Open Data Day: a Salerno si è discusso della comunicazione Snpa

 

 

 

 

L’impegno per integrare la comunicazione di Ispra e delle 21 agenzie ambientali delle Regioni e delle Province autonome è stato argomento di discussione all’Open Data Day organizzato dall’Università di Salerno lo scorso 7 marzo. E’ spettato a Marco Talluri, coordinatore del Gruppo di lavoro Comunicazione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, illustrare l’esperienza dei comunicatori del Snpa, di fronte a una platea di studenti, ricercatori, attivisti e giornalisti (vedi la presentazione).

Talluri, che è anche dirigente dell’Arpa Toscana, ha ricordato come l’organizzazione e la diffusione della conoscenza ambientale rappresentino uno dei pilastri del funzionamento dell’intero Sistema. Il che contribuisce, in maniera determinante, a distinguere gli enti ambientali da quelli del sistema sanitario: perché, come ha ricordato il dirigente Arpat, nell’ambito della protezione ambientale occorre impegnarsi particolarmente a illustrare i risultati del proprio lavoro, affinché le comunità di riferimento lo percepiscano come utile. Invece, in ambito sanitario, gli effetti del lavoro di Asl e ospedali vengono sperimentati in maniera più immediata dagli utenti.

«Nonostante i 22 enti del Snpa contino circa 10mila addetti», ha osservato Talluri, «e analizzino complessivamente oltre 600mila campioni di varie matrici ambientali in un anno, e inoltre compiano circa 100mila ispezioni e sopralluoghi sul territorio, sono ancora poco conosciuti dall’opinione pubblica. C’è ancora molto da lavorare per proporli ai cittadini come punto di riferimento autorevole per la conoscenza delle questioni ambientali, e in questo senso la recente istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente è sicuramente un passo in avanti promettente».

Tra i relatori che hanno raccontato la propria esperienza al campus di Fisciano, Vittorio Scarano, docente di informatica dell’Unisa, la linguista Daniela Vellutino, che nell’ateneo salernitano dirige l’Osservatorio sulla comunicazione della pubblica amministrazione, inoltre Giancarlo Chiavazzo (Legambiente Campania), Enrico Zotti (Ancitel), Claudio Cesarano (Diritto di sapere), la giornalista Rosy Battaglia, nota per le sue inchieste ambientali, e la consulente dell’Agenzia per l’Italia digitale, Giorgia Lodi. A introdurre, il professore Annibale Elia, che all’Unisa è direttore del Dipartimento di Scienze politiche, sociali e della comunicazione. Titolo della tavola rotonda che ha animato la giornata: «pubbliche amministrazioni trasparenti per cittadini monitoranti».

I cittadini “monitoranti” sono quelli che controllano l’operato della pubblica amministrazione, spesso animati da spirito civico, attraverso i siti web, le email e i social network come Twitter e Facebook. In questo scenario, ha sottolineato Talluri, «è essenziale un atteggiamento proattivo rispetto alla comunicazione. Non basta rispondere quando giungono richieste di informazioni. Meglio mettere di continuo nuovi dati e notizie a disposizione del pubblico, in modo tempestivo, esauriente, facilmente fruibile e facilmente comprensibile». In questa ottica, non è sufficiente diffondere i dati in possesso delle Agenzie, per quanto «aperti» siano. «Quello che cittadini, associazioni e giornalisti dovrebbero pretendere – ha aggiunto il dirigente Arpat – è che i dati siano resi fruibili e comprensibili per tutti».

Talluri ha ricordato gli strumenti di comunicazione finora approntati da Snpa: AmbienteInforma, il notiziario settimanale che viene attualmente inviato a circa 70mila destinatari, e inoltre il profilo Twitter del Sistema, @SNPAmbiente, che ha iniziato a «cinguettare» da pochi giorni. Strumenti che si aggiungono, ovviamente, a quelli propri di ciascuno dei ventidue Enti che compongono Snpa. «Molte delle notizie più lette – ha sottolineato Talluri – riguardano le regioni del Mezzogiorno, segno che in quest’area c’è una forte domanda di conoscenza ambientale». Si sta poi lavorando per integrare le riviste di sistema, Ecoscienza, Micron e IdeAmbiente, gli uffici stampa, gli urp; ed è anche in corso un “cammino di ascolto e confronto con altri soggetti che che i occupano di comunicazione e informazione ambientale, di cui l’incontro di Salerno è una tappa importante”.

Molti i progetti protagonisti di questo Open Data Day. Tra questi, la app «civica» della Sma Campania, mediante la quale tutti i cittadini possono segnalare roghi e abbandoni di rifiuti che avvengono sul territorio regionale: il software, che può essere installato gratuitamente sugli smartphone, permette di scattare foto georeferenziate, che il sistema provvede a inoltrare alle autorità competenti con l’indicazione precisa del luogo a cui si riferiscono (www.smacampania.info ).

E’ toccato invece al professore Vittorio Scarano, coordinatore del progetto europeo Route-to-Pa di cui è capofila l’Università di Salerno, raccontare il sistema Spod, ovvero Social platform on open data. Spod è una piattaforma in cui i dati vengono creati e condivisi dalla comunità. Finora è stato sperimentato, ad esempio, dal Comune di Prato, che l’ha utilizzato per consultare i propri cittadini su un quesito specifico: dove vorreste posizionare i punti di accesso alla rete wireless comunale?

Successivamente, Claudio Cesarano (Diritto di Sapere) ha presentato il progetto “Chiedi”, che permette di inviare richieste di accesso civico alla pubblica amministrazione con l’assistenza di esperti. Sul portale www.campaniadifferenzia.anci.it, alimentato anche con dati Snpa, si è invece soffermato Enrico Zotti (Ancitel): su questo sito è possibile trovare molti dati sulla raccolta differenziata in Campania, comune per comune.

Luigi Mosca, Arpa Campania, Servizio Comunicazione

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