Comunicare i pollini attraverso i social, il web e le infografiche

Nell’epoca dei social media, della post verità, della disinformazione e delle parole ostili è sempre più difficile comunicare, entrare efficacemente in relazione con l’interlocutore affinché il messaggio emesso possa arrivare senza interferenze e distorsioni. Questa è la sfida per chi sceglie di fare il mestiere del comunicatore oggi. Quando poi, a questo contesto, si aggiunge la complessità delle tematiche scientifiche, come nel caso dei pollini, si devono trovare gli strumenti e le forme più adeguate per non spaventare il lettore, per incuriosirlo e coinvolgerlo senza tuttavia banalizzare i contenuti.

Come fare tutto questo? Esistono dei modelli di riferimento per comunicare al meglio la scienza? Intorno alla metà degli anni ’80, in ambiente anglosassone, nasce il così detto modello deficitario, chiamato così perché diretto a educare il pubblico che, a causa un deficit di comprensione, assume atteggiamenti sempre più ostili nei confronti della ricerca, del progresso e delle nuove scoperte tecnico-scientifiche. Si tratta di un modello lineare (top-down) che considera gli esperti i depositari del sapere e il pubblico, ignorante e passivo, da educare. Questo modello, però, si dimostra inefficace (addirittura aumentano i conflitti sui temi tecnico-scientifici) ed entra in crisi già agli inizi del 2000.

La comunicazione pubblica della scienza di tipo tradizionale viene sostituita da una nuova modalità di dialogo tra scienziati e pubblico, con l’obiettivo di rendere i non esperti maggiormente consapevoli e partecipi dei numerosi problemi sollevati dall’impatto delle nuove scoperte scientifiche e dalla diffusione di nuovi strumenti tecnologici. Il pubblico non è più considerato “passivo e ignorante” e la distanza che si crea tra scienza e società non viene più attribuita solamente a un deficit cognitivo, ma anche ad altri fattori come l’ideologia dell’individuo, la sua identità religiosa e la sua eventuale appartenenza ad un gruppo politico. Da un modello lineare si passa a un vero e proprio ecosistema della comunicazione, anche grazie alla comparsa della rete e soprattutto dei social media.

Non esiste, tuttavia, un modello unico e universale per comunicare la scienza: in base alla situazione, alle risorse, al target deve essere individuato il modello più adatto. Un modello che tenga conto anche del ruolo che si vuole assumere come esperti: ovvero se quello del divulgatore o quello del comunicatore. Il divulgatore è colui che porta la sua voce e il suo messaggio al pubblico; gli interessa raccontare; la divulgazione è il suo fine.
Comunicatore è il professionista che porta il messaggio di qualcun altro, ad esempio un committente istituzionale; è uno stratega, con un piano, una competenza specifica e a cui interessa l’effetto finale della comunicazione sulle persone.

Pertanto comunicare significa delineare una strategia che individui il contesto entro cui ci si muove, gli obiettivi della comunicazione, i pubblici di riferimento (target) e i messaggi che si vuole far arrivare loro. La strategia deve essere, quindi, trasformata in operatività attraverso la scelta degli strumenti (web, social media, prodotti editoriali, prodotti multimediali, eventi ecc.) e delle attività, che dovranno essere implementate attraverso un gruppo di lavoro dedicato, un determinato budget, una specifica tempistica e, non da ultimo, un’attenta valutazione che ne verifichi l’efficacia.

Arpa Friuli Venezia Giulia si è dotata nel tempo di una strategia e di un team interdisciplinare che ha reso possibile l’adozione di vari strumenti e linee di attività rivolte alla comunicazione, che rappresentano, però, solo l’ultimo anello di una vera e propria filiera del dato: a partire dal monitoraggio dei pollini dispersi nell’aria (che prevede il recupero dei campioni sul territorio, la conta biologica al microscopio, la validazione del dato e il suo inserimento in appositi DB, la realizzazione delle previsioni attraverso appositi modelli) si arriva alla sua rappresentazione che si concretizza nelle pagine dedicate del sito web istituzionale di Arpa FVG, negli applicativi web pensati per la visualizzazione e fruizione del dato stesso (bollettino web, mappe territoriali), nei contenuti veicolati attraverso i social media dell’Agenzia, nei report ambientali, nelle infografiche e negli eventi che coinvolgono la popolazione.

Non da ultimo, a partire da maggio dello scorso anno la tematica dei pollini viene comunicata anche attraverso un canale nazionale: AmbienteInforma, notiziario settimanale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), sistema a rete composto dalle Agenzie per l’ambiente di tutte le regioni/provincie autonome e da Ispra e istituito ufficialmente il 14 gennaio 2017.
Il notiziario vuole essere uno strumento di informazione agile e puntuale sulle principali notizie e attività che riguardano l’ambiente. È anche il primo strumento di comunicazione integrata del sistema delle Agenzie, pensato per far arrivare il complesso bagaglio di informazioni ambientali, in modo semplice e accessibile, direttamente sulla mail dei cittadini e delle persone interessate.

Molto è stato fatto in questi ultimi anni per rendere sempre più trasparente, accessibile e vicina alle persone tutta l’attività dell’Agenzia, non solo quella relativa al monitoraggio dei pollini. Molto resta tuttavia da fare proprio per rispondere alle sfide “comunicative” che il nostro tempo ci impone e per migliorare la comprensione degli effetti dei molteplici fattori ambientali che incidono sulle nostre vite.

Vai alla presentazione Comunicare i pollini attraverso i social, il web e le infografiche a cura di Sara Petrillo di Arpa FVG

 

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