Siti contaminati: la situazione in Friuli Venezia Giulia

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Arpa FVG, come ente tecnico e terzo, è costantemente impegnata sul fronte delle bonifiche dei siti contaminati presenti sul territorio regionale. In questo articolo viene riportata la situazione attuale dei siti, la casistica ricorrente dei punti vendita carburanti e lo stato di avanzamento delle bonifiche dei due SIN presenti in Friuli Venezia Giulia. Vai all’articolo >

Arpae Emilia-Romagna a RemTech il 22 e il 23 settembre

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Arpae Emilia-Romagna partecipa a RemTech, il salone dedicato alla bonifica, alla riqualificazione e al recupero dei siti contaminati, che si svolge a Ferrara Fiera in questi giorni (21-23 settembre 2016). L’Agenzia partecipa con uno stand e con diversi interventi in programma anche nell’ambito di Coast ed Esonda. Continua a leggere Arpae Emilia-Romagna a RemTech il 22 e il 23 settembre

Il caso Bagnoli e il ruolo dell’Ispra

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Quello che per i più si chiama “Bagnoli”, in termini tecnici è il Sito di interesse nazionale (SIN) “Napoli Bagnoli – Coroglio (aree industriali)”, individuato dall’art. 114, comma 24 della legge 388/2000, che comprende principalmente le aree industriali dismesse Ilva (dal 1964 Italsider) ed Eternit e ha un’estensione di circa 194 ettari.

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Un primo passo verso la bonifica delle acque della Valbasento

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Dichiarato Sito di Interesse Nazionale (SIN) da bonificare nel 2002 – con la Legge 31 luglio 2002, n. 179 “Disposizioni in materia Ambientale” e perimetrata con D.M. del Ministero dell’Ambiente del 26 febbraio 2003 – l’agglomerato della Valle del Basento, in provincia di Matera, è una delle aree industriali più grandi del Meridione, con i suoi 3.400 ettari ricadenti nei territori afferenti ai comuni di Salandra, Ferrandina e Pisticci.

Il polo nasce a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60, con la scoperta di un esteso giacimento metanifero. Nel 1961 si inaugurarono i primi lavori per la realizzazione del metanodotto “Ferrandina – Bari – Monopoli”, ponendo anche la prima pietra per la costruzione del complesso petrolchimico dell’Anic, Azienda nazionale idrogenazione combustibili. All’Anic, nel tempo, seguirono altri impianti che arrivarono ad occupare circa 7.000 unità. Nel 1978 cominciò il crollo occupazionale con la chiusura di numerosi stabilimenti.

Con un Accordo di Programma del 1987 si conferivano all’Eni pieni poteri per un rilancio decisivo della Val Basento ed al Consorzio industriale di Matera il compito di realizzare un Parco tecnologico, l’attuale Tecnoparco Valbasento SpA.

Nell’ambito dell’“Accordo di Programma Quadro” per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica delle acque di falda e dei suoli nei Siti di Interesse Nazionale “Tito” e “Val Basento” fra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (Mattm) e la Regione Basilicata, Ispra è coinvolta in una serie di attività previste da una convenzione attiva dal 2014 e finalizzata all’espletamento delle attività di supporto nei procedimenti di bonifica nei SIN di Tito e Val Basento.

Il ruolo di Ispra è quello di garantire adeguati livelli qualitativi e rigore tecnico-scientifico nella progettazione e attuazione degli interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza d’emergenza e di bonifica dei siti d’interesse nazionale, nel controllo dei risultati ottenuti e nel loro successivo monitoraggio.

Per quanto riguarda il Sin Val Basento gli interventi sono relativi al completamento della caratterizzazione di alcune aree, al completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda, alla bonifica dei suoli delle aree pubbliche e di quelle agricole colpite da inquinamento indotto, al completamento della caratterizzazione e della progettazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza e di bonifica delle acque superficiali e dei sedimenti dell’asta fluviale del fiume Basento.

Nella Valbasento Ispra si è occupata in particolare della redazione del progetto preliminare degli interventi di “Completamento messa in sicurezza e bonifica acque di falda” e del “Completamento della caratterizzazione e progettazione degli interventi di MISE e di bonifica delle acque superficiali e dei sedimenti dell’asta fluviale del fiume Basento”. Per il primo progetto, approvato nelle Conferenze di Servizi convocate dal Ministero dell’ambiente, sono in corso le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori, mentre per le acque e i sedimenti del Fiume Basento è in corso l’aggiudicazione delle indagini.

I progetti hanno richiesto l’espletamento di molteplici attività che vanno dalla ricerca documentale, alla predisposizione di documenti tecnico-operativi, ai sopralluoghi e supervisione diretta delle attività di campo, al supporto tecnico degli enti locali coinvolti, all’interpretazione dei dati acquisiti e alle successive relazioni progettuali. Queste attività hanno permesso di sviluppare una fruttuosa collaborazione, oltre che con i funzionari della Regione, anche con i colleghi dell’ARPA Basilicata. Il reciproco arricchimento professionale scaturito da questa collaborazione ha trovato un’applicazione immediata nello studio per la determinazione dei valori di fondo di ferro, manganese, solfati e boro nella falda, attualmente in corso.

Lo stato dell’arte dei procedimenti di bonifica nei siti di Gela e Priolo

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Annoverate con la legge 426/98, le aree industriali di Gela e Priolo sono tra i primi 15 Siti di interesse nazionale (SIN). Norme successive (Dm del 16/01/2000 e, nel caso di Priolo, anche Dm del 10.03.2006) ne hanno ulteriormente fissato i perimetri. Entrambi i siti, che comprendono sia aree a terra (795 ha per Gela e 5.815 ha per Priolo) che aree a mare (4.560 ha per Gela e 10.068 ha per Priolo) sono stati sede di una forte industrializzazione a partire dal 1949  a Priolo e dal 1963 in quello di Gela. Continua a leggere Lo stato dell’arte dei procedimenti di bonifica nei siti di Gela e Priolo