Il monitoraggio delle acque di balneazione pugliesi

Il ruolo di Arpa Puglia e i risultati per il periodo 2010-2016. La qualità delle acque è stata valutata in 674 punti (di cui 614 per le acque marino-costiere e 60 per le acque di transizione), con frequenza mensile nel periodo aprile-settembre di ogni anno.

Nel periodo tra il 2010 e il 2016 il monitoraggio delle acque di balneazione pugliesi è stato realizzato da Arpa Puglia in ottemperanza al Decreto Legislativo n. 116 del 2008 (che recepisce per l’Italia la direttiva 2006/7/CE), reso attuativo dal decreto ministeriale 30/03/2010.
La qualità delle acque è stata valutata in 674 punti (di cui n. 614 per le acque marino-costiere e n. 60 per le acque di transizione), con frequenza mensile nel periodo aprile-settembre di ogni anno. Per ogni punto-stazione sono stati analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica, in questo caso relativa a due indicatori di contaminazione microbiologica quali Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Nei termini della classificazione, l’elaborazione dei
dati evidenzia nel periodo di monitoraggio una tendenza generale al miglioramento della qualità delle acque di balneazione, seppure con il permanere di alcune criticità locali legate all’influenza delle pressioni antropiche.

Il quadro di riferimento normativo

La direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, stabilisce disposizioni in materia di monitoraggio e classificazione, di gestione della qualità e di informazione al pubblico in merito alla qualità delle acque di balneazione. Tale direttiva rende esplicita la definizione di “acqua di balneazione”, ovvero una “parte di acque superficiali nella quale l’autorità competente prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione
e non ha imposto un divieto permanente di balneazione, né emesso un avviso che sconsiglia permanentemente la balneazione”.
Lo Stato Italiano ha recepito i dettami della direttiva con il decreto legislativo n. 116 del 2008, reso attuativo dal decreto ministeriale 30/03/2010. La nuova normativa italiana prevede che nei tratti costieri destinati dall’Ente Regione alla balneazione, si debba effettuare il monitoraggio delle acque per il controllo (con frequenza mensile) di due parametri microbiologici, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, indicatori di inquinamento di origine antropica. Al termine di ogni stagione balneare, le singole acque di balneazione vengono classificate sulla
base dei risultati del monitoraggio degli ultimi quattro anni; ne deriva un giudizio variabile tra quattro classi, “scarsa”, “sufficiente”, “buona” e “eccellente”.

La Regione Puglia, in ottemperanza del Dlgs 116/2008, nel 2010 ha definito numericamente e spazialmente 674 differenti acque di balneazione (ed altrettanti punti di campionamento), i cui elenchi sono riportati, separati per Provincia (Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Brindisi, Lecce
e Taranto), nelle delibere di Giunta regionale dal n. 2465 al n. 2470 del 16/11/2010. Già in questa fase Arpa Puglia ha partecipato in maniera attiva, mettendo a disposizione degli uffici regionali tutte le informazioni tecnico-scientifiche disponibili all’Agenzia, derivanti anche dall’approfondita conoscenza del territorio nonché dal fatto di avere in passato condotto i monitoraggi in ottemperanza al Dpr 470/1982.

Sempre nel 2010 è iniziato anche il monitoraggio ai sensi delle nuove norme, la cui realizzazione, in continuità a quanto avvenuto in precedenza, è stata affidata ad ArpaPuglia. All’Agenzia è stata altresì richiesta collaborazione, sempre per le riconosciute competenze, al fine di elaborare ed aggiornare i “profili delle acque di balneazione”, anche questo obbligo imposto dal Dlgs 116/2008.
Ciò premesso, in questo documento saranno presentati i risultati del monitoraggio realizzato da Arpa Puglia in applicazione alla nuova normativa, a partire dal 2010 e sino al 2016 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati completi), con un dettaglio di elaborazione a livello regionale e provinciale.

Materiali e metodi

Il campionamento delle acque ai fini dell’analisi microbiologica è stato realizzato ogni anno (dal 2010 al 2016) nel periodo aprile-settembre, con frequenza mensile e per ognuna delle 674 acque di balneazione pugliesi di cui alle citate Delibere di Giunta Regionale. I dati microbiologici si riferiscono alle analisi di laboratorio, per i parametri Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, realizzate con le rispettive metodiche ISO 7899-2 e ISO 9308-1.
Per gli scopi del presente lavoro sono stati utilizzati esclusivamente i risultati delle analisi, espressi in UFC/100 ml, per le acque marino-costiere; gli stessi dati sono stati elaborati raggruppandoli per l’intero territorio regionale pugliese e per singola Provincia. L’elaborazione ha previsto sia il calcolo della media  geometrica (in considerazione della distribuzione Lognormale dei dati) per anno di monitoraggio, sia l’attribuzione della classe di qualità a norma di legge (“scarsa”, “sufficiente”, “buona” e “eccellente”) per singola acqua di balneazione/anno. La media geometrica dei dati microbiologici è stata comunque calcolata anche per un periodo precedente al 2010 (2007-2009), allorquando il monitoraggio era regolato dal Dpr 470/1982, allo scopo di valutare eventuali trend temporali fermo restando la stessa numerosità e posizione geografica dei punti di campionamento. La classe di qualità è stata invece attribuita secondo la
procedura indicata all’allegato II del Dlgs 116/2008, ovvero il calcolo del 95° percentile – o 90° percentile – della normale funzione di densità di probabilità Log10 dei dati microbiologici, e valutazione rispetto ai valori soglia imposti dalla normativa, applicato sui dati di monitoraggio riferiti alle ultime 4 stagioni balneari. Il calcolo è stato effettuato solo per le annualità di vigenza
della nuova normativa, ovvero dal 2010 al 2016. Una volta attribuita la classe di qualità alle singole acque di balneazione, è stata calcolata, a scala  regionale/provinciale e in termini percentuali, la rappresentatività delle diverse classi di qualità rispetto alla lunghezza della costa destinata alla balneazione.

