Il Snpa per il rilancio del Sistema nazionale per l’educazione alla sostenibilità

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Il 22 e il 23 novembre si è tenuta a Roma la Conferenza nazionale Educazione ambientale – Stati generali dell’ambiente: consapevolezza pubblica e responsabilità istituzionale per affrontare le sfide attuali e future promossa dai ministeri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, e dell’Istruzione, della ricerca e dell’università.

La conferenza ha affrontato i temi legati alla protezione dell’ambiente alla luce delle sfide poste dai Governi e dalla società civile, in un’ottica di educazione ambientale e di crescita consapevole. Mondo delle istituzioni, nazionali e internazionali, delle imprese, della ricerca e protezione ambientale, delle organizzazioni non governative, dell’università e dell’istruzione, si sono confrontati in una “due giorni” di dibattito e condivisione di idee, valori e principi, affrontando gli argomenti più sensibili e strategici.

Il 22 novembre, è stato organizzato attraverso la predisposizione di dodici tavoli di discussione, idealmente dedicati ai dodici mesi dell’anno, ognuno dei quali è stato gestito da specifici gruppi di esperti, di rappresentanti delle istituzioni e di stakeholder. I temi discussi, ciascuno portatore delle diverse problematiche della sostenibilità, sono stati affrontati da circa duecento partecipanti, che hanno prodotto, a conclusione della giornata, dodici report che, dall’economia circolare alla biodiversità, dalla mobilità sostenibile al turismo, hanno offerto un quadro vasto e articolato del complesso rapporto tra ambiente, economia e società.

Il Snpa ha contribuito in modo sostanziale alla giornata di confronto, presente in alcuni tavoli, e in particolare coordinando, con Arpa Friuli Venezia Giulia e Arpa Sicilia, il tavolo 4, dedicato al rapporto tra educazione formale, non formale e informale. Il tema, tra l’altro, è di grande rilevanza nel mondo agenziale, anche alla luce della L 132/2016, che vede l’educazione ambientale e la comunicazione nazionale delle Agenzie.
In questo senso è stato ribadito come l’educazione formale, non formale e informale, richiedono il superamento di una loro anacronistica divisione, con l’obbligo di approfondire la conoscenza dei meccanismi di funzionamento dei processi cognitivi, nonché delle metodologie per l’apprendimento di saperi non sempre organizzati in strutture formali. Inoltre, comunicazione ed educazione, soprattutto nell’era digitale, assumono un carattere di complementarietà e di integrazione, che va indagato e compreso negli approcci teorici e nei metodi, dove la conoscenza non è più oggettiva ma negoziata, anche in presenza di fenomeni di apprendimento crossmediale.

Un aspetto nodale, ripreso anche nella plenaria del 23 novembre, è stato quello di affermare che il Snpa si pone quale interlocutore attivo e capillarmente diffuso in ambito nazionale, e pertanto capace di elaborare, in piena sinergia con i diversi attori territoriali, una strategia di rete per l’educazione ambientale, ampliando il suo portato e i sui valori anche al mondo delle imprese e della produzione, alle associazioni di categorie professionali, agli enti locali, al comparto editoria e dei media, includendo in questo processo di educazione e formazione, il mondo scolastico, quale interlocutore interagente con gli altri attori territoriali, in un processo dove il Snpa svolge un ruolo privilegiato, in quanto dispone di un vasto e autorevole patrimonio di dati e di competenze di elevato profilo professionale.

Il 23 novembre, si è celebrato il Congresso vero e proprio che, partendo dalle conclusioni delle discussioni dei tavoli di lavoro, aveva quale obiettivo la sottoscrizione, da parte dei ministri Gian Luca Galletti e Stefania Giannini, della Carta di Roma sull’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Un programma di impegni, nel medio e lungo periodo, volto a:

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  • Creare un momento di confronto permanente con la comunità scientifica, la società civile il mondo produttivo ed economico le Istituzioni in cui periodicamente sono discussi ed eventualmente ridefiniti gli obiettivi e le strategie per l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile monitorandone lo stato d’attuazione.
  • Attuare nell’ambito della programmazione 2014 – 2020 del PON Scuola, nonché nella Strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile in attuazione dell’Agenda 2030, strategie e progetti che realizzino efficacemente gli obiettivi, le metodologie e le nazionale sull’educazione ambientale.
  • Creare una piattaforma che possa favorire lo scambio e la condivisione di esperienze, al fine di consentire la replicabilità e dare risonanza a esempi e buone pratiche educative al fine di rilanciare un sistema nazionale per l’educazione alla sostenibilità.

A Sergio Sichenze, di Arpa Friuli Venezia Giulia, responsabile del Laboratorio regionale di educazione ambientale, e in rappresentanza del Snpa, è stato affidato il compito di riportare all’assemblea i risultati dei lavori prodotti dai dodici tavoli convocati il giorno precedente.

Alla presenza del sottosegretario del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Barbara Degani, che ha voluto fortemente l’organizzazione della conferenza, dei ministri Gian Luca Galletti e Stefania Giannini, del presidente dell’Ispra Bernardo De Bernardinis e del presidente di AssoArpa, nonché direttore generale di Arpa Friuli Venezia Giulia, Luca Marchesi, il rappresentante del Snpa ha presentato i numerosi e interessanti argomenti riportati nei report tematici.

Dall’analisi e sintesi di restituzione dei lavori è emersa la necessità di garantire, alla luce degli impegni assunti dai due ministeri, un forte coordinamento nazionale, una rivalutazione, in termini di competenze e di autorevolezza dei dati, delle tematiche ambientali, che sempre più permeano la società, gli stili di vita, i diversi livelli d’istruzione, avendo l’accortezza di incidere sul mondo produttivo e del lavoro, sulle performance delle pubbliche amministrazioni, sulla cultura dei territori, veri laboratori e palestre di sostenibilità.

Le sfide globali e locali, oramai interconnesse e interagenti, richiedono, oltre che un indispensabile sistema valoriale che veda l’ambiente e la sua protezione quale cardine dello sviluppo del Pianeta, un modello di organizzazione dei saperi, di costruzione di piattaforme di dati validati e il loro trasferimento e condivisione con i molteplici stakeholder. Ciò per garantire una gestione sostenibile dell’ambiente e delle sue risorse.

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Sichenze, ha dunque ribadito come la legge 132/2016 di riforma del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, crea un sistema a rete, capace di cogliere le sfide ambientali dei prossimi decenni, di mettere in contatto elevate competenze con il tessuto sociale, e quindi di poter proporre e realizzare percorsi formativi volti a elevare la cultura ambientale del nostro paese, avendo attenzione, proprio come la stessa legge recita, di incardinare l’educazione ambientale nelle attività istituzionali delle agenzie, garantendo alla stessa, in tal modo, gli standard di qualità che già permeano gli altri settori, tipicamente dedicati al monitoraggio e al controllo.

La Conferenza di Roma del 2016 ha visto, rispetto all’ultima Conferenza nazionale tenutasi a Genova nel 2000, la presenza del Snpa, non più come singole Agenzie, ma come un sistema coeso, capace di svolgere un ruolo di supporto autorevole al rilancio del Sistema nazionale per l’educazione alla sostenibilità.

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