Annuario 2016 – Inquinamento atmosferico a livello di guardia per particolato, ozono e biossido di azoto

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Significativi segnali di miglioramento si registrano per la qualità dell’aria in Europa e in Italia, anche se risultano ancora insufficienti e la situazione permane critica per il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico, che continuano a far registrare livelli elevati oltre gli standard normativi in aree molto vaste.

Questi sono alcuni dei dati riportati nella nuova edizione dell’Annuario dei dati ambientali 2016 dell’Ispra. E’ possibile consultare il capitolo completo dedicato all’atmosfera.

Nel 2014 il valore limite annuale del PM10 (40 μg/m3, come media annuale) è stato rispettato nella quasi totalità delle stazioni (soltanto 3 stazioni su 388 sono in superamento). Considerando l’analogo valore di riferimento dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms), pari a 20 μg/m3, il 70% delle stazioni di monitoraggio è risultato in superamento. Rispetto al valore limite giornaliero (50 μg/m3, da non superare più di 35 volte in un anno civile) le stazioni in cui si registrano superamenti sono pari al 29%, la percentuale sale all’88%, se si considera il valore di riferimento raccomandato dall’Oms per gli effetti a breve termine sulla salute umana che prevede il superamento dei 50 μg/m3 giornalieri solo 3 volte in un anno. Nel 2014 anche in gran parte dell’Europa i valori limite del PM10 sono superati.

Per il PM2,5, nella quasi totalità delle stazioni (166 su 170) il valore limite di 25 μg/m3 è rispettato. Viceversa, il valore di riferimento dell’Oms, pari a 10 μg/m3, è superato nella quasi totalità delle stazioni (159 su 170). Come per il PM10, anche per il PM2,5 in Europa sono presenti superamenti; oltre che in Italia sono localizzati in Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia

Per l’ozono, l’obiettivo a lungo a termine (OLT) per la protezione della salute umana è stato superato nella gran parte delle stazioni di monitoraggio, solo il 6% (17 su un totale di 288) delle stazioni di monitoraggio è risultato conforme all’OLT. In Europa, i livelli più elevati di ozono si registrano nei paesi mediterranei; nel 2014 solo nel 14% delle stazioni non sono stati registrati superamenti dell’OLT.

Per il biossido di azoto, il valore limite orario (200 μg/m3 orari da non superare più di 18 volte in un anno civile) è rispettato nella totalità delle stazioni di monitoraggio (un sola stazione è in superamento) e solo 19 stazioni (4%) superano il valore di riferimento dell’OMS che non prevede alcun superamento dei 200 μg/m3. Il valore limite annuale per la protezione della salute umana e il valore di riferimento dell’Oms, entrambi pari a 40 μg/m3, sono stati superati nel 10% delle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale. La quasi totalità dei superamenti è stata registrata in stazioni orientate al traffico localizzate in medie e grandi aree urbane. In Europa nel 2014 sono presenti superamenti del valore limite annuale del biossido di azoto in 27 dei 28 Stati membri e il 94% dei superamenti è stato registrato in stazioni di traffico.

Dall’analisi delle proiezioni delle emissioni nazionali di gas serra al 2030, considerando sia lo scenario basato sull’adozione di misure addizionali sia lo scenario a politiche correnti, le  emissioni di gas serra totali (a esclusione del LULUCF) stimate per il 2020, si riducono rispettivamente del 23,8% e del 26,6%, rispetto al 2005.

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