Appalti verdi obbligatori: italiani pionieri nella sostenibilità ambientale

La Commissione Europea si sta dotando degli strumenti per incrementare la sostenibilità degli acquisti pubblici di beni, servizi e lavori, intervenendo in un settore che vale il 14% circa del proprio Pil. L’Italia è in posizione di avanguardia, avendo introdotto l’obbligo di acquistare verde, e anche la Lombardia contribuisce con importanti iniziative.

L’Europa vanta un lungo percorso nel campo della sostenibilità, declinata nelle tre priorità della strategia “Europa 2020”: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L’Unione si è da tempo dotata di un robusto corpus normativo in campo ambientale e l’ha affiancato con alcuni strumenti per valorizzare le buone pratiche messe in campo volontariamente dagli stakeholders. Le certificazioni permettono ai soggetti più proattivi di dimostrare pubblicamente il proprio impegno ambientale e, in questi anni, la Commissione europea sta definendo le strategie per incentivare la proattività, promuovendo l’acquisto di beni meno impattanti e l’acquisizione di servizi e lavori dagli operatori più sostenibili.
Il settore muove capitali pari al 14% circa del PIL europeo, pertanto, gli appalti verdi (Green Public Procurement – GPP) sono un’importante leva, che si affianca alle risorse economiche messe a disposizione con i Programmi a Gestione Diretta (PGD) e di Cooperazione Territoriale (CTE).

L’Italia è in posizione di avanguardia, avendo introdotto per la PA l’obbligo di acquistare verde al 100% con l’ausilio di un pacchetto di Decreti contenenti i Criteri Ambientali Minimi (CAM).

La Lombardia vanta un’importante azione pionieristica legata ai progetti europei della Provincia di Cremona (quali il Life+ GPPnet), alle prime fiere di settore (da cui è stata sviluppata l’iniziativa internazionale del Forum Compraverde-buygreen) e a iniziative istituzionali con importanti risvolti tecnici, tra cui si ricordano:

  • Accordo GPP tra Regione, Unioncamere e Centrale acquisti (Dgr VIII/1031/2009) e relativi allegati tecnici su ICT, trasporti, eventi pubblici e servizi di riscaldamento/raffrescamento degli edifici pubblici.
  • Pubblicazione di Regione Lombardia “Gli acquisti verdi delle Pubbliche Amministrazioni in Lombardia – Monitoraggio 2008”.
  • Progetto “SAMBAR ” con ARPA Lombardia per formazione su sostenibilità della filiera alimentare in istituti alberghieri.
  • Deliberazione del Consiglio Regionale n. X/1051 del 3/5/2016  “Mozione concernente le iniziative per gli appalti pubblici verdi e la promozione delle imprese lombarde eco-sostenibili, anche a seguito dell’approvazione del nuovo codice appalti (D.lgs 50/2016)”.

Quest’ultima, in particolare, prevede che la Giunta metta in campo azioni e risorse economiche per favorire sia la piena applicazione delle nuove disposizioni sugli acquisti verdi sia, attraverso iniziative proprie, l’informazione capillare di imprese e stazioni appaltanti e la formazione tecnica necessaria per consentire ai lombardi di adempiere alle nuove disposizioni senza incorrere in errori macroscopici o infrazioni alla normativa vigente.

Anche il Snpa ha affrontato il tema, con l’obiettivo di sondare il livello di applicazione delle nuove previsioni normative nelle Agenzie e l’endorsement fornito dall’alta dirigenza alla tematica, e ha ritenuto opportuno elaborare apposite Linee Guida Green Public Procurement (GPP), poi approvate nel 2016 con l’auspicio che tutte le Agenzie ne facessero propri i contenuti.

Le linee guida analizzano l’evoluzione della normativa e propongono un modello gestionale per articolare l’organizzazione interna in modo tale da fornire un appropriato riscontro sia sul piano dei contenuti tecnici, sia su quello degli adempimenti amministrativi. È ritenuto opportuno adottare una Politica degli Acquisti Verdi che espliciti non solo l’impegno dell’Ente, ma anche la struttura responsabile della sua attuazione, che include i responsabili dei centri d’acquisto, un referente tecnico e un referente amministrativo. Il Sistema prevede, per ognuna delle Arpa/Appa, la creazione di uno specifico Gruppo di lavoro, un programma d’azione ed un periodico monitoraggio dei risultati, anche con finalità di comunicazione verso l’esterno.

E’ inoltre in via di sottoscrizione un Accordo quadro tra il MATTM e la Conferenza delle Regioni, per finanziare programmi di diffusione e formazione sugli appalti verdi con risorse del PON Governance 2014 – 2020. Nel breve periodo l’accordo dovrebbe prendere avvio e assegnare un ruolo alle singole Agenzie nel garantire maggiore uniformità nei livelli di esperienza e competenza nel campo degli acquisti sostenibili a livello locale, nonché nel contribuire all’acquisizione di maggiori risorse economiche da programmi europei e nazionali.

Va ricordata anche l’iniziativa di AssoArpa che, nell’ambito dell’Area F – Green Economy, ha realizzato attività per promuovere un’azione omogenea e coordinata delle Agenzie ambientali nell’adozione di buone pratiche sugli strumenti della Green Economy e la loro diffusione sul territorio. In particolare, il Gruppo di lavoro “Promozione e sviluppo degli strumenti della Green Economy” ha mappato le tipologie più significative di affidamenti caratteristici e, in taluni casi, esclusivi delle Agenzie, quali:

  • servizi di Manutenzione reti di monitoraggio, gestione rifiuti speciali, trasporto campioni, lavaggio vetreria, manutenzione attrezzature da laboratorio, lavanolo;
  • forniture di beni quali reagenti, prodotti chimici e biologici, gas tecnici, vetreria, apparecchiature laboratorio.

L’attività è partita da una raccolta di buone pratiche agenziali per le tipologie di affidamento individuate (es. sostenibilità di tessuti e detersivi per il servizio lavanolo, veicoli a basso impatto ambientale per il servizio di manutenzione reti di monitoraggio, registrazione EMAS/ISO14000 per gli operatori dei rifiuti). In seconda battuta, è stato eseguito un approfondimento sugli acquisti per i quali non sono disponibili specifici CAM (come nel caso degli imballaggi e del servizio di manutenzione della rete di monitoraggio qualità dell’aria).
Inoltre, vista la rilevanza delle problematiche legate all’inquinamento atmosferico, si è deciso di avviare una riflessione per individuare quali criteri premianti fossero più opportuni nell’ambito dell’acquisizione ei beni e servizi per i trasporti.

Dal tavolo è infine emersa l’esigenza di approfondire gli elementi tecnici alla base di possibili criteri ambientali nei tre campi approfonditi e di affrontare il tema dei costi ambientali lungo il ciclo di vita (LCC), nell’ottica di supportare l’introduzione obbligatoria del GPP con valutazioni tecniche circa la sua sostenibilità anche sul piano economico.

a cura di Massimo Mauri

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