Arpa Calabria, nella Villa Comunale la biodiversità diventa cultura

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Ha 120 anni e, come uno scrigno con i suoi tesori, ospita alberi secolari e monumentali, specie provenienti da tutti i continenti nonché specie autoctone del Mediterraneo; e, particolare da non sottovalutare, ha resistito al tragico terremoto del 1908 che colpì tutta l’area dello stretto di Reggio Calabria e Messina. Si tratta della Villa Comunale “Umberto I” di Reggio Calabria che, inaugurato ufficialmente nel 1896 come Osservatorio Metereologico e Geodinamico, tuttora, dopo un’opera di riqualificazione, rappresenta in Calabria una delle più importanti strutture pubbliche dedicate alla tutela e valorizzazione della biodiversità.

L’Arpacal, attraverso il dipartimento provinciale di Reggio Calabria e il Servizio di Educazione orientata alla sostenibilità, da diversi anni lavora con le istituzioni del territorio per migliorare la fruibilità ed il patrimonio di conoscenze contenute nella Villa Comunale “Umberto I”.  Il progetto proposto dall’Arpacal si inserisce, infatti, in un piano più ampio, quale appunto quello dell’Istituzione di una Rete dei Giardini della Biodiversità nella Regione Calabria. In particolare l’idea di istituire un “Giardino della Biodiversità”  presso la Villa Comunale Umberto I di Reggio Calabria è nata nel 2012 dall’accordo di Arpacal con il Comune di Reggio Calabria e il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Dal canto suo, l’Arpacal ha provveduto, attraverso il paziente lavoro delle biologhe Elisa Pellegrini ed Emanuela Caloiero, al censimento, catalogazione e classificazione delle varietà arboree presenti all’interno della Villa ed alla redazione di schede botaniche – validate dal Dipartimento di Agraria dell’Università reggina – distribuite all’interno del parco, in cui sono descritte le specie più rappresentative presenti, con tanto di QRcode per facilitare l’informazione anche per i visitatori stranieri nelle lingue più diffuse.

Oggi la Villa Comunale, quindi, è diventata laboratorio permanente di educazione ambientale, in cui scolaresche ed associazioni del territorio, accompagnate dai tecnici Arpacal, conoscono le caratteristiche botaniche di alcune specie di alberi secolari provenienti da diverse latitudini del mondo, di cui alcuni in via d’estinzione nei paesi di origine, che fortunatamente ben si sono adattate al clima mediterraneo.

Una sfida ambiziosa, quella di Arpacal, ma tutta da giocare: la biodiversità spiegata ai cittadini non solo per difendere il patrimonio naturale posseduto, ma anche per promuovere comportamenti più sostenibili per questa e le generazioni future.

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