Basilicata 2016: in primo piano la qualità dell’aria nelle zone industriali

Fra i dati 2016 illustrati, quelli delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria ubicate nell’area della Val d’Agri, dove insiste il Centro Olio di Viggiano, di proprietà ENI, che effettua il pre-trattamento trifasico del greggio.

La Rete regionale di qualità dell’aria

La rete regionale della qualità dell’aria dell’ARPAB è costituita da 15 centraline di differente classificazione e tipologia, per sensoristica installata e caratteristiche dell’area di installazione (rif. Linee guida – APAT, 2004).

La gestione della rete passa dalla Regione Basilicata ad ARPAB, nel 2003, con il trasferimento delle prime sette centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria ubicate nel comune di Potenza, di cui tre sono tuttora funzionanti, e nell’area del Vulture – Melfese. Successivamente, nel 2006, altre cinque stazioni di monitoraggio, acquistate dalla Regione, integrano la rete di monitoraggio dell’ARPAB.

Nel settembre 2012, le stazioni denominate Viggiano 1, Grumento 3, Viggiano – Masseria De Blasiis, Viggiano – Costa Molina Sud 1 ubicate nell’area della Val d’Agri, sono trasferite in proprietà all’ ARPAB, in ottemperanza ad una prescrizione dell’AIA di una importante installazione industriale, il COVA dell’ENI, che effettua il pre-trattamento del greggio ed in particolare la separazione di gas, acqua e olio.

In tabella 1 sono elencati gli analiti e parametri meteo misurati per ogni stazione mentre in figura 1 sono riportati i siti di misura sul territorio regionale.

In Arpab, la Gestione del monitoraggio in continuo della qualità dell’aria si esplica attraverso le seguenti attività:

  • Verifica quotidiana di scarico in remoto delle misure acquisite nei siti regionali (n.15 stazioni), validazione dei dati orari, produzione del report giornaliero, pubblicazione del bollettino (e Indice di Qualità dell’Aria in automatico), comunicazione agli enti competenti nel caso di superamento dei limiti;
  • Rilevazione dello stato di funzionamento della rete e verifica del servizio di manutenzione offerto dalla società che lo espleta;
  • Integrazione del sistema di acquisizione, trasmissione e validazione dei dati fornito dal manutentore con il Centro di Monitoraggio Ambientale – sezione Aria e sua customizzazione;
  • Certificazione dei dati dell’anno precedente;
  • Implementazione di Procedure di Validazione che integrino le linee guida europee ed applicazione delle Linee Guida per la Qualità delle Reti – ISPRA
  • Elaborazione pareri AIA, per quanto riguarda la formulazione di azioni di monitoraggio della qualità ambientale;
  • Verifiche delle prescrizioni specifiche delle AIA e di oneri da Protocolli;
  • Elaborazioni di relazioni sul monitoraggio della qualità dell’aria in seguito a segnalazioni da parte di autorità locali ed evasione richieste dati da parte di soggetti pubblici (Regione, Provincia, Comuni, Procura, Noe,ecc.), associazioni ambientali e di privati.

La norma di riferimento è il D.Lgs 155/2010, che costituisce una legge quadro in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria con particolare attenzione a biossido di zolfo, biossido di azoto e ossidi di azoto, benzene, monossido di carbonio, PM10, PM25 e piombo, ozono e precursori dell’ozono, arsenico, cadmio, nichel, mercurio e benzo(a)pirene.

Inoltre, la Regione Basilicata con l’emanazione della DGR n. 983 del 6 agosto 2013 (efficace dall’agosto 2014), approva le “Norme tecniche ed azioni per la tutela della qualità dell’aria nei comuni di Viggiano e Grumento Nova”, dove insiste proprio il centro Olio dell’Eni, introducendo per l’idrogeno solforato H2S il valore limite giornaliero pari a 32 μg/m3 ed per l’anidride solforosa SO2 i valori limite ridotti del 20 per cento rispetto a quelli nazionali. Per quanto riguarda, invece, la soglia odorigena dell’H2S ci si riferisce alle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale di Sanità che indicano un valore guida semiorario pari a 7 μg/m3.

Con la valutazione della qualità dell’aria si verifica il rispetto dei valori limite degli inquinanti normati e si elaborano gli indicatori (cfr. Tabella 2) desunti in ottemperanza alla normativa nazionale attualmente vigente.

Dalle tabelle riepilogative degli indicatori relativi ai primi tre trimestri del 2016 (tabella n. 3 – primo trimestre, tabella n. 4 – secondo trimestre, tabella n. 5 – terzo trimestre) emerge che non si sono registrati superamenti in relazione ai valori limite di SO2, NO2 e CO.

Relativamente al PM10, nel periodo da gennaio a settembre 2016, si sono registrati superamenti in alcune delle stazioni della rete regionale senza raggiungere il tetto massimo dei 35 superamenti in un anno.

Rispetto all’Ozono, non si registrano superamenti della soglia di allarme, si rilevano invece n.2 superamenti della soglia di informazione nella stazione di Viggiano-Masseria De Blasiis, e superamenti – maggiori di 25 volte in un anno – del valore obiettivo nelle stazioni di Melfi, Potenza-San Luca Branca, Potenza- Rossellino, Viggiano, Viggiano 1, Viggiano-Costa Molina Sud 1.

Per quanto riguarda la soglia odorigena di H2S, valutata come media semioraria, questa è stata superata 138 volte nella stazione di Viggiano, sita nella zona industriale, 48 volte nella stazione di Grumento 3, a sud della zona industriale, 1 volta a Viggiano- Masseria De Blasiis, ad ovest della stessa zona, 5 volte a Viggiano 1, a nord della zona industriale e 64 volte a Viggiano-Costa Molina Sud 1 ad est della zona industriale.

È in corso di redazione, da parte degli U.O. Reti di monitoraggio, il rapporto del IV trimestre (settembre-dicembre 2016) e simultaneamente si sta procedendo alla validazione annuale della relazione sulla qualità dell’aria relativa all’ anno 2016.

di Maria Fasano
a cura dell’U.O. Reti di monitoraggio Arpa Basilicata

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