Aree naturali del Veneto: una preziosa risorsa per realizzare attività educative

Il territorio veneto si estende dalla montagna al mare con spazi fortemente antropizzate coesistenti con una gran varietà di aree naturali e zone protette di alto valore naturalistico: dal Delta del Po, una delle maggiori aree umide del Mediterraneo, ai Parchi delle Dolomiti bellunesi, territori montani tra i più conosciuti dell’arco alpino; all’interno di questo mosaico variegato in continuità spaziale con le aree urbanizzate coesistono e quasi sopravvivono piccole aree naturali, biotopi, zone umide, cave abbandonate, stagni, torbiere ricche di biodiversità e fauna e flora locale.

Per valorizzare e salvaguardare questa risorsa, Arpa Veneto in collaborazione con Regione del Veneto ha realizzato una banca dati nell’ambito della Rete Regionale di Educazione Ambientale, che comprende aree naturali protette (parchi e riserve), siti rientranti nella rete Natura 2000 e molti altri biotopi, spesso non soggetti a forme particolari di tutela, che sono stati rilevati a seguito di un censimento realizzato dall’Agenzia Ambientale nel 2004 con la collaborazione di WWF Veneto.  Queste aree sono relitti di vasti biotopi naturali che caratterizzavano il territorio e che in seguito allo sviluppo urbano, industriale e agricolo sono drasticamente diminuiti di numero e estensione. La visita e conoscenza di questi ambienti superstiti ha un alto valore educativo poiché consente di acquisire la percezione diretta di com’era la realtà originaria storico – ambientale del territorio e costituisce un prezioso termine di paragone tra le condizioni di partenza di un processo e le condizioni attuali, utile per stimolare la riflessione e la consapevolezza per una tutela e valorizzazione da parte delle comunità.

Attraverso la conoscenza dell’area, dei suoi aspetti naturalistici e di identità culturale, è possibile realizzare interessanti attività didattiche ed educative, che prevedono l’osservazione della fauna e della flora, degli aspetti geomorfologici e di elementi del paesaggio che caratterizzano la storia e la cultura dei luoghi.

Educare nei Parchi. Per supportare gli insegnanti nella progettazione di azioni educative all’interno delle aree naturali, Arpa Veneto ha realizzato una guida che descrive tutte le aree protette del Veneto nei loro aspetti ambientali, naturalistici e storico-culturali, dando particolare rilievo alle strutture di educazione ambientale presenti e alle specifiche attività didattico-educative proposte dagli enti gestori delle aree, in collaborazione con associazioni e cooperative. Strutturata secondo gli ambienti geografici di riferimento, la pubblicazione è corredata da foto e cartografia delle aree, indicazioni su enti e soggetti gestori, note sull’ospitalità e pubblicazioni specifiche per approfondire aspetti particolari.

Due passi nelle aree naturali è la rubrica presente nella newsletter dell’Agenzia che ogni mese propone un itinerario da percorrere, a seconda della stagione,  in modo sostenibile (a piedi, in bicicletta, con gli sci, con le ciaspole,  con i mezzi pubblici, etc.) per visitare la nostra regione e le sue ricchezze naturalistiche. L’idea è quella di suggerire percorsi che prevedono visite ad aree naturali, ma anche a borghi e a luoghi significativi dal punto di vista culturale, artistico, spirituale e, perché no, enogastronomico.

Il progetto di Arpa Umbria per l’isola Polvese


A un anno di distanza dall’avvio dei progetti di ricerca e in concomitanza con la fine dei lavori di ristrutturazione del complesso monastico dell’isola Polvese, che la Giunta Provinciale di Perugia ha deliberato di concedere ad Arpa Umbria come sede del Centro di Ricerche, abbiamo posto alcune domande al Direttore Generale di Arpa Umbria Walter Ganapini sul futuro e le prospettive del Centro “Cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri e aree umide”.
Leggi l’articolo su micron

I fondali marini della Toscana

In una ricca galleria sul canale flickr di Arpat, è possibile apprezzare la bellezza e la ricchezza naturalistica dei fondali delle isole toscane di Pianosa e Montecristo.

