Le parole chiave della comunicazione e informazione Snpa

In questo articolo si propongono alcuni temi, indicati da “parole chiave”, che potrebbero costituire una sorta di “vocabolario” della comunicazione del Sistema nazionale per la tutela dell’ambiente (Snpa), su cui auspichiamo il contributo più ampio e costruttivo.

I comunicatori del Snpa stanno lavorando da ormai quasi due anni nell’intento di “fare rete” e mettere per sviluppare modalità di comunicazione integrata, a partire da una situazione molto diversificata sul territorio nazionale.

E’ stato sviluppato un percorso articolato di ascolto e confronto, per capire quali sono le aspettative degli interlocutori esterni nei confronti della comunicazione e informazione del Snpa, anche in vista di una Conferenza nazionale del Sistema.

Peraltro anche una serie di interviste rilasciate da vari esperti, contribuiscono a dare contenuti a questo confronto. Un importante appuntamento in tal senso sarà costituito da una sessione della Summer school 2017 di AssoArpa dedicata a questi temi.

Sono state promosse varie iniziative, quali:

  • la definizione di un primo manuale operativo per l’uso del logo Snpa, embrione di una vera e propria immagine coordinata del Sistema
  • la realizzazione di una newsletter settimanale, AmbienteInforma che raggiunge circa 70.000 stakeholder e che ha ormai pubblicato quasi 1.200 notizie
  • la condivisione di una policy esterna per i social media e l’attivazione dell’account comune su Twitter @snpambiente
  • si stanno definendo modalità integrate di presentazione ai media di alcuni report di sistema (es. il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano)
  • si sta avviando un percorso di integrazione delle riviste presenti nel Sistema: Ecoscienza, Micron e IdeAmbiente
  • si stanno coordinando gli uffici stampa degli enti che compongono il Sistema
  • si sta dando attuazione al progetto SI-URP con la realizzazione di un portale per le informazioni ai cittadini.

Questi “lavori in corso” hanno mostrato, tuttavia, l’esigenza di una riflessione comune, che coinvolga non solo i comunicatori del Sistema, ma anche tutte le altre componenti dello stesso (amministratori, dirigenti, funzionari, tecnici ecc.), su quelle che devono essere le caratteristiche della comunicazione e informazione del Snpa.

In questo articolo si propongono alcuni temi, indicati da “parole chiave”, che potrebbero costituire una sorta di ‘vocabolario’ della comunicazione del Snpa, su cui auspichiamo il contributo più ampio e costruttivo.

  • Integrazione, cioè collaborazione, confronto di punti di vista ed esperienze diverse in una logica di contaminazione reciproca e di lavoro comune. Significa organizzarsi in modo di assicurare in ogni componente del sistema una comunicazione integrata, attraverso il coordinamento delle varie articolazioni organizzative della comunicazione (urp, ufficio stampa, sito Web, editoria, eventi, social media ecc.) come ad esempio avviene in Arpa Toscana.

Ed ancora, lavorare in modo integrato fra comunicatori, tecnici, informatici, operatori del Sira per informare i vari pubblici attraverso i dati ambientali. E’ auspicabile che quanto prima sia costituita una task-force con la presenza di tutte queste componenti per progettare un portale del Snpa.

E, ovviamente, continuare nel lavoro di integrazione della comunicazione a livello di Sistema, come già facciamo lavorando insieme per redigere AmbienteInforma e @snpambiente. D’altra parte anche la scelta del nuovo sito di AssoArpa di presentare le notizie pubblicate su AmbienteInforma che hanno come fonte l’Associazione, e non di creare un ennesimo nuovo canale autonomo, va nel senso di una integrazione piena e di una ottimizzazione nell’uso degli strumenti comunicativi disponibili.

