L’information design per la qualità dell’aria

 Le tendenze della comunicazione ambientale riconoscono grande efficacia al visuale: consente di “vedere il dato”, rappresenta la complessità in modo immediato, concentra molte informazioni in un colpo d’occhio; l’esperienza di Arpae Emilia-Romagna nell’articolo in Ecoscienza.

La comunicazione visuale è considerata un campo emergente della comunicazione scientifica, destinato a prendere sempre più piede
nei prossimi anni1. David McCandless, uno dei primi giornalisti a occuparsi di informazione visuale, nonché autore di uno dei volumi di riferimento del genere2, sostiene che trasformare le informazioni in un’opera di design è il modo migliore per navigare nel mare di informazioni che oggi abbiamo a disposizione e che può cambiare il modo in cui vediamo le cose.

Fig. 1- Infografica sulla qualità dell’aria che unisce elementi quantitativi e descrittivi (Fonte: RabbitAir).

La tassonomia delle tipologie di visualizzazioni riconducibili all’information design è ormai ampia e articolata. Per semplificare possiamo distinguere le infografiche dal data design. Le infografiche consistono in immagini (visual) che possono accompagnare un testo, oppure anche vivere da sole: esplorano le potenzialità della comunicazione visuale per spiegare idee, concetti, processi, risultati, fatti e numeri in modo chiaro, preciso ed efficace; possono integrare allo stesso tempo oggetti testuali, visuali (disegni, immagini, foto) che possiamo definire descrittivi-qualitativi ad altri elementi di tipo quantitativo come istogrammi, grafici e altre rappresentazioni grafiche di dati numerici (figura 1).
Il data design parte da una serie di dati (solitamente una grande quantità di dati, i cosiddetti big data, oggi a disposizione grazie alle tecnologie dell’informazione che li producono e riproducono in continuazione) dei quali fornisce una rappresentazione astratta, ma funzionale all’interpretazione dei dati stessi e dei fenomeni all’origine dei dati (figure 2 e 3).

FIG. 2 – Esempio di data design: emissioni di anidride carbonica (Infografica realizzata da Stanford Kay, www.stanfordkaystudio.com).

 

FIG. 3 – DATA DESIGN. Esempio di data design: emissioni globali di anidri- de carbonica nel 2007. Fonte: Infografica realizzata da Lamosca (www.lamosca. info) per Good (www.good.is)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’information design e la comunicazione scientifica
Le diverse modalità di visualizzare le informazioni (sia attraverso infografiche che con il data design) presentano caratteristiche che ne garantiscono l’efficacia come strumento di comunicazione scientifica:
mettono in luce le correlazioni: se fino agli anni 90 gli statistici si ponevano come primo problema quello di raccogliere (e del come raccogliere) il dato, oggi c’è il problema opposto, cioè quello di come analizzare la gigantesca mole di dati che quotidianamente viene raccolta da tutti i sistemi informatizzati che sorvegliano, monitorano fenomeni del mondo naturale (ma anche transazioni economiche, spostamenti, interazioni sociali); la comunicazione visuale ci permette non solo di analizzare le informazioni, ma anche di restituire loro un senso, legami, storie e racconti della realtà, che facciano da ponte tra i dati e la comprensione dei fenomeni. Ci permette cioè di focalizzare l’attenzione solo sulle informazioni importanti per cogliere il “senso della storia”, direbbe chi si occupa di storytelling

catturano l’attenzione: nell’era della comunicazione digitale e social, sempre di più il canale privilegiato è quello visuale, anche grazie alla proliferazione di immagini e contenuti video possibile grazie al web. Gli studi effettuati nell’ambito del visual marketing3 attestano che gli utenti della rete prestano molta attenzione alle immagini che contengono informazioni: se ci sono infografiche i lettori passano molto più tempo a guardare le immagini che a leggere il contenuto testuale della pagina web, sui social le infografiche ricevono like e sono condivise 3 volte di più di ogni altro tipo di contenuto; inoltre, a proposito dell’efficacia, le persone che seguono istruzioni con testo e immagini hanno prestazioni del 323% migliori rispetto a chi ha a disposizione solo istruzioni testuali; infine, per quel che riguarda i video, nel 2017 è previsto che i contenuti video rappresenteranno il 74% di tutto il traffico web

rappresentano la complessità:  l’immagine fa vedere i nessi causali tra i fenomeni, anche in presenza di eventi multifattoriali, inoltre può facilmente incorporare anche la dimensione temporale del racconto (questo è vero sia per infografiche statiche, ma a maggior ragione per quelle dinamiche o i video)

concentrano l’informazione: la visualizzazione delle informazioni
può essere considerata una sorta di conoscenza compressa. La cosa interessante è che nella compressione non si perde il dettaglio e il colpo d’occhio ci fornisce una guida istantanea del senso globale di quanto rappresentato, elemento importante anche quando dobbiamo spiegare fenomeni scientifici per i quali spesso è importante coglierne il senso senza perdere al tempo stesso l’accuratezza delle informazioni visualizzate

“customizzano” i percorsi di lettura e comprensione: mentre la lettura di un testo è vincolata (c’è un inizio e una fine), la lettura dell’immagine può suggerire un percorso, ma più facilmente è scelta dall’utente in base alla propria attenzione o al proprio interesse. Anche per questa ragione spesso le infografiche sono progettate spacchettando le informazioni importanti in più pezzi che hanno una propria autonomia.