Risultati del monitoraggio

Nel periodo tra il 2010 ed il 2016 sono state realizzate più di 50.000 determinazioni analitiche per la componente microbiologica (oltre 90.000 se si considerano anche i tre anni precedenti al 2010).
Le medie geometriche di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali calcolate (media annuale) per le acque di balneazione regionali sono risultate sempre abbastanza basse, con valori relativamente più alti per le Provincie di Bari e Barletta-Andria-Trani. Se consideriamo il periodo tra il 2007 ed il 2016, l’andamento generale appare decrescente, con una leggera risalita a partire dal 2014 (figs. 1 e 2).

Fig. 1. Regione Puglia: trend degli indicatori di contaminazione microbiologica Escherichia coli e Enterococchi intestinali nelle acque di balneazione (medie geometriche, periodo 2007-2016).

Fig. 2. Province pugliesi (FG, BAT, BA, BR, LE, TA): trend degli indicatori di contaminazione microbiologica Escherichia coli (a sinistra) e Enterococchi intestinali (a destra) nelle acque di balneazione (medie geometriche, periodo 2007-2016).

Se si considera la procedura di classificazione indicata dalla norma di riferimento, le acque di balneazione pugliesi evidenziano nel periodo 2010-2016 una generale situazione di qualità medio-alta, confermando il trend in miglioramento della stessa negli anni (fig. 3).

Fig. 3. Regione Puglia: classificazione delle acque di balneazione nel periodo 2010-2016 (ai sensi del D.Lgs. 116/2008).

A scala provinciale, le acque di balneazione delle Province di Foggia, Brindisi e Lecce risultano quelle con percentuali più alte di classe “eccellente”, tra il 99.4 ed il 100% in tutti gli anni considerati.
La Provincia di Taranto ha evidenziato percentuali di classe “eccellente” comprese tra il 95.7 ed il 100%, con un trend in miglioramento.
Le Provincie di Bari e Barletta-Andria-Trani sono quelle con percentuali relativamente più basse della classe “eccellente”, e risultano essere quelle che più condizionano la variabilità della classificazione a scala regionale; in ogni caso anche per queste Province il trend sul periodo appare in miglioramento (fig. 4).

Fig. 4. Province pugliesi: classificazione delle acque di balneazione della Provincia di Bari (a sinistra) e della Provincia di Barletta-Andria-Trani (a destra) nel periodo 2010-2016 (ai sensi del D.Lgs. 116/2008).

Conclusioni

Le acque marino-costiere della Puglia destinate alla balneazione rappresentano l’84% dei circa 1000 km dell’intera costa regionale; tale percentuale è comunque differente se consideriamo separatamente i singoli territori delle sei Province pugliesi, con quelle di Foggia e Lecce che hanno la maggiore porzione di costa destinata allo specifico uso e quella di Taranto la minore (tab. 1).

Tab. 1. Regione Puglia: lunghezza totale e percentuale di costa destinata alla balneazione per singola Provincia

 

Per quanto attiene il monitoraggio condotto da ARPA Puglia in ottemperanza al D.Lgs. 116/2008 e al D.M. 30/03/2010, i risultati ottenuti nel periodo 2010-2016 evidenziano una generale buona qualità delle acque di balneazione regionali, e un trend positivo almeno per quanto riguarda la procedura di classificazione imposta dalla norma.
Tuttavia, è opportuno rimarcare alcune situazioni di criticità che meritano approfondimenti, in particolare relative alle acque di balneazione delle Province di Bari e Barletta-Andria-Trani; per queste due Province, in particolare la Provincia di Bari, si evidenzia nei diversi anni di monitoraggio, una percentuale, comunque bassa (e comunque in costante diminuzione), di acque classificate come “scarse”.
Si può ipotizzare, se ve ne fosse il bisogno, che quanto verificato dal monitoraggio sia in qualche modo legato all’uso del territorio. Infatti le stesse Province di Bari e Barletta-Andria-Trani sono quelle della Puglia in cui è maggiore la densità di popolazione costiera, con tutte le relative pressioni, e dunque l’impatto sulle acque marino-costiere con i suoi potenziali effetti.
Tale ultima considerazione, insieme all’evidenza di un seppure minimo incremento, negli ultimi anni del periodo in esame, dei valori medi stimati per gli indicatori microbiologici in riferimento alla complessiva fascia costiera regionale, ancora di più rende necessario un monitoraggio continuativo delle acque destinate alla balneazione in Puglia.
Questo anche al fine di adottare efficaci misure per la eliminazione/riduzione degli impatti diretti ed indiretti sulla fascia costiera, a tutela dell’ambiente marino e degli usi legittimi del mare, in una Regione peraltro a forte vocazione turistica.

Nicola Ungaro e Antonietta Porfido, Arpa Puglia

Si ringrazia tutto il personale di ARPA Puglia che ha contribuito alla raccolta dei dati. Senza il loro lavoro non sarebbe stato possibile acquisire le informazioni utili per la sintesi di cui al presente documento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *