Annuario 2016 – Pollini, grande variabilità locale dell’indice

pollini

L’indice pollinico allergenico, che si ottiene dalla somma annuale delle concentrazioni polliniche giornaliere delle principali e più diffuse famiglie allergizzanti presenti in Italia, consente di valutare la carica allergenica pollinica di una determinata località, confrontarla con quella di altre e studiarne la variazione nello spazio e nel tempo.

Questi sono alcuni dei dati riportati nella nuova edizione dell’Annuario dei dati ambientali 2016 dell’Ispra. E’ possibile consultare il capitolo completo dedicato ad ambiente benessere.

Tali indicazioni contribuiscono alla valutazione di rischio sanitario legato alle allergie e consentono una prima verifica di determinate azioni di mitigazione eventualmente messe in campo dalle autorità competenti.

Dal confronto dei dati del 2015 con quelli degli anni precedenti si conferma una certa variabilità dell’indicatore che localmente può essere molto accentuata.


Queste variazioni sono da imputarsi principalmente alle condizioni meteo registrate nell’anno, tali da favorire o deprimere la presenza di pollini aerodispersi. Ciò è vero specialmente quando vengono influenzate le famiglie delle Cupressaceae/Taxaceae, le Urticaceae e le Graminaceae responsabili di gran parte dei pollini monitorati. Anche in presenza di questa spiccata variabilità stagionale i valori dell’indice pollinico allergenico confermano che le località caratterizzate da maggiore o minore presenza di pollini aerodispersi restano sostanzialmente sempre le stesse.

La famiglia delle Cupressaceae-Taxaceae, in particolare, è presente su tutto il territorio nazionale (specialmente al Centro). I cipressi sono alberi molto belli, hanno ottime caratteristiche ornamentali e funzionali e, proprio per questo, il loro impiego nel verde urbano è molto diffuso. Si tratta però di piante che producono grandi quantità di polline molto allergizzante e il cui impiego andrebbe, invece, fortemente ridimensionato a favore di specie con caratteristiche di bellezza e funzionalità altrettanto valide ma non così problematiche per la salute umana.

Il monitoraggio aerobiologico viene effettuato in gran parte dei Paesi europei. Sono infatti 35 gli stati le cui reti di monitoraggio aderiscono alla EAN – European Aeroallergen Network. Questa diffusione ha comportato la necessità di standardizzare tale attività e si è arrivati così, lo scorso anno, al documento tecnico UNI CEN/TS 16868:2015 che definisce, a livello europeo, il metodo di riferimento con cui eseguire il monitoraggio aerobiologico.

Per quanto riguarda i pollini aerodispersi nel nostro paese, la particolarità italiana risiede nell’elevata biodiversità testimoniata dalla presenza di un gran numero di specie vegetali con pollini allergenici che fioriscono in periodi anche molto diversi. Ciò comporta una maggiore complessità nel monitoraggio e un impegno che si estende per gran parte dell’anno solare.

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