La qualità dell’aria comunicata con l’information design
La comunicazione relativa alla qualità dell’aria è, insieme a diversi altri temi scientifici, un campo nel quale i team che si occupano di information design si sono cimentati negli ultimi anni. Va detto che i temi trattati in relazione alla qualità dell’aria sono molteplici. Semplificando possiamo distinguere visual che hanno come obiettivo:

  •  spiegare il fenomeno dell’inquinamento dell’aria (mettendo in evidenza il peso delle fonti emissive, i fenomeni in atto, le concentrazioni degli inquinanti ecc.)
  • evidenziare gli impatti sulla salute
  • spiegare norme, limiti, azioni intraprese per fare fronte all’inquinamento atmosferico
  • sensibilizzare l’utente e/o suggerire comportamenti virtuosi (individuali o collettivi).

I prodotti che ormai proliferano sul web e nelle pubblicazioni sono di molti tipi ed è decisamente complesso stabilirne una tassonomia. Possiamo a grandi linee distinguere:
le infografiche che permettono di visualizzare i dati; rientrano in questa categoria tutte le mappe georeferenziate che spazializzano gli indicatori della qualità dell’aria (modelli previsionali, ma anche dati rilevati), oltre ad altre forme di comunicazione visuale che toccano temi come, ad esempio, il peso delle diverse fonti emissive, le concentrazioni di sostanze inquinanti, l’esposizione della popolazione agli inquinanti ecc.
Questo tipo di comunicazione è talvolta utilizzata a supporto di testi scritti e per rafforzare la spiegazione di fenomeni in correlazione tra loro (figure 2, 3, 4)

FIG. 4 – QUALITÀ DELL’ARIA E SALUTE. Esposizione della popolazione urbana europea a livelli dannosi di inquinanti atmosferici nel periodo 2012-2014, in base ai limiti e agli obiettivi dell’Unione europea o alle linee guida Oms. Fonte: Agenzia europea per l’ambiente (Eea).

infografiche di tipo descrittivo o di processo: si tratta di immagini
che sfruttano le potenzialità nella comunicazione visuale per rendere più comprensibili i fenomeni; in questo caso abbiamo visual che toccano pressoché tutti i temi prima citati (figura 1).
Spesso poi i due elementi descrittivo- qualitativo e quantitativo sono combinati insieme. Frequentemente si ritrova inoltre in questo tipo di infografiche una valenza persuasiva, che dalla comprensione del fenomeno tenta di spingersi oltre, spostando il focus sulla sensibilizzazione su temi specifici. Un caso in cui una semplice infografica quantitativa viene utilizzata per argomentare una tesi e sensibilizzare verso un tema specifico è quello del pictorial4 dell’Agenzia europea per l’ambiente che mette a confronto la popolazione considerata esposta agli inquinanti secondo i limiti stabiliti dall’Unione europea e quella esposta secondo le linee guida Oms (figura 4). Questo visual è stato non a caso utilizzato dall’Agenzia europea per l’ambiente recentemente, quando sono state stabilite nuove soglie per alcuni inquinanti5, e quindi è parte integrante di quella che potremmo definire strategia retorica persuasiva a supporto dell’adozione di una regolamentazione più restrittiva da parte dell’Unione europea. Questa è la storia che questo visual ci sta raccontando, la tesi che supporta, tanto che l’infografica viene utilizzata come uno strumento di advocacy.

Anche le infografiche dinamiche, che consentono un’interazione con l’utente, sono particolarmente efficaci per raggiungere l’obiettivo di chiamare
in causa l’utente o sensibilizzarlo rispetto a un tema specifico. In questo senso è esemplare l’infografica dinamica elaborata dalla Commissione europea Cleaner air for all6. L’utente è così al centro della comunicazione, esplora i diversi scenari, si concentra su quello che più gli interessa, decidendo quali temi approfondire. Alcune opzioni riguardano diverse modalità di rappresentare quantitativamente i dati collegandoli in particolare a diversi scenari che possono essere visualizzati dall’utente. In questo modo diventano visibili le conseguenze di determinate scelte a medio termine che altrimenti resterebbero idee e concetti astratti e lontani nel tempo.

La visualizzazione dei dati di Arpae sulla qualità dell’aria
Oltre alle mappe georeferenziate relative alla qualità dell’aria7 (dati dalle stazioni di monitoraggio e modelli), negli ultimi anni Arpae ha prodotto diversi visual su questo tema, principalmente correlati alla campagna comunicativa Liberiamo l’aria8 a supporto del Piano aria integrato regionale (Pair 2020); alcuni esempi sono inoltre presenti nella pubblicazione Dati ambientali 2015. La qualità dell’ambiente in Emilia-Romagna. Anche in questo caso troviamo diversi tipi di prodotti, utilizzati sia a supporto di report tecnici che a integrazione di articoli e comunicati stampa; in alcuni casi l’infografica ha avuto vita autonoma in modo slegato da elementi testuali (figura 7).

FIG. 5 – IL PARTICOLATO SECONDARIO. L’immagine viene utilizzata per semplificare i rapporti causa-effetto che portano alla formazione del particolato secondario. Fonte: “Dati ambientali 2015. La qualità dell’ambiente in Emilia-Romagna” (www.arpae.it/annuario), infografica realizzata da Rizoma.

In particolare, nel caso in cui siano utilizzati a corredo di report periodici od occasionali sulla qualità dell’aria, sono stati prodotti sia visual tradizionali – che rappresentano i dati in modo più fruibile (istogrammi interattivi, pictorial, diagrammi ecc.) che rendono più leggibili i report evidenziando andamenti e tendenze in atto –, sia infografiche descrittive che spiegano fenomeni specifici in cui più fattori sono chiamati in causa nel tentativo di semplificarne la comprensione (figura 5).

Infine, diverse infografiche riguardano aspetti normativi (ad esempio le soglie di legge per i diversi inquinanti, figura 6) e disposizioni previste nel Pair9: in questi casi l’immagine è stata utilizzata per semplificare la comprensione di elementi tecnici e disposizioni complesse e anche per catturare l’attenzione rendendo immediata e attrattiva la comunicazione di provvedimenti fondamentali per la popolazione emiliano-romagnola. Le immagini sono state anche riprese su materiali cartacei e utilizzate in modo autonomo rispetto alla descrizione testuale dei provvedimenti, dimostrando che è possibile sintetizzare provvedimenti complessi attraverso immagini senza perdere la complessità e la precisione delle informazioni (è il caso dei provvedimenti emergenziali e delle limitazioni alla circolazione previsti dal Pair, figure 7 e 8).

FIG. 6 – SOGLIA OZONO. Infografica sulle soglie normative. Sintetizza, a corredo di spiegazioni testuali, quali sono le soglie di legge per i diversi inquinanti e come vengono calcolate. Fonte: Arpae Emilia-Romagna
FIG. 7 – LIMITAZIONI AL TRAFFICO. Infografica “Posso circolare se…”, utilizzata per spiegare quali veicoli possono circolare nelle giornate di limitazione al traffico previste dal Piano aria integrato regionale dell’Emilia-Romagna (Pair2020). Fonte: www.liberiamolaria.it
FIG. 8 – MISURE EMERGENZIALI. Infografica “Misure emergenziali Pair”, utilizzata insieme alla figura 7 per spiegare in modo semplice e immediato i complessi provvedimenti relativi alla circolazione previsiti dal Pair2020. Le infografiche sono state utilizzate sia nella comunicazione online, sia in modo autonomo nelle pubblicazioni a stampa distribuite sul territorio regionale. Fonte: www.liberiamolaria.it

Le esperienze internazionali e locali mostrano come l’information design sia in grado di risolvere problemi informativi tipici dei nostri tempi: dall’eccesso di informazione, alla saturazione, alla mancanza di interesse e attenzione, alla complessità dei fenomeni e dei temi da comunicare. L’information design offre una serie di soluzioni veloci ed efficaci a questo tipo di problemi e, nel caso della comunicazione ambientale, può essere utilizzato efficacemente anche per sensibilizzare la popolazione e rendere più comprensibili provvedimenti e relativi comportamenti da adottare.

A cura di Adele Ballarini, Arpae Emilia-Romagna
Scarica l’articolo pubblicato in Ecoscienza 1/2017 (pdf)

–  Vai a Liberiamo l’aria
–  Vai a Arpae, Aria, dati ambientali 
– Vai a Ecoscienza 1/2017 con focus su qualità dell’aria e salute

NOTE
1 Bill Dennison, Visual science communication: using data visualization, conceptual diagrams and photographs to convey science information, University of Maryland Center for Environmental Science
2 David McCandless, Information is beautiful. Capire il mondo al primo sguardo, BurExtra, 2011.
3 Hubspot.com, https://blog.hubspot.com/ marketing/visual-content-marketing-strategy (fonti varie).
4 Un particolare modo di rappresentare i dati utilizzando delle icone.
5 A fine novembre 2016 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. Più dettagli su https://www.arpae.it/ pubblicazioni/liberiamo/avvisi_1228.asp
6http://ec.europa.eu/environment/air/ cleaner_air
7 Visibili in home page del sito di Arpae, www.arpae.it e nella sezione “Aria”
8www.liberiamolaria.it
9 Sono stati inoltre prodotti tre brevi video che attraverso infografiche animate  che si concentrano sui provvedimenti del Pair e sulla spiegazione dei fenomeni legati all’inquinamento dell’aria.

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