Le foto subacquee sono scattate dall’Agenzia durante le proprie attività di monitoraggio delle acque marino costiero.

Svelata l’origine delle ‘Tegnùe’, i coralli di Venezia

In dialetto veneto vengono chiamate ‘tegnùe’, perché trattengono le reti dei pescatori: sono le  scogliere sommerse, simile alle barriere coralline, situate sui fondali dell’Adriatico nord-occidentale, al largo di Chioggia. Uno studio di Ismar-Cnr, Ispra e altri enti ne rivela l’origine. Continua a leggere Svelata l’origine delle ‘Tegnùe’, i coralli di Venezia

Fauna alloctona e autoctona nelle acque dolci della Basilicata

Le acque dolci della Basilicata sono interessate dalla presenza del 50 per cento di specie acquatiche aliene (alloctone). Oltre ai pesci ci sono anche crostacei decapodi di provenienza americana: Gambero della Louisiana e Granchio americano. Avviato un corso di sensibilizzazione  rivolto ad appassionati di pesca sportiva per eradicare le specie aliene. Continua a leggere Fauna alloctona e autoctona nelle acque dolci della Basilicata

Biodiversità Habitat pelagico e specie non indigene nelle acque marino costiere della Sicilia

Le attività di campionamento in mare e di determinazione tassonomica, condotte da ARPA Sicilia, mediante la sistematica acquisizione di centinaia di immagini fotografiche in laboratorio, all’interno della EU Marine Strategy Framwork Directive 2008/56/EC, ha evidenziato una grande Biodiversità, che raramente è oggetto di pubblicazioni e lavori in genere e ancora meno se riferita alle acque marino costiere della Sicilia.

Arpa Sicilia ha reso disponibile un rapporto che riporta gli esiti della campagne condotte nel periodo luglio 2015/ luglio 2016, nel quale sono evidenziati alcuni aspetti della Biodiversità del Mesozooplancton dei mari siciliani, rappresentata nelle immagini fotografiche di buona parte delle specie e dei taxa rilevati durante le attività di campo e le identificazioni in laboratorio.

Specie alloctone nelle acque superficiali della Lombardia

La diffusione delle specie alloctone determina gravi ripercussioni ambientali, economiche e sanitarie. Dal 2012 ARPA Lombardia ha avviato un censimento di specie aliene acquatiche animali e vegetali a scala regionale tutt’ora in corso. I dati, raccolti nell’ambito del monitoraggio biologico istituzionale, sono stati georeferenziati e restituiti mediante cartografia.

Continua a leggere Specie alloctone nelle acque superficiali della Lombardia

Strisce di sifonofori lungo la Costiera amalfitana

I tecnici dell’Arpa Campania hanno avvistato una consistente presenza di sifonofori lungo un tratto di circa tre chilometri della Costiera amalfitana, tra Punta Sant’Elia e Tordigliano; e’ accaduto lo scorso 10 aprile, mentre gli operatori Arpac erano impegnati nelle attività di campionamento per il controllo della qualità delle acque di balneazione.

Continua a leggere Strisce di sifonofori lungo la Costiera amalfitana

L’invasione degli alieni

Ogni anno nei mari di tutto il mondo vengono segnalate 585 specie penetrate in habitat nuovi, dove abitualmente non vivevano. Una invasione continua, il cui ritmo non ha precedenti nella storia recente della vita. Uno dei luoghi di più intensa migrazione è il Mediterraneo il cui paesaggio, da qui a fine secolo, c’è da spettarsi sarà ben diverso da come lo hanno conosciuto i nostri padri.
Leggi l’articolo su micron 

La tutela della biodiversità in Emilia-Romagna tra monti, pianura e mare

L’Emilia-Romagna ha un patrimonio naturale costituito da 2 parchi nazionali condivisi con la Toscana, 1 parco interregionale, 14 parchi regionali, 15 riserve naturali, 4 paesaggi protetti, 33 aree di riequilibrio ecologico. Il ruolo e le attività di Arpae.

Continua a leggere La tutela della biodiversità in Emilia-Romagna tra monti, pianura e mare