La fioritura di cupressacee in Basilicata e il fenomeno della “pollinosi invernale”

Dal 2004 l’avvio del monitoraggio aerobiologico da parte di Arpa Basilicata. La regione è interessata da significative fioriture di cupressacee da novembre a giugno.

L’Arpa Basilicata  ha attivato il monitoraggio di pollini e spore aerodispersi nelle città di Potenza e Matera nel 2004 e ha contribuito, con il coordinamento dell’Apat (oggi Ispra), all’implementazione della Rima, la Rete italiana di monitoraggio aerobiologico, costituita da  centri distribuiti  su tutta la penisola e gestiti da vari enti, che avevano “messo insieme le proprie forze” per realizzare la maggiore copertura possibile del territorio nazionale.

A partire dal 2010 con la rete nazionale di monitoraggio aerobiologico, rinominata POLLnet (dal nome del progetto originario dell’Agenzia Nazionale per l’Ambiente da cui tutto ha preso vita), con le sole stazioni appartenenti alle Arpa/Appa, si ottiene una maggiore uniformità ed efficienza di gestione.

Il monitoraggio aerobiologico di pollini e spore in Basilicata è attualmente costituito da 1 stazione di campionamento, situata nel capoluogo di regione: Potenza. Il monitoraggio dei pollini a Matera è stato sospeso, successivamente,  per interventi di manutenzione.

Si è scelto di avviare il monitoraggio aerobiologico in due ambienti urbani perché, come si immagina, lo sviluppo delle pollinosi si evidenzia maggiormente in ambienti antropizzati, laddove, cioè, all’azione degli allergeni si sovrappone quella degli agenti inquinanti.

L’attività di monitoraggio aerobiologico dell’Arpa Basilicata a Potenza è iniziata nel 2004 nel mese di maggio utilizzando un campionatore volumetrico VPPS Lanzoni 2000, attivo tutto l’anno  posizionato sul tetto della sede centrale dell’Arpab in via della Fisica. Un’ area periferica della città e non lontano dal fiume Basento che  attraversa il capoluogo di regione, ad un’altezza dal suolo di circa 15 m.

Vengono monitorati in continuo i pollini allergenici di 20 di famiglie di piante e, dall’agosto del 2005, 12 generi di spore fungine rilevanti sotto l’aspetto allergologico e fitopatologico.

La città di Potenza è il più alto capoluogo di regione d’Italia  ed è situata, lungo una dorsale appenninica ad oltre 800 m sul livello del mare nell’alta valle del Basento, il fiume più lungo della regione. È circondata da rilievi più alti e ha un clima continentale, tipico dell’entroterra appenninico.

Pubblicazione dei dati pollinici

I dati pollinici vengono regolarmente divulgati attraverso bollettini settimanali, pubblicati online sul sito dell’Agenzia e sul sito della Rete di monitoraggio aerobiologico ww.pollnet.it.

Essi consistono in tabelle contenenti i valori delle concentrazioni medie giornaliere dei pollini, rilevate dalle analisi dei campioni dei tecnici dell’Arpab, per ogni famiglia botanica e genere di spore fungine, corredate da grafici riportanti l’andamento, di tali valori e della media degli anni precedenti, nell’arco dei dodici mesi.

In questo periodo, ad esempio, nella città di Potenza sono state rilevate concentrazioni medio/alte per cupressacee e betulacee che determinano la “pollinosi da cipresso”.

Concentrazioni basse per olmo (ulmacee), parietaria (urticacee), nocciolo (corilacee) e frassino (oleacee).

Tendenza all’aumento per betulacee, salicacee, ulmacee, oleacee e urticacee, stazionari gli altri pollini. Per le cupressace ci si aspetta ancora valori medio/alti, anche se le precipitazioni potranno condizionarne il livello.

I bollettini tecnici vengono aggiornati ogni settimana. Sono costituiti:

  • da una tabella contenente i valori delle concentrazioni medie giornaliere dei pollini, o delle spore, presenti nell’aria, espresse in P/m3 (numero di pollini o spore al metro cubo d’aria) registrate nella settimana precedente la pubblicazione e la tendenza per la settimana in corso;
  • dai grafici dell’andamento annuale delle concentrazioni medie giornaliere per ciascuna famiglia vegetale o genere fungino;
  • dai grafici per famiglia dell’andamento annuale delle concentrazioni medie giornaliere sovrapposto alla media degli anni precedenti

Allergie da cupressacee; la pollinosi invernale

 Il territorio circostante la città di Potenza comprende zone boschive, consistenti soprattutto in querceti misti a carpino, frassino, castagno e faggete miste ad agrifoglio, acero di Lobelio o abete, ma sono presenti anche rimboschimenti a pini e a cipressi. Vi sono anche zone agricole coltivate e prati incolti, mentre la fascia riparia del fiume Basento è ricca di salici, pioppi, ontani e olmi. In città esistono diversi parchi ed aree di verde attrezzato contenenti piante introdotte a scopo ornamentale (cipressi, cedri, pini, aceri, betulle, platani, ligustri).

Sul totale dei pollini rilevati la percentuale maggiore è rappresentata dalle cupressacee/taxacee, che superano il 35 per cento; seguono le graminacee e le urticacee con la stessa percentuale: 11per cento; le salicacee rappresentano il 7 per cento (presenza del fiume e della vegetazione ripariale); le betulacee (soprattutto Alnus) sono al 6 per cento e le oleacee al 5 per cento. L’ambrosia sembrerebbe assente, anche se accade di rilevarne i pollini.

Il monitoraggio aerobiologico consente di offrire un servizio che si è rivelato molto utile nella prevenzione e cura delle patologie respiratorie di natura allergica, in particolare nel campo delle pollinosi.

In Italia, infatti, il 15 – 20 per cento della popolazione soffre di allergie causate da pollini, un fenomeno che presenta notevoli ripercussioni sulle attività lavorative e sociali dei pazienti. Le ricadute di questa attività, però, sono tante e riguardano: il clima, l’agricoltura, la biodiversità, il biomonitoraggio dell’inquinamento e la tutela dei beni artistici/culturali.

Non trascurabile il fenomeno della pollinosi invernale prevalentemente causata dall’allergia alle cupressacee. Essa sta diventando sempre più rilevante dal punto di vista sanitario, perché il numero dei pazienti continua ad aumentare. Un dato epidemiologico preciso non esiste sulla prevalenza nella popolazione generale (si parla di un 2.5-5 per cento). Mentre all’interno della popolazione allergica italiana la percentuale di allergici alle cupressacee è del 9 per cento al Nord, 28 per cento al Centro e 20 per cento al Sud. Quindi possiamo dire che nell’Italia centro-meridionale 1 allergico su 4 è allergico proprio alle cupressacee.

Comunemente si dice “sono allergico al cipresso”, ma non è corretto: non è il cipresso l’unico responsabile, bensì molte piante della stessa famiglia i cui pollini contengono gli stessi allergeni. Una delle ragioni, infatti, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre protraendosi fino maggio-giugno e sovrapponendosi tra loro. È un po’ come se la pianta a cui siamo allergici fiorisse di continuo per 5/6 mesi! I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis(cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Sul sito di Arpab   sono presenti una serie di consigli pratici per chi soffre di pollinosi, primo su tutti evitare quanto più possibile il contatto con gli allergeni e consultare i calendari di fioritura e i bollettini dei pollini per sapere quando i pollini a cui si è allergici sono maggiormente presenti nell’aria, per attivare le terapie ed i comportamenti suggeriti.

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