Il monitoraggio della qualità delle acque interne del Veneto

I piani di monitoraggio delle acque interne del Veneto (fiumi, laghi e acque sotterranee) sono indirizzati alla valutazione della qualità ambientale dei corpi idrici (33 sotterranei, 13 lacustri e più di 850 fluviali), ai sensi della direttiva Acque 2000/60/CE e per essere poi utilizzati nel quadro conoscitivo dei Piani di gestione dei distretti idrografici. Continua a leggere Il monitoraggio della qualità delle acque interne del Veneto

Le acque sotterranee, una risorsa strategica

Le acque sotterranee rappresentano una risorsa idrica strategica e molto preziosa per l’uomo e per l’ambiente. Gli estesi acquiferi che si formano per ricarica naturale costituiscono serbatoi sotterranei da tutelare per sostenere i diversi usi e per aumentare la resilienza dei territori agli eventi estremi. Le priorità di tutela e di gestione sono individuate dalla direttiva quadro Acque e dalla direttiva Acque sotterranee.

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Qualità delle acque interne, il quadro normativo di riferimento

Poter disporre di acqua in quantità adeguata e di buona qualità in funzione dei diversi usi è di fondamentale importanza per lo sviluppo e la salute delle comunità. L’Unione europea ha regolato il tema delle acque interne superficiali fluviali, lacustri e delle acque sotterranee con la direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE), recepita in Italia con il decreto legislativo 152/2006. Superata la logica dei confini amministrativi, il riferimento territoriale è il distretto idrografico.

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Marche, disponibile il report triennale sulle acque sotterranee

Nel sito di Arpa Marche è disponibile, tra gli altri, anche il report 2013-2015 sullo stato di qualità delle acque sotterranee. L’adeguamento della normativa nazionale alla direttiva quadro Acque e alla direttiva figlia 2006/118/CE ha richiesto una revisione e/o adeguamento dei piani di monitoraggio. Per quanto riguarda le acque sotterranee, l’obiettivo è lo sviluppo di un modello concettuale che costituisca la base conoscitiva per progettare i programmi di monitoraggio e di valutazione del rischio. Vai al report, sito Arpa Marche >

WSP, dal Piemonte un possibile modello nazionale

Il progetto Sperimentazione del modello dei Wsp per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano, coordinato da Arpa Piemonte, ha coinvolto anche il Veneto e l’Emilia-Romagna. Dal progetto le prime linee guida per l’applicazione del modello Water safety plan in Italia.

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Contaminanti emergenti, gli studi in Europa

Down-the-drain, giù per lo scolo, è il modo con cui ci si riferisce alle centinaia di prodotti chimici che dalle nostre case vanno ad aggiungersi alle sostanze derivanti dall’agricoltura, dagli allevamenti, dall’industria, dagli ospedali.
La valutazione del rischio reale associato ad alcune sostanze è alla base delle eventuali politiche di restrizione dell’utilizzo e della commercializzazione dei prodotti che le contengono. Leggi l’articolo in Ecoscienza 6/2016 (pdf)

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Nuove e vecchie emergenze, come si muovono le agenzie ambientali

La direttiva quadro europea sulle acque disegna un sistema ben strutturato, che considera criteri rigorosi per definire i corpi idrici da monitorare, il campionamento e la valutazione. Con la legge 132/2016 si rafforza la collaborazione tra le agenzie ambientali, come dimostra il caso glifosate.

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Direttiva acque, applicazione in Emilia-Romagna

L’applicazione della direttiva Acque ha previsto per il territorio dell’Emilia-Romagna l’elaborazione dei piani di gestione dei distretti idrografici padano, dell’Appennino settentrionale e dell’Appennino centrale. I piani contengono le criticità, gli obiettivi e le azioni finalizzate alla tutela.

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Acque e clima, serve un approccio di sistema

Il tema della tutela delle acque va coniugato con le risposte al cambiamento climatico. È necessaria una visione strategica comune integrata e il Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa) avrà un ruolo importante nell’implementazione di sistemi avanzati di monitoraggio e di strumenti di modellazione. Il caso del bacino padano.

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Lo stato ecologico e chimico delle acque in Toscana

Nel 2015 si è concluso il secondo triennio di monitoraggio sullo stato delle acque della Toscana svolto da Arpat e condotto sulla base della pianificazione realizzata con l’analisi di pressioni e impatti. In Toscana sono 266 le stazioni su acque superficiali interne e di transizione e 19 su acque marino-costiere.

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