Genetica della conservazione, cosa fa il Laboratorio Ispra di Ozzano dell’Emilia

Analisi su specie rare, contrasto ai bracconieri, al traffico internazionale di animali protetti e alle ibridazioni illegali, sono alcune delle attività che da anni porta avanti l’Area per la genetica della conservazione dell’Ispra, nel laboratorio di Ozzano dell’Emilia. Si può conservare una specie rara a partire dall’analisi del suo Dna? La risposta è sì, grazie alle tecniche di biologia molecolare sulle quali da anni lavora l’Area per la genetica della conservazione dell’Ispra, in particolare il laboratorio di Ozzano dell’Emilia (Bo). La disciplina su cui si basa il lavoro dell’Area utilizza, infatti, le teorie e le metodologie della genetica evoluzionistica e della genetica di popolazione per ridurre il rischio di estinzione di specie minacciate, con l’obiettivo di preservarle come entità dinamiche e capaci di reagire in maniera attiva ed a lungo termine ai cambiamenti ambientali.

Numerosi i progetti di ricerca sui quali lavora l’Area. Dal monitoraggio noninvasivo di specie elusive come il lupo, la lontra, il leopardo delle nevi, la lince ed il gatto selvatico, alla ricostruzione della storia evolutiva di specie uniche al mondo (endemismi italici) come l’orso bruno marsicano, il lupo italiano, il capriolo italico, il camoscio appenninico, la coturnice siciliana, la sterpazzolina e la lepre italica, alla caratterizzazione genetica di specie di chirotteri (il vespertilio di Capaccini, il vespertilio di Daubenton, il vespertilio smarginato ed il rinolofo maggiore), anfibi (la salamandra pezzata, la salmandrina dagli occhiali ed il tritone) e mustelidi (la martora, la faina e la puzzola) a rischio di estinzione o contrassegnate da scarsa conoscenza scientifica, fino alla lotta al bracconaggio e ai traffici internazionali di specie protette.

Leggi approfondimento sull’ultimo numero della rivista Ideambiente di Ispra.

Altre risorse
Vai a AmbienteInforma su biodiversità, numero del 6/10/2016 

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