Arpal e la tutela dell’ambiente in Liguria

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La Liguria è una regione lunga e stretta, che si sviluppa prevalentemente sulla costa; i suoi habitat vanno dal mare agli oltre 2000 metri delle montagne più alte, un ambiente meraviglioso, ricchissimo di biodiversità. Oggi, con qualche eccezione, gli impatti sul territorio arrivano dalle città… rifiuti, traffico e depuratori. Della tutela dell’ambiente ligure ci parla Carlo Emanuele Pepe, commissario straordinario di Arpa Liguria.

La Liguria è una regione lunga e stretta, con 5400 km2 e 1,5 milioni di abitanti prevalentemente addossati alla costa; i suoi habitat vanno dal mare agli oltre 2000 metri delle montagne più alte, un ambiente meraviglioso, ricchissimo di biodiversità. Estremamente sensibile. Negli ultimi decenni la regione ha perso le principali attività industriali; oggi, con qualche eccezione, gli impatti sul territorio arrivano dalle città… rifiuti, traffico e depuratori. 

Proprio sul mare Arpal svolge una parte consistente della propria attività, potenziata grazie alla Marine Strategy, di cui è una dei capofila: il mar Ligure è uno dei più controllati d’Italia, con la modellistica marina – fiore all’occhiello, insieme ai modelli meteorologici e di dispersione in atmosfera – che ne massimizza l’efficacia.

Dal 1998, anno di nascita, Arpal ha stretto collaborazioni con enti e associazioni: dall’Istituto zooprofilattico sperimentale a Confindustria, dalle Aziende sanitarie locali a Confartigianato, dalle altre forze dell’ordine, Carabinieri, Guardia costiera, Guardia di finanza, a Università, Cnr e altri centri di ricerca. Corsi di formazione e incontri sulle normative ambientali, check list e altri processi di trasparenza con categorie di piccole e medie imprese, sopralluoghi congiunti e condivisione delle eccellenze, anche analitiche. Solo così in questi anni, pur con un numero limitato di risorse, Arpal ha potuto presidiare e tutelare l’ambiente in Liguria.

Accanto agli obblighi di legge – gli interventi previsti dalle Aia – la procedura Arpal di localizzazione, pesatura e area di impatto delle singole attività “inquinanti” ha determinato una priorità nell’ordine dei controlli. Opportunamente distribuita nell’arco di qualche anno, tale pianificazione garantisce una copertura complessiva ponderata all’effettiva esigenza di controllo.

Nell’ambiente viviamo quotidianamente tutti noi: non è un limite, ma una risorsa da tutelare, da cui partire per migliorare tecnologicamente. E solo collaborando con tutti i soggetti attivi sul tema si possono ottenere i migliori risultati possibili.

Carlo Emanuele Pepe, commissario straordinario di Arpa Liguria

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