Strisce di sifonofori lungo la Costiera amalfitana

I tecnici dell’Arpa Campania hanno avvistato una consistente presenza di sifonofori lungo un tratto di circa tre chilometri della Costiera amalfitana, tra Punta Sant’Elia e Tordigliano; e’ accaduto lo scorso 10 aprile, mentre gli operatori Arpac erano impegnati nelle attività di campionamento per il controllo della qualità delle acque di balneazione.

I sifonofori sono un ordine degli Hydrozoa appartenente al phylum degli Cnidaria, costituiti da specie marine planctoniche trasparenti e gelatinose. La maggior parte di queste specie formano colonie pelagiche che non avendo moto proprio, vengono trasportate dalle correnti, infatti il galleggiamento è assicurato da un individuo polipoide apicale in forma di vescichetta piena di gas che permette solo piccoli spostamenti verticali.

Il personale dell’Agenzia ha rilevato la presenza dei sifonofori in quasi tutto il tratto costiero  tra Punta Sant’Elia e Tordigliano a una distanza di pochi metri dalla costa (di tipo alta e rocciosa) e a diverse profondità:  è apparsa evidente una “striscia” quasi continua larga circa 4-5 metri.

Un forte sviluppo del plancton è tipico del periodo primaverile e talvolta, in particolari condizioni di correnti, può accumularsi in un gran numero di esemplari lungo la costa. Va sottolineato che la presenza di macrozooplancton gelatinoso, pur essendo un fenomeno naturale, può arrecare disturbo alle attività turistico – balneari a causa della capacità irritante di talune specie di Cnidari. Nel caso specifico dei sifonofori avvistati, tuttavia, non è stata riscontrata la presenza di cellule urticanti.

Lo studio del macrozooplancton gelatinoso è previsto dalla Direttiva europea Marine strategy (recepita in Italia con il d.lgs. 190/10), per l’importante ruolo ecologico svolto da tali organismi, che fungono  da “filtro” biologico, partecipando alla vastissima biodiversità marina, contribuendo a bilanciare  la catena trofica. Secondo una recente ricerca pubblicata dal Leibniz Institute of Marine Science e dal National Oceanography Centre,  queste specie avrebbero anche una notevole importanza nel ciclo del carbonio, sequestrandone grandi quantità, aspetto di certo rilevante in relazione al problema del riscaldamento globale.

a cura di Lucio De Maio, Dario Monaco, Andrea Celentano, Luigi Ruggiero (Arpa Campania, Unità operativa Mare).

Foto d’archivio realizzata da Pete Bullen, tratta da transportinmalta.wordpress.com

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