Ambiente e salute: le sinergie da attivare per un percorso condiviso di razionalizzazione dei laboratori

L’esperienza della riorganizzazione dei laboratori di Arpa Toscana, realizzata con la redistribuzione delle competenze tra sanità pubblica e agenzia ambientale, attraverso una cabina di regia a livello regionale.

Fin dal 2008 uno degli obiettivi prioritari di ARPAT è stato quello di razionalizzare la rete dei laboratori di agenzia riducendo il loro numero al fine di garantire:

  • una maggiore efficienza degli investimenti in sedi ed attrezzature
  • una migliore efficienza delle strutture in una scala di economia accorpando le attività di prova
  • una maggiore omogeneità nelle prestazioni analitiche.

Tale processo è risultato un percorso comune per tutte le agenzie che lo hanno intrapreso adottando strategie e modalità differenti in funzione delle proprie realtà e dimensioni.

Per ARPAT si è trattato di ridurre le sedi laboratoristiche da 10 a 3 in concomitanza alla istituzione delle aree vaste (previste in l’agenzia analogamente a quanto effettuato per la sanità) in tempi ristretti e con l’obiettivo di non interrompere o bloccare le attività della agenzia.

La particolarità del modello adottato da ARPAT sta nella sinergia attuata a partire dal 2008 con la Direzione Generale Diritto alla salute e politiche di solidarietà della Regione Toscana che con Delibera GR del 20.10 2008 n. 839 ha approvato il protocollo di intesa tra Regione, ARPAT, IZS, e organizzazioni sindacali ed istituito una cabina di regia composta da rappresentanti dei tre poli laboratoristici (DPGR 47/2009). La cabina di regia ha avuto la funzione di garantire un governo centrale del Sistema Integrato dei Laboratori con compiti di indirizzo, coordinamento, supervisione e monitoraggio del processo di realizzazione del sistema.

Il coinvolgimento di tutte le strutture ed Enti per la condivisione del percorso fortemente voluta dalla Regione Toscana aveva molteplici scopi.

A) Razionalizzare delle competenze e dei flussi di campioni

La razionalizzazione delle competenze e dei flussi di campioni concentrando le strutture di laboratorio per matrice/competenze ha avuto come obiettivo principale quello di ottenere una crescita del livello di specializzazione delle strutture con la costituzione di centri di eccellenza e contemporaneamente ottenere un risparmio complessivo dei costi di gestione. Altri risultati attesi sono stati quelli di

  • perseguire il mantenimento dell’unitarietà del campione;
  • dare un unico riferimento al committente della prestazione analitica
  • identificare la competenza territoriale della struttura di laboratorio in grado di garantire il migliore rapporto tra il numero di campioni analizzati e le particolari esigenze analitiche della matrice in esame
  • assicurare la continuità del servizio per tutte le attività analitiche legate a controlli ufficiali.

Il modello attuato è stato quello di un sistema a rete che permettesse l’uso integrato delle risorse (umane e tecnologiche) a livello di macroarea e regionale e basato su tre differenti aree specialistiche:

  • polo laboratoristico ambientale: ARPAT
  • polo laboratoristico della prevenzione pubblica (acque potabili, alimenti, acque termali e piscine ecc): Sanità Pubblica
  • polo laboratoristico alimenti di origine animale: IZS

B) riequilibrio di risorse umane e rafforzamento delle competenze ambientali

Il trasferimento delle competenze analitiche di carattere sanitario ai laboratori di sanità pubblica ha avuto come scopo anche quello di realizzare a livello regionale un complessivo riequilibrio delle risorse umane e strumentali con il risultato per ARPAT di avere la disponibilità di risorse umane e strumentali da dedicare esclusivamente alle analisi istituzionali di tipo ambientale senza necessità di trasferimento di personale

Come si evince dalla tabella il numero di campioni ambientali è abbastanza costante dal 2013 ad oggi mentre è in aumento il numero di parametri per campione:

Anno

N parametri

campioni

N parametri/campione

2013

481.083

18.633

26

2014

483.422

20.038

24

2015

473.311

21.302

22

2016

582.274

20.782

28

tenendo conto della complessità analitica che in genere è richiesta su matrice ambientale si può sostenere che la “specializzazione” in matrici ambientali ha permesso di mantenere inalterate le performances quantitative e di migliorare le

capacità del laboratorio in termini di flessibilità. Il numero di prova accreditate in campo ambientale è aumentato progressivamente nel tempo

anno

N. prove accreditate

2013

63

2015

78

2017

122

Nel 2015 è stato ottenuto l’accreditamento di campionamento e prove in campo alle emissioni

C) Integrazione ambiente/ salute

Secondo le intenzioni della RT il ruolo e l’importanza della cabina di regia oltre a rispondere alla necessità di razionalizzare le strutture laboratoristiche era anche quello di costituire un punto permanente di integrazione tra le conoscenze tecniche e di interscambio delle informazioni ambiente -salute- sanità animale. La cabina doveva fungere da vero e proprio fulcro di interscambio della “rete dei laboratori” operante nella RT ed avrebbe potuto costituire un momento di scambio e di integrazione tra saperi diversi e di elaborazione di metodologie e di analisi condivise attraverso

  • l’integrazione dei sistemi informativi a partire da quelli della rete dei laboratori, al fine di costituire banche dati comuni;
  • la realizzazione di uno spazio dedicato alla ricerca e sviluppo, finalizzato al miglioramento continuo dell’appropriatezza delle prestazioni auspicando il coinvolgimento pure delle strutture universitarie toscane.
  • formazione e sviluppo di competenze professionali e sociali innovative,

non solo sul versante delle conoscenze ma anche delle capacità di scambio e di integrazione tra saperi diversi.

Purtroppo la Regione pur essendosi dotata di uno strumento così importante non ha saputo mantenere fede agli intenti e la cabila di regia non si è rafforzata su questo aspetto che invece potrebbe costituire l’elemento veramente innovativo e strumento attore della promozione della salute della popolazione

In conclusione, la realizzazione del Sistema integrato dei laboratori in ARPAT attraverso un percorso condiviso con la Sanità , oltre a permettere il raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione e rafforzamento delle competenze analitiche ottimizzando costi ed investimenti ha rappresentato uno dei principali strumenti a supporto della riorganizzazione di ARPAT ed ha costituito una delle concrete attività di integrazione dell’azione regionale per la tematica Ambiente/Salute della Regione Toscana che tuttavia dovrebbe essere implementato e mantenuto rafforzandolo in questo ruolo.

Patrizia Bolletti, Coordinatore tecnico Laboratori Arpa Toscana

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