Abruzzo: rifiuti spiaggiati e analisi delle microplastiche

Le attività svolte da Arta Abruzzo in attuazione della Strategia marina. nell’articolo le metodologie utilizzate e alcuni dei risultati emersi riguardo ai rifiuti spiaggiati e alle analisi delle microplastiche rilevate in mare.

Valutazioni relative al primo anno di monitoraggio
La direttiva Strategia marina (2008/56/CE), recepita dallo Stato Italiano con il Dlgs 190/2010, istituisce un quadro diretto all’elaborazione di strategie per l’ambiente marino e all’adozione delle misure necessarie a conseguire e mantenere, entro il 2020, un buono stato ambientale delle acque marine (GES).

Ai fini dell’applicazione della Strategia marina, le attività previste per il monitoraggio dei descrittori del GES, sono suddivise in moduli: modulo 4 – Rifiuti spiaggiati e modulo 2 – Analisi microplastiche.

Modulo 4 Rifiuti spiaggiati – Attività Arta Abruzzo
Il modulo 4 – Rifiuti spiaggiati ha come obiettivo quello di minimizzare la quantità di rifiuti immessi nell’ambiente marino. Le attività prevedono una raccolta dati dei rifiuti marini presenti sulle spiagge abruzzesi, con metodologia visual census, relativamente a quantità, trend e possibili fonti. Le informazioni sono utilizzate per mettere a punto misure di riduzione degli input e per testarne l’efficacia in relazione al raggiungimento dell’obiettivo finale.

Per il primo anno di attività sono state monitorate due aree, Scerne di Pineto e Punta Aderci, relativamente alle tipologia di spiaggia relative a foci fluviali ed aree remote / aree protette. Le spiagge sono composte da sabbia e ghiaia ed esposte al mare aperto (senza barriere frangiflutti).

Le spiagge di riferimento sono monitorate due volte (primavera ed autunno). I campionamenti sono stati sinora effettuati a novembre 2015, marzo 2016 e novembre 2016.

I valori superiori al conteggio della media di tutti i rifiuti censiti sono risultati afferenti alle seguenti categorie:

Dal confronto dei dati dell’area di Vasto (area remota) con quelli di Pineto (area di foce fluviale) non sono state riscontrate differenze qualitative e quantitative di rilievo sia tra le tipologie dei rifiuti rinvenuti sia in considerazione dei relativi periodi d’indagine, probabilmente a causa delle correnti marine che effettuano un’efficace azione di trasporto dalla fonte di immissione.

Per alcune categorie di rifiuti si rilevano specifiche differenze riconducibili ad impatti di attività antropiche diverse. Nell’area di Pineto si osservano maggiormente tipologie di rifiuti riconducibili al trasporto fluviale di materiali (IT1, IT11, IT50) presumibilmente abbandonati lungo gli argini; nell’area di Vasto si riscontrano in quantità superiori rispetto a Pineto le tipologie di rifiuti IT7 (imballaggi per alimenti e bevande) e, in particolare, IT16 (articoli per la pesca), verosimilmente derivanti da una più intensa attività di pesca nel tratto di costa dell’area d’indagine.

Considerazioni più significative potranno essere fatte alla fine del periodo di monitoraggio.

Per il 2017 sono state aggiunte due aree d’indagine a Silvi e Ortona, rispettivamente afferenti alle tipologie aree urbanizzate ed aree portuali.

Modulo 2 Analisi microplastiche – Attività Arta Abruzzo
Nel primo anno di applicazione della Direttiva l’Arta Abruzzo ha svolto attività anche sulla ricerca delle micoplastiche in ambiente marino. Si tratta di attività di campionamento e analisi per valutare abbondanza, composizione e distribuzione del microlitter nelle acque marine da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Il microlitter comprende tutto il materiale solido di dimensioni inferiori ai 5 mm, differentemente disperso nell’ambiente. In particolare l’analisi è volta all’identificazione e alla quantificazione della microplastica (come tale non degradabile) presente nel campione.

Per avere un’immagine rappresentativa della costa regionale sono state monitorate due aree, una a Giulianova (TE) in corrispondenza di plume fluviale (insediamento urbano e industriale) e l’altra in corrispondenza del porto di Ortona (CH). Lo studio è stato effettuato a ottobre 2015, marzo 2016 e ottobre 2016.

I risultati dell’indagine hanno evidenziato una media totale delle microparticelle per metro cubo pari a 0,51 nel transetto di Giulianova e 0,19 nel transetto di Ortona. Il valore più alto rilevato a Giulianova è probabilmente riconducibile alla presenza di importanti apporti di acque continentali nel tratto di costa indagata e alla circolazione superficiale delle acque marine.

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