Specie alloctone nelle acque superficiali della Lombardia

La diffusione delle specie alloctone determina gravi ripercussioni ambientali, economiche e sanitarie. Dal 2012 ARPA Lombardia ha avviato un censimento di specie aliene acquatiche animali e vegetali a scala regionale tutt’ora in corso. I dati, raccolti nell’ambito del monitoraggio biologico istituzionale, sono stati georeferenziati e restituiti mediante cartografia.

La progressiva diffusione di specie esotiche, ossia introdotte intenzionalmente o accidentalmente dall’uomo al di fuori dell’area di origine naturale, ha dato origine a numerose attività di ricerca e di monitoraggio sia in Europa che in Italia. Tali specie, quando diventano invasive, possono causare danni ecologici, sanitari ed economici, riducendo la biodiversità a causa della competizione con le specie autoctone, ostacolando l’agricoltura, la pesca professionale e il turismo, provocando allergie e diffondendo virus e batteri.

A livello comunitario sono recentemente entrati in vigore due Regolamenti (Regolamento (UE) n. 1143/2014 e Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/1141) che riportano rispettivamente disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive e un elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. L’Italia è uno dei paesi europei maggiormente colpiti dalle invasioni biologiche. Nell’ottica di fornire un contributo per la salvaguardia della biodiversità regionale, Arpa Lombardia ha iniziato nel 2012 il censimento di specie alloctone animali e vegetali che vivono nei corsi d’acqua superficiali della Regione, ambienti particolarmente sensibili all’introduzione e diffusione di tali specie.

Il monitoraggio delle acque superficiali è un’attività istituzionale di Arpa Lombardia e viene attuato secondo le tempistiche e le modalità previste dalla normativa (Dlgs 152/06 e s.m.i.). Le componenti biologiche diatomee, fauna ittica, macrofite e macroinvertebrati bentonici vengono monitorate con cadenza triennale (monitoraggio operativo), sessennale (monitoraggio di sorveglianza) o con periodicità variabile (monitoraggio di indagine).

Gli operatori del monitoraggio sono stati coinvolti, a partire dal 2012, nella segnalazione delle specie aliene rinvenute durante i campionamenti. Sulla base di alcuni criteri di priorità condivisi fra gli esperti sono state individuate 19 specie, di cui 10 animali (macrobentos) e 9 vegetali (diatomee e macrofite). I macroinvertebrati considerati sono Ametropus fragilis, Anodonta woodiana, Barbronia weberi, Corbicula fluminea, Dikerogammarus villosus, Dreissena polymorpha, Ferrissia wautieri, Gyraulus chinensis, Haitia acuta, Potamopyrgus antipodarum.

Tra le diatomee sono state considerate Diadesmis confervacea, Didymosphenia geminata, Eolimna comperei, Navicula jakovlijevicii, Reimeria uniseriata. Tra le macrofite sono state selezionate Elodea canadensis, Elodea densa, Elodea nuttallii, Lagarosiphon major.

I dati sono stati registrati in un data base, georeferenziati e rappresentati mediante mappe. Il censimento ha restituito oltre 350 segnalazioni di 16 delle 19 specie oggetto di indagine nel periodo 2012-2015. Al fine di estendere il censimento a tutte le componenti biologiche dei corsi d’acqua, nel 2016 è iniziata la raccolta dei dati di 16 specie ittiche alloctone e quello delle macrofite alloctone lacustri.

Le specie ittiche considerate sono Aspius aspius, Barbus barbus, Lota lota, Carassius carassius, Cyprinus carpio, Squalius cephalus, Gambusia affinis, Rutilus rutilus, Sander lucioperca, Misgurnus anguillicaudatus, Lepomis gibbosus, Pseudorasbora parva, Rhodeus amarus, Scardinius erythrophthalmus, Silurus glanis, Oncorhynchus mykiss.

Tra i macroinvertebrati la specie più frequente è Corbicula fluminea fluminalis, inserita nell’elenco delle 100 peggiori specie invasive europee (DAISIE) e rinvenuta nella zona di pianura di tutti i bacini lombardi.

Riguardo alle diatomee, si evidenzia una distribuzione diffusa di Reimeria uniseriata.

Tra le macrofite emergono Elodea densa e Elodea nuttallii nella fascia superiore del fiume Ticino.

Le specie ittiche più diffuse sono risultate Squalius cephalus, Barbus barbus e Silurus glanis. I risultati sono stati presentati al seminario per i 30 anni del Centro Italiano Studi di Biologia Ambientale (29 novembre-1 dicembre 2016).

A cura di Valeria Roella, Pierfrancesca Rossi – U.O. Valutazione Componenti Naturalistiche – Settore Monitoraggi Ambientali – ARPA Lombardia

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