I rifiuti da scarto a risorsa nell’economia circolare, l’esperienza di Arpa Veneto

Gli enti pubblici rivestono un ruolo importante nel promuovere un cambiamento nel mercato verso un’economia sostenibile. Infatti, essendo i maggiori acquirenti in settori quali energia, trasporti, gestione dei rifiuti e servizi sociali e educativi, possono indirizzare modifiche del mercato verso l’economia circolare, un’economia in grado di minimizzare la produzione di rifiuti e inquinanti, l’utilizzo di energia e il ricorso a nuove materie prime.

Continua a leggere I rifiuti da scarto a risorsa nell’economia circolare, l’esperienza di Arpa Veneto

Lo sviluppo delle filiere nella fase di transizione

Lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo nel riciclo degli imballaggi. Vent’anni fa solo 1 imballaggio su 3 era avviato a riciclo e non smaltito in discarica, oggi il rapporto è di 3 su 4. L’attività del Consorzio nazionale imballaggi per migliorare ulteriormente la quota di riciclo e altri contributi su recupero nel tessile, biomasse, terre rare e rifiuti elettronici.

Continua a leggere Lo sviluppo delle filiere nella fase di transizione

I rifiuti speciali in Europa e in Italia

I dati sulla produzione e destinazione dei rifiuti speciali mostrano uno scenario con molte differenze tra i diversi stati in Europa. La promozione dell’economia circolare pone obiettivi di recupero solo per alcune frazioni. Occorre una definizione migliore per sottoprodotti e materiali end of waste.

Continua a leggere I rifiuti speciali in Europa e in Italia

Appalti verdi, una spinta all’ecoinnovazione

Gli acquisti verdi della pubblica amministrazione possono essere un importante motore per l’economia circolare. Un passo fondamentale in Italia è stato compiuto rendendo obbligatoria l’adozione dei criteri ambientali minimi. Altre misure si dovranno affiancare per accorciare le filiere.

Continua a leggere Appalti verdi, una spinta all’ecoinnovazione

Più efficienza e zero sprechi con la simbiosi industriale

Uno sguardo ai recenti indirizzi normativi e regolatori per l’adozione di politiche di simbiosi industriale: dai documenti europei a quelli del G7, negli anni cresce la promozione di strategie di produzione capaci di trasformare le risorse sprecate da un settore in materia prima utile per un altro.

Continua a leggere Più efficienza e zero sprechi con la simbiosi industriale

Oltre gli schemi lineari dell’economia

Due potenti spinte sono destinate a modificare le strategie nazionali, organizzazioni industriali e modelli comportamentali: la lotta ai cambiamenti climatici e l’abbandono degli schemi lineari dell’economia. L’editoriale di Gianni Silvestrini per la rivista Ecoscienza dedicata all’economia circolare.

Continua a leggere Oltre gli schemi lineari dell’economia

La valorizzazione dei rifiuti industriali inorganici

Declassare la pericolosità di un rifiuto attraverso l’inertizzazione produce risparmio e trasformarlo in una materia prima promuove guadagno; ciò consente di transitare correttamente a un sistema che si autogenera, passando dal modello di crescita lineare a quello di crescita circolare.

Continua a leggere La valorizzazione dei rifiuti industriali inorganici

Un tesoro in attesa di essere scoperto

La trasformazione dell’economia, da lineare a circolare, permetterà di recuperare immensi capitali che oggi diventano rifiuti. Il nuovo modello potrebbe avere un impatto positivo su Pil e occupazione e l’Italia può ambire a un ruolo da leader.

Continua a leggere Un tesoro in attesa di essere scoperto

L’economia circolare per una crescita di qualità

L’economia circolare è un modello economico e culturale finalizzato a creare crescita e occupazione qualificata, oltre che a tutelare le risorse naturali. Il rilancio del sistema industriale passa dallo sviluppo di strategie efficaci di innovazione dei processi e dei prodotti.

Continua a leggere L’economia circolare per una crescita di qualità

L’evoluzione del controllo ambientale sui rifiuti

L’attività delle agenzie ambientali, con l’applicazione dei principi dell’economia circolare, sarebbe interessata da una forte evoluzione. Con l’aumento dei sottoprodotti e degli impianti di recupero, sarà necessario un maggiore coordinamento tra gli organi di controllo. Leggi l’articolo di Angelo Robotto (Arpa Piemonte) in Ecoscienza 2/2017 (anche in inglese).