Annuario 2016 – Mare e coste, il 90% delle acque di balneazione è classificato come eccellente

mare

Negli ultimi decenni i litorali italiani presentano significative evoluzioni geomorfologiche, sia per i processi naturali sia per l’intervento dell’uomo: dal 1950 al 1999, il 46% delle coste basse ha subìto modifiche superiori a 25 metri; nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007, il 37% dei litorali ha subìto variazioni superiori a 5 metri e i tratti di costa in erosione (895 km) sono ancora superiori a quelli in progradazione (849 km).

Questi sono alcuni dei dati riportati nella nuova edizione dell’Annuario dei dati ambientali 2016 dell’Ispra. E’ possibile consultare il capitolo completo dedicato all’idrosfera.

Nonostante i numerosi interventi di conservazione e ripristino dei litorali, le spiagge italiane hanno perso, tra il 1999 e il 2007, 16 km2 a fronte di 15,2 km2 di aree in progradazione. Inoltre, la loro superficie è diminuita di ulteriori 600.000 m2.

Lo stato qualitativo delle acque costiere di balneazione, in relazione ai fattori di contaminazione fecale e, quindi, igienico-sanitari, nel quadriennio di monitoraggio 2011-2014, ricade per il 90,0% in classe eccellente, 4,8% buona, 1,8% sufficiente e 2,2% scarsa. Per circa l’1,2%, invece, non è stato possibile effettuare la classificazione, per motivi riconducibili nella maggior parte dei casi a irregolarità nelle frequenze di monitoraggio. Il dato italiano, quindi, supera la media europea (85,5%).

Nel 2015, l’Ostreopsis cf. ovata è stata riscontrata in 10 regioni costiere, mentre è sempre assente in tutti i campioni prelevati lungo le coste dell’Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto.

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