Ambiente urbano, qualità dell’aria nelle città

Pm10 oltre la norma in molte città italiane, al 10 dicembre 2017 il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane. I dati del Rapporto qualità dell’ambiente urbano di Ispra edizione 2017.

Il capitolo 5 del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano descrive lo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani nel 2016, riportando anche alcuni indicatori relativi al 2017.

La disponibilità in tempo reale dei dati sulle polveri sottili in molte regioni italiane ha consentito di fare un primo bilancio dell’anno in corso. Gran parte dei superamenti dei limiti per le polveri PM10 sono localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103). Situazione ancora più critica per l’ozono: nella stagione estiva, sempre 2017, ben 84 aree urbane vanno oltre l’obiettivo a lungo termine.
Nel 2016 il limite annuale per l’NO2 ( biossido di azoto) è stato superato in 21 aree urbane, mentre va meglio per il PM2,5 (25 μg/m³): solo 7 città superano il limite annuale.

La lenta riduzione dei livelli di PM10 e NO2 in Italia, coerente con quanto osservato in Europa nell’ultimo decennio, è il risultato della riduzione congiunta delle emissioni di particolato primario e dei principali precursori del particolato secondario (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca). L’andamento generalmente decrescente delle emissioni è dovuto principalmente alla forte penetrazione del gas naturale sul territorio nazionale in sostituzione di combustibili come carbone e olio, all’introduzione dei catalizzatori nei veicoli, all’adozione di misure volte al miglioramento dei processi di combustione nella produzione energetica e di tecniche di abbattimento dei fumi. Tuttavia, continuano a verificarsi superamenti del valore limite giornaliero del PM10 in molte aree urbane e, per quanto riguarda l’NO2, del limite annuale, nelle stazioni di monitoraggio collocate in prossimità di importanti arterie stradali.

I valori sono in linea con quanto registrato per il 2016. Il valore limite giornaliero del Pm10 è stato superato in 33 aree urbane; gran parte di queste sono localizzate al Nord, ma anche al Centro-Sud e in Sicilia si registrano superamenti. Il maggior numero di superamenti giornalieri (85) si è avuto a Frosinone. Nel 2016 il valore limite annuale per il biossido di azoto (NO2) è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio di 21 aree urbane, si sono poi registrati più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 38 aree urbane su 91 per le quali erano disponibili dati e il superamento del valore limite annuale per il PM2,5 (25 µg/m³) in 7 aree urbane su 80.

Il valore limite giornaliero del Pm10, nel primo semestre del 2017 è superato in 18 aree urbane mentre in 35 aree urbane è stato registrato un numero di giorni di superamento dei 50µg/m³, tra 10 e 35: si tratta di città dove è alto il rischio che, a fine 2017, il limite giornaliero sarà superato.

Nel paragrafo 5.2 viene proposta l’analisi degli indicatori rilevanti ai fini della valutazione dell’esposizione della popolazione urbana agli inquinanti atmosferici in outdoor.

Secondo criteri adottati a livello UE, per gli indicatori relativi al particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), al biossido di azoto (NO2) e al benzo(a)pirene (BaP) sono utilizzati i valori di concentrazione media annua rilevati in stazioni di fondo urbano o in stazioni ritenute comunque rappresentative dei livelli medi di esposizione della popolazione. Emerge chiaramente la notevole distanza dagli obiettivi dell’OMS: l’82% della popolazione nei comuni considerati risulta infatti esposto a livelli medi annuali superiori al valore guida per il PM10 (20 µg/m³), il 79% a quello del PM2,5 (10 µg/m³), il 32% a quello dell’NO2. Non sorprende dunque il fatto che nelle stime recentemente elaborate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente l’Italia figuri tra le nazioni con gli indici di rischio sanitario più elevati.

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