Un nuovo “modus” nel controllo ambientale, la sfida è aperta

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Un nuovo modo di “fare controllo ambientale” dovrebbe consistere nell’affiancare agli strumenti classici di analisi chimica e fisica, gli strumenti innovativi come la modellistica previsionale o il sistema informativo geografico (GIS), magari pubblicati e accessibili sul web. Un tale Sistema, oltre ad assolvere al compito di vertificare il rispetto dei limiti normativi, assolverebbe alle finalità di comunicazione e di condivisione delle informazioni con altri utenti e con il pubblico. Per il Sistema nazionale di prevenzione ambientale la sfida è aperta. L’articolo di Massimo Blonda, direttore di Arpa Puglia.

L’architettura dell’attuale sistema di controllo ambientale su scala regionale
– di fatto una micro-scala se si considera la portata dei problemi posti, ad esempio, dalla nuova legislazione sull’autorizzazione e restrizione
delle sostanze chimiche – ha le sue fondamenta sulla esecuzione di controlli puntuali. A essi si attribuisce un valore, un pregio, secondo la loro numerosità, tempestività, terzietà e assicurazione di qualità, fra altri aspetti.
Tuttavia, un sistema così costituito, seppur utile in un quadro di prevenzione e controllo, deve essere adattato alle nuove tendenze in materia di politiche ambientali integrate e di informazione ambientale cui viene chiesto, con sempre maggiore forza, di essere sempre liberamente accessibili.
Ad aggiungere ulteriore complessità concorre l’introduzione nel nostro ambiente di vita di tutta una serie di nuovi materiali e 
nuove tecnologie, in continua evoluzione.

Una caratteristica distintiva di un nuovo modus nel controllo ambientale dovrebbe essere la capacità di affiancare agli strumenti classici di analisi chimica e fisica, gli strumenti innovativi come la modellistica previsionale o il sistema informativo geografico (GIS), magari pubblicati sul web al fine di promuovere la cultura ambientale. Un tale Sistema, oltre ad assolvere al classico compito di definire il rispetto dei limiti normativi, venerabile ma di per sé limitante come mission per le Agenzie di protezione dell’ambiente, assolverebbe alle specifiche finalità di comunicazione e di condivisione delle informazioni con altri utenti e con il pubblico, in particolare (ad esempio, il WebGis di Arpa Puglia è un servizio per la consultazione on-line dei dati ambientali, attraverso il quale
è possibile visualizzare la cartografia di base e il tematismo di interesse).
La sfida è aperta.

Massimo Blonda, direttore generale ff di Arpa Puglia
Ha collaborato Vittorio Esposito, direttore Servizio territoriale e responsabile del
Polo di specializzazione microinquinanti, Taranto, Arpa Puglia 

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