Annuario 2016 – Sostanze chimiche: UE secondo produttore mondiale, in Italia pesticidi oltre i limiti

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Si stima che sul mercato europeo siano presenti circa 100.000 sostanze chimici, mentre l’Ue si conferma il secondo produttore mondiale dopo la Cina. Le imprese attive in Italia sono 2.740 e occupano circa 109.000 addetti, ma l’uso dei prodotti chimici interessa tutti i settori produttivi.

Sono questi alcuni dei dati riportati nella nuova edizione dell’Annuario dei dati ambientali 2016 dell’Ispra. E’ possibile consultare il capitolo completo dedicato agli agenti chimici.

Grazie al Regolamento REACH, emanato dall’Unione europea per istituire un sistema integrato di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, oggi il livello di sicurezza nella gestione delle sostanze si può dire elevato. Prima dell’entrata in vigore del Regolamento, infatti, erano state adottate in media circa due restrizioni all’anno. Alla fine del 2015 il numero delle proposte di restrizione per le sostanze che presentano rischi inaccettabili in determinate condizioni di uso era pari a 30. Con il processo di autorizzazione, infine, sono state individuate circa 180 sostanze “estremamente preoccupanti”, incanalate in un percorso di sostituzione con alternative più sicure.

I pesticidi sono soggetti a una regolamentazione mirata in quanto pericolosi per definizione. I livelli di contaminazione, riferiti ai limiti ambientali definiti dalla normativa vigente, confermano uno stato di contaminazione già segnalato negli anni precedenti, con consistenti superamenti dei limiti soprattutto nelle acque
superficiali. In queste, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: glifosate e il suo metabolita Ampa (acido aminometilfosfonico), metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, erbutilazina e il suo principale metabolita, desetilterbutilazina.
Nelle acque sotterranee, 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale.

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