AMBIENTE URBANO – Azioni e strumenti per la sostenibilità locale

Quanto si sono impegnate le amministrazioni comunali ad adottare strumenti volontari e politiche di mitigazione direttamente connesse alla vita sociale? Il capitolo 10 del rapporto Qualità dell’ambiente urbano pone l’attenzione sullo scambio di buone pratiche e sulla creazione di “reti”, che sono considerate dall’Unione Europea strumenti importanti per l’attuazione della nuova Agenda urbana.

Secondo le modalità di rilevazione del progetto GELSO (GEstione Locale per la SOstenibilità) di Ispra sono state rilevate, per le 31 nuove città inserite nel XII RAU, le attività condotte dalle amministrazioni comunali per il miglioramento della sostenibilità urbana, mentre per gli 85 capoluoghi di provincia presenti nelle precedenti edizioni è stata effettuata una survey di aggiornamento selezionando esclusivamente le buone pratiche più significative. L’analisi svolta ha prodotto la base informativa necessaria alla costruzione dei seguenti indicatori corrispondenti ad alcuni settori di intervento della banca dati GELSO: Strategie partecipate e integrate, Energia, Mobilità, Rifiuti, Territorio e Paesaggio. A questi è stato aggiunto un indicatore riassuntivo che riporta la distribuzione percentuale delle buone pratiche per tutti i settori di intervento della banca dati GELSO.

I nuovi piani urbanistici rispondono alla rinnovata progettualità legislativa cui fa riscontro un quadro pianificatorio molto articolato e sono il risultato del vasto processo di revisione che ha interessato ed interessa la legislazione urbanistica del nostro paese.

Gli indicatori presentati nel capitolo Pianificazione Locale sono scaturiti dal monitoraggio 2016 del Progetto A21L pianificazione locale di ISPRA e rappresentano la risposta delle 116 amministrazioni locali del campione in termini di adozione di strumenti significativi in termini di governance e performance di pianificazione integrata. Fra gli strumenti volontari adottati dai Comuni, il Patto dei sindaci (Covenant of Mayors), oggetto del contributo 10.3, risulta fra i più diffusi. I Comuni italiani aderenti, a settembre 2016, sono 3.160 interessando una popolazione complessiva di 40.220.797 abitanti, pari al 68% del totale nazionale; nel nostro campione di 116 città ben 84 sono quelle aderenti. Voluta dalla Commissione e dal Parlamento europeo nel 2008, l’iniziativa mira al coinvolgimento degli enti locali nella lotta al cambiamento climatico, nello specifico nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Aderendo al Patto dei Sindaci, l’ente locale si impegna volontariamente a ridurre le emissioni del proprio territorio di almeno il 20% entro il 2020 attraverso l’adozione di un Piano d’azione per l’energia sostenibile.

Sulla scia di questo successo nel marzo 2014 la direzione generale Climate Action della Commissione europea ha lanciato l’iniziativa Mayors Adapt, con l’obiettivo di coinvolgere le città nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e, nell’ottobre 2015, le due iniziative si sono fuse nel nuovo Patto dei Sindaci per il clima e l’energia, che ha adottato gli obiettivi EU 2030 e un approccio integrato alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Uno strumento ulteriore di cui si sono avvalse le amministrazioni locali è costituito dalla registrazione ambientale EMAS.  Per quanto concerne il numero di registrazioni, confrontando i dati italiani con quelli degli altri Stati europei, si osserva che in questo settore l’Italia continua ad essere il paese leader per numero di Pubbliche amministrazioni registrate. Tuttavia è da rilevare rispetto all’ultimo triennio un decremento del numero delle registrazioni; in dettaglio la situazione, aggiornata ad agosto 2016, registra 190 autorità locali così suddivise: 169 Comuni, 1 Provincia, 6 Comunità Montane, 14 Enti Parco.

Tra le esperienze EMAS più interessanti si segnala quella del Comune di Mantova con il progetto “siamo dove stiamo” che illustra un diverso modo di concepire la dichiarazione ambientale

I comportamenti virtuosi adottati dalle singole realtà private sono l’oggetto del contributo sull’Ecolabel UE nelle aree urbane che mostra anche quest’anno un trend positivo.

A livello nazionale, al 30 giugno 2016 sono 364 le licenze totali, di cui il 62% circa riguarda i servizi di ricettività turistica ed il primato spetta alla provincia di Trento. La restante percentuale è attribuita a diversi gruppi di prodotti, soprattutto detergenti, tessuto carta, vernici e coperture dure.

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