre più trafficata che contribuisce ad aumentare il rumore di fondo percepito complessivamente.
I paesi più vicini sono Viggiano e Grumento Nova che distano dai 2 ai 3 Km. Verso la parte montuosa si delineano i confini del Parco Nazionale che racchiudono tutta l’area di osservazione.

La scelta dei punti di misura del rumore ha tenuto presente criteri come la vicinanza dall’Area Industriale, l’altitudine, la presenza di strutture turistiche e le ricorrenti lamentele della popolazione.

Le rilevazioni durante il periodo diurno ricadono nella fascia dalle ore 6:00 alle ore 22:00, mentre quelle del periodo notturno dalle ore 22:00 alle ore 6:00.
I risultati delle centraline fisse sono ad ampio spettro e forniscono dati in continuo su alcuni punti comunque critici che sono il centro abitato di Grumento Nova e quello di Viggiano che per la sua posizione appare come un balcone affacciato sulle lavorazioni. Una centralina raccoglie i dati dell’area industriale.
I dati ottenuti vanno confrontati con i limiti di legge che sono quelli riportati nella Tabella secondo il D.P.C.M 1.3.91. Come molti altri, i Comuni interessati non sono dotati, però, di Piani di zonizzazione acustica.

Ai sensi del Dlgs 152/2006 l’Arpab accerta, secondo quanto previsto dall’AIA , il rispetto delle condizioni di cui alla DGR 627/2011 come la regolarità dei controlli effettuati da Eni rispetto alle emissioni sonore, il rispetto dei valori limite delle emissioni e l’ottemperanza del Gestore agli obblighi di comunicazione.

Secondo il protocollo operativo il Gestore garantisce a sue spese il monitoraggio del rumore con centralina sia durante il fermo sia con al riavvio del ciclo produttivo sia durante la fase di ammodernamento. Inoltre il Gestore esegue annualmente puntali misurazioni di rumore sia in ambito diurno che notturno con postazioni ai confini dello stabilimento.

Tutte le informazioni sul ciclo produttivo sono dichiarate all’ENI anche se è costituito da varie sorgenti di rumore dovuto alle varie fasi di lavorazione.
La scelta dei recettori segue i seguenti criteri: la vicinanza dal Centro Olio, la direzione del vento, l’altitudine rispetto alla sorgente, la presenza di strutture turistiche e i reclami della popolazione.

In base alle prescrizioni relative alle emissioni sonore della DGR 627/2011 è stata effettuata una serie di campagne di rilevamento del clima acustico sia durante il fermo impianto che al riavvio . Pertanto i tecnici Arpab hanno effettuato misurazioni puntuali annualmente ( 2011-2012-2013) sia nel periodo diurno che notturno presso n. 20 venti postazioni.

I punti osservati sono ubicati nei Comuni di Viggiano e di Grumento Nova.
Oltre alle misurazioni puntuali Arpab effettuato anche il controllo della documentazione ENI.

L’Arpab ha costituito un centro di Monitoraggio ambientale ubicato nel Dipartimento di Potenza nel quale confluiscono tutti i dati delle Cinque centraline , tra cui quelli del rumore.
I tecnici del rumore validano i dati confrontandoli necessariamente con i dati provenienti dalle centraline meteorologiche correlate.
Come le centraline è possibile evidenziare l’andamento medio giornaliero dei livelli di rumore nonché nel tempo gli eventuali superamenti dei limiti di legge.

Periodicamente anche l’Osservatorio ambientale della Val d’Agri riceve i dati delle misurazioni di continuo.

I dati in continuo forniti su report sono stati elaborati anche da ARPAB per avere una visione complessiva del fenomeno. Monitoraggio non continuo

Con l’espansione dell’energia eolica, poi, e in linea con quanto dettato dall’Ispra l’Arpa Basilicata analizza e valuta l’impatto acustico prodotto durante l’esercizio di parchi eolici e del minieolico composti da uno o più dispositivi di generazione a turbina eolica (aerogeneratori), anche ai fini del loro monitoraggio acustico.

La procedura, in base ai siti con orografia complessa o meno consente di elaborare dati sia per correlare la rumorosità del sito in termini Leq, L90 e Llin alla velocità del vento all’HUB, sia per caratterizzare lo spettro del rumore del sito eolico ai diversi regimi di rotazione a pale ferme.

Il livello di rumore residuo a pale ferme (o su sito analogo per caratteristiche morfologiche e anemometriche) si può considerare rumore di fondo del luogo in quanto l’aerogeneratore rappresenta l’unica sorgente presente nel sito d’indagine.

Spettro lineare in bande 1/3 ottave a diversi regimi di velocità del vento

L’impatto del rumore prodotto dall’impianto eolico sul paesaggio sonoro consiste fondamentalmente nell’innalzamento del livello di fondo che risulta in termini di livello equivalente su tutto lo spettro indagato ( 12,5 hz-20 KHz)- tra 10 e 27 dB, valore crescente all’aumentare del regime di rotazione delle pale. In termini uditivi umani il livello sonoro si innalza tra 14 e 26dBA.

Le attività antropiche possono innalzare il rumore di fondo naturale ed essere causa di una riduzione dello spazio attivo rendendo difficile o impossibile la percezione del segnale ecco perché questo tipo di frequenza impatta sulla massima sensibilità uditiva per l’avifauna. L’innalzamento del livello di fondo rispetto al segnale emesso da un uccello comporta una contrazione dello spazio attivo del segnale; tale contrazione percentuale risulta correlata all’entità dell’innalzamento e segue la legge di propagazione sonora da sorgente puntiforme.

In conclusione, si evidenzia che relativamente al rumore eolico l’effetto di mascheramento dovuto all’innalzamento del rumore di fondo anche nelle frequenze tipiche dell’avifauna risulta potenzialmente significativo e potrebbe quindi essere alterato in modo trascurabile il rapporto segnale/rumore non e in termini più generali di VIA e Valutazioni di Incidenza l’analisi deve presupporre una conoscenza dei livelli sonori emessi dall’avifauna nel sito di indagine, deve essere focalizzata sulla “finestra” spettrale del fenomeno comunicativo avifauna e indirizzata alla conservazione di un rapporto segnale/rumore soddisfacente e in termini temporali, infine, la massima attenzione deve essere posta agli intervalli orari in cui è massima l’attività di interazione vocale.

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