Sperimentazione per reti mobili 5G a Matera

Il ministero dello Sviluppo economico ha scelto Matera, fra le cinque città che sperimenteranno la tecnologia per reti mobili di quinta generazione 5G; l’implementazione delle attività di controllo da parte di Arpa Basilicata.

La sperimentazione della tecnologia per reti mobili di quinta generazione 5G toccherà anche il capoluogo di provincia Matera, insieme a L’Aquila, Bari, Milano e Prato.

A individuare Matera nella rosa “5G per 5 città”  il ministero per lo Sviluppo economico attraverso apposito bando anche perché capoluogo insignito del titolo di Capitale europea della cultura 2019.

L’ Action plan della Commissione europea ha invitato gli Stati membri a individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione della tecnologia  di quinta generazione che consentirà a Matera di usufruire nel 2020 di servizi avanzatissimi.

Dal 2020, infatti,  il 5G diventerà operativo e cambierà molti aspetti legati non solo alla telefonia, alle connessioni a internet (che aumenteranno fino a 24 miliardi di dispositivi), ma anche aspetti legati alla sanità (con la telechirurgia), ai trasporti, all’industria e alla manifattura.

Le cinque città sperimentali dovranno avere almeno la fibra a 100 megabit mentre Matera l’avrà a 1 giga. Per quanto riguarda la telefonia mobile, Matera oggi viaggia a 300 megabit al secondo. Con l’avvento del 5G salirà a 20 giga e per questo la città sarà beneficiaria di una velocità di connessione 70 volte maggiore di quella attuale.

Il 5G è una rivoluzione copernicana in cui per la prima volta Stati Uniti e Europa partono insieme, dopo la sperimentazione ogni città verrà trasformata in area di mercato.

Il volume di affari si muoverà intorno a 225 miliardi in Europa di cui 114 all’anno sviluppati in quattro settori; automotive, salute, energia e trasporti. L’obiettivo, rispetto al Piano strategico nazionale, è quello di servire tutte le città con 30 megabite.

Matera, grazie a ciò che è già stato realizzato, potrà svolgere il ruolo di polo di attrazione per tutto il territorio lucano: ogni investimento high tech nella città lucana, troverà un innervamento nel resto della regione.

Le opportunità della piattaforma 5 G

La reale opportunità che il 5G offre è la capacità di personalizzare gli impieghi per soddisfare diverse esigenze. Se l’operatore ha bisogno di ampia copertura potrebbe usare un insieme di installazioni ampiamente distribuite su territorio e sotto 1 GHz per le aree rurali, accanto a installazioni ad alta densità di small cells su frequenze più alte per le aree urbane densamente popolate. Questo tipo di appoccio “ibrido” potrebbe diventare molto più comune col 5G che con le attuali tecnologie mobili.

La roadmap dell’RSPG (Radio Spectrum Policy Group)  va letta alla luce di queste considerazioni. Le raccomandazioni chiave sono: (1) la banda dei 3400-3800 MHz sia la principale per avviare l’uso del 5G in Europa prima del 2020; (2) il 5G avrà bisogno anche delle bande mobili esistenti, inclusi i 700 MHz, per consentire una copertura 5G su scala nazionale e anche a livello indoor; (3) sono necessarie altre frequenze sopra i 6 GHz.

Alcuni sostengono che la Network Virtual Functionalisation (NFV) (implementata usando il Software Defined Networking (SDN) e protocolli OpenFlow) possa rappresentare la chiave di volta per fornire la necessaria configurabilità dinamica.
E’ anche possibile che il 5G co-esisterà per un lungo periodo con le tecnologie precedenti (LTE, 2G, in misura minore col 3G), non solo per supportare attrezzature legacy ma anche per via di alcuni gap nelle capacità del 5G.

Le competenze dei tecnici di Arpa Basilicata in materia di inquinamento elettromagnetico”

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente di Basilicata svolge attività di controllo e monitoraggio nel campo delle basse e delle alte frequenze. Nello  specifico gli uffici di inquinamento elettromagnetico e acustico (IEA)  si occupano di controlli preventivi, sono d’ausilio in fase previsionale, in quanto permettono di determinare il clima elettromagnetico presente sul territorio prima della realizzazione di altri impianti, permettendo una valutazione più affidabile e cautelativa dell’impatto risultante dalla presenza di nuove sorgenti.

Sulla base delle valutazioni previsionali, l’Agenzia emette un parere tecnico in merito al rispetto dei limiti nelle zone circostanti l’impianto prima dell’avvenuta istallazione dell’impianto proposto. I valori di riferimento per il parere stabiliti dalla normativa vigente, DPCM 8 luglio 2003, fanno riferimento a limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità; il riferimento a tali limiti è dipendente dalle caratteristiche abitative della zona circostante l’impianto e dall’utilizzo dell’ambiente stesso. Nell’esprimere il proprio parere ARPA non solo fa riferimento a tali valori, verificandone il rispetto da parte dell’impianto in oggetto, ma effettua valutazioni tenendo conto dell’esistenza di altri impianti nelle immediate vicinanze.

Controlli a impianto attivo:  rappresentano un momento di supervisione del territorio per considerare la situazione pregressa, ove non sia stata effettuata nessuna valutazione o pianificazione preventiva, ma anche per verificare il rispetto degli impianti alle direttive progettuali, sia al momento della prima attivazione che nel loro successivo funzionamento. Le misurazioni vengono condotte con la seguente strumentazione:
– misuratori a banda larga per sorgenti RF ed ELF e catena strumentale a banda stretta per le misure nei  pressi di siti di impianti RF molto complessi.

