In Valbormida una scheda per segnalare gli odori

Nella frazione di un paese al confine fra Liguria e Piemonte, l’apertura di un biodigestore ha scatenato centinaia di segnalazioni per miasmi. Solo saltuariamente, però, sono state trovate irregolarità; in accordo con l’amministrazione comunale di Cairo, è stata realizzata e consegnata a tutti gli abitanti una scheda di monitoraggio, un esempio di collaborazione con la comunità i cui frutti si vedranno nei prossimi mesi.

Siamo a Ferrania, una piccola frazione di Cairo Montenotte, oggigiorno poco meno di mille abitanti. Nel secolo scorso la crescita del territorio, in quella Valbormida cantata da Fenoglio, era collegata alla presenza di industria. Siamo a qualche decina di chilometri dall’Acna, per anni simbolo nazionale di inquinamento; ma in zona si è comunque lavorato con prodotti esplodenti e pellicole fotografiche. Quindi la crisi, il lento ritorno a una situazione ambientalmente più accettabile, e ora una trasformazione del territorio, dove il biodigestore rappresenta l’ultimo arrivato di alcune realtà che provano a rilanciare industrialmente la zona. Come fare per tenere sotto controllo un impianto che, a tratti, è il principale indiziato per la produzione di odori nauseabondi? E come capire, in mezzo a diverse tipologie di emissioni, quale sia davvero la “fonte”? Gli accessi agli impianti, effettuati ripetutamente nel corso di un anno di attività, non hanno permesso di arrivare a una soluzione definitiva: qualche piccola irregolarità è stata individuata, segnalata e messa a posto. Ma periodicamente si ripresentano le puzze.

Il Comune di Cairo ha chiesto il supporto di Arpal per la redazione di una scheda da consegnare a tutti gli abitanti di Ferrania. Ogni volta che si presentano gli odori, verrà preso nota di data, ora, condizioni meteo e punto di osservazione del fenomeno. Raccogliere tutti i dati, correlarli con la situazione meteorologica (che, come per l’inquinamento atmosferico, è uno degli aspetti determinanti), con le produzioni industriali limitrofe e con le partite di rifiuti in arrivo al biodigestore può rappresentare la svolta nella vicenda.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *