Specie aliene invasive e progetti comunitari

Le Specie aliene invasive rivestono un ruolo decisivo nella scomparsa di oltre la metà delle specie locali, l’Europa ha adottato due regolamenti comunitari per cercare di contrastarle. Asap, U-savereds e Aliem sono alcuni dei progetti che attualmente vedono Snpa impegnato sul tema.

L’uomo da sempre ha cercato di modellare l’ambiente alle proprie esigenze e ciò è divenuto ancor più evidente quando, circa 10.000 anni fa, da cacciatore è diventato agricoltore: la cosiddetta rivoluzione del Neolitico. Questa “trasformazione” ha obbligato Homo sapiens a far rendere al massimo la terra che coltivava, anche attraverso la selezione di varietà o con il commercio, che permetteva di veicolare nuove piante e/o animali da un continente all’altro ben prima della scoperta dell’America.

Dopo il 1492 il “vecchio mondo” ha subito una rivoluzione epocale per quanto riguarda soprattutto i prodotti alimentari, sia animali sia vegetali, che spesso si sono rivelati tali molti anni dopo la loro importazione. L’esempio più eclatante, quello della patata, introdotta e coltivata in Europa inizialmente a solo scopo ornamentale.

Oggi che si sta cercando di tutelare l’ambiente prendendo coscienza del fatto che, senza un ambiente “sano”, lo stesso uomo rischia di compromettere la propria esistenza, diviene importante il patrimonio di specie animali e vegetali tipiche dei diversi continenti e nazioni, con particolare riguardo alle specie endemiche.

Ci si è resi conto che una delle principali minacce a tale patrimonio è costituito dalle specie aliene invasive (Ias utilizzando l’acronimo inglese cioè Invasive Alien Species). È un fattore chiave che supera il 50% nel contribuire alla scomparsa di specie locali.

La situazione sta diventando allarmante soprattutto per i “biotopi” insulari fortemente esposti a queste intrusioni. La rapida diffusione di alcune di queste specie invasive minaccia la biodiversità, soprattutto in quelle zone sensibili e nei siti Natura 2000, ancorchè in vicinanza di zone di potenziale introduzione quali porti, aeroporti e zone con attività commerciali particolari.

L’Europa, per arginare tale fenomeno, ha elaborato nell’ottobre del 2014 il “REGOLAMENTO (UE) N. 1143/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”; a questo è seguito nel luglio 2016 il “REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/1141 DELLA COMMISSIONE” che adotta un elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale in applicazione del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Grazie a tali Regolamenti si tenta di porre un freno all’espansione sul nostro continente delle specie aliene sia fornendo una serie di prescrizioni e limitazioni sul commercio sia stilando un primo elenco di specie di interesse unionale. Si rimanda però ai singoli stati membri la possibilità di integrare tale elenco, con atti normativi propri, con ulteriori specie ritenute Ias per ogni singolo paese.

Fra i molti progetti attivi sul tema, alcuni stanno coinvolgendo direttamente Snpa: Ispra sta promuovendo il Life Asap (Alien Species Awareness Program, LIFE15 GIE/IT/001039), un progetto di formazione, informazione e comunicazione che ha lo scopo di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e contenerne gli impatti sul territorio italiano attraverso: i) l’aumento della consapevolezza dei rischi legati alle invasioni biologiche, ii) l’adozione di comportamenti responsabili, iii) una corretta ed efficace attuazione del Regolamento Eu 1143/14 da parte dei soggetti istituzionali che ne sono responsabili.

Il progetto, cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE, è promosso da Ispra in collaborazione con Legambiente, Federparchi, Regione Lazio, Università di Cagliari, Nemo S.r.l e Unicity S.r.l; altri soggetti cofinanziatori sono il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e quattro parchi nazionali: il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese, il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Life Asap è iniziato a ottobre 2016 e terminerà a marzo 2020; durante questi tre anni e mezzo si realizzeranno varie campagne di formazione, informazione e comunicazione rivolte ai cittadini e a tutte le figure coinvolte direttamente o indirettamente nella gestione delle specie aliene invasive: dal personale delle pubbliche amministrazioni, delle aree naturali protette, degli zoo, degli orti botanici e dei musei scientifici a professionisti quali veterinari, biologi, pianificatori del paesaggio, forestali, agronomi e così via; dal mondo venatorio e della pesca sportiva al mondo del commercio di animali da compagnia, piante e sementi.

Un secondo progetto Life+ biodiversità è U-Savereds “Management of grey squirrel in Umbria: conservation of red squirrel and preventing loss of biodiversity in Apennines” (gestione dello scoiattolo grigio in Umbria: conservazione dello scoiattolo rosso e prevenzione della perdità di biodiversità negli Appennini). Si tratta di un progetto comunitario nato dall’esigenza di far fronte alla possibile minaccia conservazionistica a cui lo scoiattolo comune europeo (più spesso conosciuto come scoiattolo rosso) sta andando incontro, in seguito alla presenza e all’espansione, anche in Umbria, dello scoiattolo grigio americano. Lo scoiattolo grigio rappresenta una grave minaccia per la biodiversità forestale di tutto il centro Italia poiché, considerando le caratteristiche sia geografiche sia ecologiche dell’Umbria, è altissima la probabilità di un’espansione della popolazione al di fuori dei confini regionali

Un terzo progetto vede impegnate Arpa Liguria e Arpa Sardegna: lanciato a gennaio 2017, il progetto europeo Aliem “Action pour Limiter les risques de diffusion des espèces Introduites Envahissantes en Méditerranée” è stato finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia Francia Marittimo 2014 – 2020. Tale progetto ha per capofila l’Oec – Office de l’Environnement de la Corse, e, accanto alle due Arpa, altri soggetti quali Università di Firenze, Sassari e Genova; la Provincia di Livorno; il Dept. du Var; il Parc.Nat. de Port Cros; il Conserv. Bot.Nat. Medit. de Porquerolles.

Aliem si propone di creare un sistema di allerta precoce fra i diversi soggetti ed un osservatorio centralizzato in Corsica che afferisce alle banche dati dei diversi soggetti coinvolti. Inoltre si pensa di creare una rete di attori, sui territori interessati, pronti a segnalare eventuali nuovi arrivi di specie aliene, Sono state anche scelte alcune specie target su cui tentare approcci conoscitivi. Si possono citare, ad esempio : Cydalima perspectalis; Vespa velutina; Linephitema humilis; Rhynchophorus ferrugineus e fra le piante Acacia dealbata; alcune specie di Senecio e Cortaderia selloana.

L’obiettivo è un sistema di comunicazione delle nuove specie invasive talmente rapido da permettere interventi mirati, poco onerosi e con buone possibilità di successo.

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