Monitoraggio: completa la valutazione strumentale mediante monitoraggio in continuo di sorgenti. Le rilevazioni vengono eseguite in modo differente per sorgenti a bassa ed alta frequenza. Il monitoraggio in  continuo nei pressi di elettrodotti (linee elettriche e cabine di trasformazione), cioè sorgenti ELF, viene  effettuato quale controllo sulle emissioni a completamento delle misure di controllo istantanee.

L’importanza di questa attività è data dal numero crescente di interventi di misura fatti da Arpab a seguito di richiesta di privati su tutto il territorio regionale. Di pari passo crescono le richieste di pareri tecnici da parte dei gestori delle reti di telefonia mobile sull’installazione di nuovi apparati.

I controlli nella provincia di Matera

Tra i compiti dell’Ufficio IEA Matera, notevole importanza riveste l’espressione di pareri preventivi di compatibilità dei  progetti di installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi con i limiti di esposizione della popolazione, i valori di attenzione e gli obiettivi di  qualità, stabiliti uniformemente a livello nazionale.

Nel corso del 4°trimestre del 2016, il personale dell’Ufficio IEA del Dipartimento Provinciale di Matera ha eseguito un totale di 27 sopralluoghi di cui 10 per controlli post-attivazione impianto al fine di confrontare i valori riscontrati in campo con i limiti di esposizione della popolazione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità previsti dal DPCM 08.07.2003. Di questi sopralluoghi sette sono stati effettuati nella città di Matera, mentre i restanti venti sul territorio della relativa provincia.

In nessun caso sono stati riscontrati superamenti dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e  degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, previsti dal DPCM 08.07.2003.

Su un totale di 150 misure spot effettuale, solo 20 hanno avuto quale riscontro un valore maggiore  di 1 V/m, 58 sono risultate essere minori di 0,50 V/m e di queste 20 addirittura inferiori al valore di 0,20  V/m, che costituisce il limite di rilevabilità dello strumento utilizzato.

Negli ambienti abitativi, ossia all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore  continuative giornaliere, e loro pertinenze esterne, dove il valore di attenzione posto quale limite da non superare è quello di 6 V/m, in nessun caso è stato superato il valore di 2 V/m.

La valutazione fatta presso i ricettori più sensibili e in corrispondenza di quelli interessati dai settori di  irraggiamento dei sistemi radioelettrici ha dato come risultato confortante nel territorio della provincia di  Matera valori di esposizione della popolazione abbondantemente sotto i limiti previsti dalla vigente  normativa.

Durante i controlli, il personale, ormai come da prassi consolidata, esegue anche degli opportuni monitoraggi con misure puntuali sull’intensità del campo elettromagnetico, sia nelle aree circostanti gli impianti che negli ambienti di vita più direttamente interessati dalle direzioni di irraggiamento dei sistemi  radioelettrici emittenti.

Una tale programmazione delle attività in fase preventiva ha permesso di contenere i valori di intensità del campo elettromagnetico ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalla normativa  vigente in tutto il territorio della provincia di Matera.

Nel quarto trimestre del 2016 i controlli sulle SRB sono stati 17 ed hanno riguardato maggiormente i Comuni nella Provincia di Potenza.

Molto spesso i controlli sono accompagnati da misure selettive che consentono:
– di conoscere la composizione spettrale dei segnali che contribuiscono al livello di campo elettrico  misurato
– una migliore caratterizzazione dei livelli di campo elettrico per le sorgenti che non emettono in modo  continuo (ad esempio le SRB dei sistemi cellulari)
– di stabilire, in caso di superamento dei limiti o dei valori di attenzione, quali sono le emittenti che  contribuiscono al superamento.

In alcuni casi sono state effettuate anche misure in banda stretta per i siti controllati in quanto siti complessi con presenza di più sorgenti sia di telefonia mobile che radiotelevisive; tali misure hanno confermato il rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla normativa vigente.

CEM3 Superamenti dei limiti normativi Dpcm 8.7.2003 (Monitoraggio in continuo)

Nel quarto trimestre non sono state effettuate attività di monitoraggio in continuo per alte frequenze. L’attività è prevalentemente concentrata sull’espressione di pareri e sulla verifica delle stazioni radio base per la telefonia mobile; ciò è dovuto da una parte alla continua espansione di tali impianti in quanto relativi ad una tipologia di servizio che necessita di una copertura del territorio molto capillare. Per quanto riguarda impianti di futura istallazione, il controllo viene eseguito a partire dalla  documentazione tecnica fornita dal gestore richiedente, completa di tutte le informazioni tecniche e  geografiche, così come riportato nella normativa nazionale. Tale documentazione è verificata con sistemi di calcolo che permettono di stimare in modo sufficientemente accurato e cautelativo i valori di campo elettromagnetico prodotti dal nuovo impianto sull’ambiente circostante.

La costante implementazione di nuove tecnologie sugli impianti radioelettrici già esistenti, specialmente nell’area materana, motivata dalla  continua richiesta di connettività veloce, potrà comportare in un futuro prossimo un trend crescente dei valori  di intensità del campo elettromagnetico misurato, sul quale le innovazioni tecnologiche dovranno intervenire per invertire la tendenza.

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