Cambiamenti climatici, i rapporti dell’Agenzia europea per l’ambiente

L’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) produce numerosi rapporti sul tema dei cambiamenti climatici, con riguardo sia agli aspetti relativi agli impatti che all’adattamento nei loro confronti e alle azioni per mitigarli.

Infatti andando sul sito dell’Eea il tema è suddiviso in due specifiche sezioni, nelle quali sono disponibili vari studi:

Fra i più recenti documenti pubblicati segnaliamo:

I costi necessari per adattare le città agli effetti dei cambiamenti climatici variano molto, ma sono sempre consistenti. La mancanza di fondi pubblici è dunque uno dei motivi principali per cui le misure di adattamento stentano ad essere adottate. Nonostante le difficoltà economiche, le città ed i paesi europei stanno comunque mettendo in atto misure per fronteggiare gli impatti dei cambiamenti climatici, sperimentando a tal scopo anche forme innovative di finanziamento.

Il rapporto analizza undici casi studio dedicati ciascuno ad una città europea, in cui sono stati sperimentati progetti interessanti e nuove misure di finanziamento. Si tratta dunque di una rassegna di buone pratiche, tramite esempi di attività, difficoltà incontrate e soluzioni per superarle, fattori di successo dei finanziamenti, può risultare un’utile fonte di ispirazione per altre amministrazioni che si trovino ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.

I casi studio presentano dunque una serie di progetti in grado di proteggere le città dai danni causati da eventi meteorologici estremi, andando anche oltre ai tradizionali investimenti pubblici. È chiaro infatti che il finanziamento di azioni per il clima richieda il coinvolgimento di diverse parti interessate, dal pubblico al privato, a tutti i livelli. Anche il sistema finanziario, quindi, si deve adattare per rispondere alle diverse necessità.

Secondo il rapporto i cambiamenti climatici osservati in Europa stanno già producendo un ampio spettro di impatti sugli ecosistemi, sull’economia, sulla salute umana e il benessere.

La relazione porta avanti una valutazione degli impatti inerenti i cambiamenti climatici sugli ecosistemi e sulla società basandosi su indicatori consolidati e su proiezioni future previste; getta, inoltre, uno sguardo anche sulla vulnerabilità della società a questi impatti e sullo sviluppo di politiche di adattamento.

Lo studio è stato condotto dall’EEA in collaborazione, fra gli altri, con la Commissione europea, il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie e l’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa. Queste è la quarta edizione del rapporto, che viene pubblicato ogni quattro anni, ed ha lo scopo di sostenere l’attuazione e il processo di revisione della strategia di adattamento 2013 dell’UE, che è prevista per il 2018.

Nonostante il leggero incremento del 2015, gli Stati membri dell’UE hanno ridotto i loro consumi di energia e aumentato la produzione da fonti rinnovabili, ma non sono ancora pienamente sufficienti le misure per risparmio ed efficienza energetica.

Lo studio conferma che in UE il raggiungimento degli obiettivi 2020 in materia di energia e clima è vicino, anche se permangono alcune criticità significative. Prima tra tutte quella rappresentata dal settore dei trasporti dove l’uso delle energie rinnovabili è scarso e le emissioni di gas a effetto serra derivate dalla mobilità sono di nuovo in aumento.

Un dato che potrebbe condizionare i futuri obiettivi, sia quelli intermedi al 2030, che quelli al 2050 quando si dovrebbe concludere il percorso per rendere la UE un continente a bassa emissione di carbonio, competitivo e ad economia circolare.

Le città europee costituiscono centri di innovazione e motori di sviluppo economico e forniscono servizi essenziali per i propri abitanti; per affrontare, e vincere, le sfide sempre più complesse poste dai cambiamenti climatici, come le inondazioni o le ondate di calore prolungate, i centri urbani hanno oggi bisogno di intensificare i loro sforzi di adattamento, evidenziando i vantaggi di investire in misure preventive a lungo termine per migliorare la resilienza.

Il report offre una panoramica approfondita delle azioni che urbanisti e politici possono intraprendere per contribuire a diminuire l’impatto dei cambiamenti climatici, delineando le sfide e le possibili conseguenze di tali cambiamenti su una vasta gamma di funzioni urbane, dalle infrastrutture ai servizi energetici, ai trasporti, alle risorse idriche, nonché sulla qualità della vita.

Dell’EEA, sul tema dei cambiamenti climatici è anche questo video

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