  • Apertura e ascolto, cioè disponibilità al dialogo, con tutti i punti di vista diversi (media, associazioni, comitati, istituzioni, imprese ecc.). Nella consapevolezza che ognuno è portare delle proprie specificità, che tutti possono contribuire, nel rispetto reciproco, ad incrementare la conoscenza ambientale, pur sapendo che ognuno di questi stakeholder ha specifici interessi da difendere. Questo significa avere una precisa consapevolezza del ruolo del Sistema, cioè di un organismo che ha una forte connotazione tecnico-scientifica, e che svolge la propria attività in modo autonomo e terzo rispetto agli altri soggetti, avendo a riferimento il mandato ad esso assegnato dalle leggi e l’affidabilità scientifica dei propri dati, raccolti, elaborati ed organizzati in modo certificato. Da ciò deriva l’autorevolezza che, però, non è tale se non gli è riconosciuta dagli altri, va cioè affermata acquisendo credibilità nel lavoro quotidiano. Questo però significa un forte impegno per mettere a disposizione tutti i dati in proprio possesso in formato aperto, gli open data, per tutti gli interlocutori. Dati, che come sancisce la legge 132/2016, sono quelli ufficiali per la pubblica amministrazione. Gli open data costituiscono, però, una componente essenziale ma non sufficiente dell’attività di informazione ambientale, è anche necessario presentare gli stessi dati in modo facilmente fruibile e comprensibile sui siti Web delle agenzie e nelle varie pubblicazioni (annuari, rapporti, relazioni) prodotte. Ma questo non basta ancora, vuol dire anche disponibilità a riconoscere il contributo di altri anche nella raccolta dei dati, attraverso cioè la cosiddetta citizen science. Dati, in questo caso che contribuiscono ad arricchere e completare il patrimonio informativo, non a sostituire i dati prodotti dal Sistema utilizzando strumentazioni adeguate, metodiche certificate, professionalità specifiche. Complementarietà e quindi non contrapposizione rispetto al contributo che può venire dai cittadini, secondo anche le autorevoli indicazioni che arrivano dall’Europa.
  • Chiarezza e completezza dei contenuti diffusi attraverso la propria attività di comunicazione e informazione, mettendo in campo uno sforzo importante per rendere comprensibili a tutti dati e notizie. Questo, non banalizzando i contenuti, ma decifrandoli rispetto ai linguaggi specialistici, usando in modo sistematico, ad esempio, adeguati glossari, nonché forme di rappresentazione, come le infografiche, che possono aiutare molto alla comprensione di fenomeni complessi.

D’altra parte la chiarezza e completezza dei contenuti, non può essere perseguita a discapito della tempestività, che è una esigenza essenziale di tutti i nostri stakeholder.

  • Trasparenza, la più ampia e completa, sostenuta sia dalla normativa vigente, che dalla consapevolezza che solamente dando piena accessibilità a tutte le informazioni ambientali di cui disponiamo, nonché ai modi in cui sono raccolte, elaborate ed organizzate, possiamo far crescere la nostra autorevolezza. Ma rispondere alle richieste di accesso non è sufficiente, è indispensabile una azione proattiva di informazione, che assicuri un flusso sistematico e continuativo di notizie e dati ambientali nei confronti degli stakeholder. L’utilizzo di tutti gli strumenti che le tecnologie mettono oggi a disposizione favorisce senz’altro il seguire questa strada.
  • Professionalità, ruoli e responsabilità; professionalità non solo quella dei tanti chimici, biologici, geologi, fisici, ingegneri, presenti nel Sistema, ma anche dei comunicatori – non solo perchè ciò è previsto dalla legge -; comunicare e informare in modo corretto richiede una preparazione ed un aggiornamento continuo, e non può essere improvvisato, come non si può improvvisare una analisi chimica o una misura fisica. Peraltro non è sufficiente neppure usare la sola definizione di ‘comunicatore’, in quanto nel complesso di attività di comunicazione e informazione sono necessari ruoli e responsabilità diversificate specifiche.

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