Arpa Calabria e il Piano Triennale di Azioni Positive

Secondo la Direttiva 23 maggio 2007 dei Ministri per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione e per i Diritti e le Pari Opportunità “Le amministrazioni pubbliche debbono svolgere un ruolo propositivo e propulsivo ai fini della promozione ed attuazione concreta del principio delle pari opportunità e della valorizzazione delle differenze nelle politiche del personale, attraverso la rimozione di forme esplicite ed implicite di discriminazione, l’individuazione e la valorizzazione delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Per svolgere questo ruolo le Amministrazioni sono chiamate ad orientare le politiche di gestione delle risorse umane e l’organizzazione del lavoro secondo alcune linee di azione delineate dalla citata Direttiva, nonché dal Decreto Legislativo 27 ottobre 2009 n. 150, che ha previsto, tra l’altro, l’inserimento di specifici obiettivi in materia di parità e pari opportunità nella programmazione delle Amministrazioni Pubbliche.

Uno degli strumenti previsti dalla Direttiva per promuovere le pari opportunità è il Piano Triennale di Azioni Positive, già previsto – quale adempimento tendente ad assicurare la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro – dall’art. 48 del D.Lgs. n. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità fra uomo e donna”).

E’ in tale cornice normativa che va, quindi, letta la previsione contenuta nella Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2011 (Linee guida sulle modalità di funzionamento dei “Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”), che, nell’elencare a titolo esemplificativo i compiti propositivi esercitati dai Comitati Unici di Garanzia, menziona al primo posto la predisposizione di piani di azioni positive, per favorire l’uguaglianza sostanziale sul lavoro tra uomini e donne.

Tale Piano si configura, pertanto, ed è stato inteso in Arpa Calabria quale vero e proprio piano strategico di parità diretto a realizzare progetti mirati al superamento delle disparità di genere tra le lavoratrici ed i lavoratori e delle eventuali disuguaglianze di fatto che ostacolano la piena partecipazione e realizzazione di donne e uomini nei luoghi di lavoro, nonché a favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, la diffusione di una corretta informazione sui diritti delle/dei lavoratrici/lavoratori e la salvaguardia della dignità personale.

Al riguardo è bene precisare che, secondo la vigente normativa, i piani di azioni positive si collocano tra gli atti di competenza degli Organi di vertice delle singole amministrazioni pubbliche, mentre spetta ai dirigenti il compito di adottare gli atti ed i provvedimenti attuativi dei Piani.

Al Comitato Unico di Garanzia è demandato invece di predisporre e proporre all’amministrazione l’adozione del Piano, nonché di svolgere,  nel corso del suo triennio di validità, i compiti di verifica sui risultati delle azioni positive individuate, e di selezionare e dettagliare, eventualmente nell’ambito della Relazione annuale, sempre in adempimento dei propri compiti propositivi e tenendo conto delle azioni realizzate e delle ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori, le azioni da sviluppare nell’anno di programmazione.

E’evidente l’importanza e la delicatezza di tale funzione, diretta ad evitare che i Piani in argomento restino vuoti adempimenti formali non sorretti da concrete azioni di attuazione e sviluppo.

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