Arpa Campania, revisione del Piano annuale attività

L’Arpa Campania ha aggiornato il Piano annuale delle attività 2017 per adeguarlo alla legge 132. Sorvino: «risorse insufficienti, valutare di finanziare agenzie con gettito sanzioni della legge 68/2015».

Prosegue l’impegno della gestione commissariale per adeguare l’Arpac a uno scenario, quello del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che è in rapida evoluzione. Di recente si è reso necessario un aggiornamento del Piano annuale delle attività, un documento di programmazione fondamentale che definisce obiettivi e linee operative di ciascuna struttura dell’Agenzia. Con deliberazione del Commissario n. 296 dello scorso 5 settembre è stato dunque approvato nuovamente il PAA 2017, dopo la prima approvazione avvenuta con deliberazione n. 151 del 25 maggio.

La revisione del Piano annuale delle attività risponde a diverse esigenze: tra queste, introdurre gli indirizzi della nuova gestione commissariale, avviata solo nello scorso marzo. Soprattutto, si è tenuto conto delle nuove norme, introdotte sia nell’ordinamento statale che in quello regionale, che incidono sul funzionamento delle agenzie ambientali. In particolare, la legge n. 132/2016, entrata in vigore a inizio 2017, ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, di cui l’Arpac è parte. Del resto la legge regionale n. 38/2016 ha modificato alcuni punti della legge istitutiva dell’Agenzia, nell’intento di recepire, per l’appunto, la riforma approvata dal Parlamento.

Potrebbe trattarsi di un passaggio epocale per i controlli ambientali in Italia: tuttavia, il nodo irrisolto è il finanziamento del Sistema nazionale, vincolato alla discutibile clausola di invarianza finanziaria (articolo 17 della legge n.132/16). Una clausola irrealistica, in quanto l’esercizio delle funzioni istituzionali viene previsto nell’ambito delle risorse disponibili, «a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» (articolo 15, comma 1, legge n. 132/2016).

Eppure l’effettivo potenziamento del Sistema, e la stessa erogazione dei Lepta, i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, non risultano realizzabili senza l’adeguata disponibilità di risorse finanziarie, umane e strumentali destinate allo scopo.

L’insufficienza delle risorse umane è nei numeri. Sono attualmente 560 i dipendenti Arpac (85 dirigenti e 475 operatori del comparto), un numero sensibilmente inferiore alle agenzie di regioni del Centro-Nord confrontabili con la Campania per consistenza demografica e situazione ambientale. In particolare, il personale tecnico dei dipartimenti provinciali è sottodimensionato e di età media troppo elevata, soprattutto a Napoli e Caserta, territori dove siamo molto impegnati a supporto delle Autorità giudiziarie.
La carenza di personale risalta d’altronde a fronte dei compiti straordinari attribuiti all’Agenzia: tra questi, i controlli e i monitoraggi scaturiti dalla legge n. 6 del 2014 (la cosiddetta legge sulla Terra dei fuochi), le competenze in merito alle bonifiche di siti importanti come Bagnoli-Coroglio e Napoli Est, il supporto all’Osservatorio regionale sui rifiuti e alla Struttura di missione per lo smaltimento dei rifiuti stoccati in balle. L’inadeguatezza del personale sarebbe ancora più evidente se venisse attuato uno dei punti della legge 132, cioè l’attribuzione di funzioni di polizia giudiziaria al personale ispettivo dell’Agenzia. 

Il tema più importante, pertanto, a livello generale, è quello del reperimento di ulteriori risorse umane e strumentali, auspicabile con un allentamento dei vincoli sul turn over, sui limiti delle assunzioni e sugli acquisti di beni e servizi.
Punto dirimente è l’assegnazione di risorse finanziarie, storicamente inadeguate per l’agenzia ambientale campana. Nel 2016, con deliberazione n. 791, la Giunta regionale ha incrementato i trasferimenti all’Arpac, portandoli dallo 0,47% allo 0,53% del Fondo sanitario regionale. Si potrebbero ipotizzare, inoltre, nuove fonti di finanziamento autonomo derivanti, ad esempio, dal gettito proveniente dalle sanzioni ambientali previste dalla recente legge n. 68/2015 sugli “ecoreati”, che ha individuato anche le Agenzie tra i soggetti protagonisti dei procedimenti prescrittivi e asseverativi.

Un profilo di notevole peculiarità e delicatezza, strettamente associato alla gestione dell’Agenzia, è quello della posizione della società partecipata in house Arpac Multiservizi – a suo tempo affidata dalla Regione e recuperata con piano di risanamento – in ordine alla problematica finanziaria ed in relazione alle prospettive configurate dall’art. 3 della legge regionale n. 38 del 2016 ed alle regole del testo unico sulle partecipate n. 175 del 2016. Si ipotizza tra l’altro la costituzione di un polo ambientale regionale, al fine di contenere e razionalizzare la spesa pubblica relativa alle società partecipate, garantendo la continuità operativa e funzionale delle attività, la solidità economica e patrimoniale, il rafforzamento ed efficientamento con la contestuale e preminente salvaguardia dei livelli occupazionali.

Altre questioni aperte derivano dal quadro normativo, in fase di transizione. La legge istitutiva dell’Agenzia, la legge regionale n. 10 del 98, necessita di modifiche organiche e sostanziali finalizzate all’adeguamento normativo alla legge n. 132.
Dal punto di vista della produzione amministrativa, poi, la nuova gestione commissariale si è fatta carico di un intenso lavoro, con l’adozione di oltre 150 delibere e disposizioni nei primi cento giorni di attività. Tra l’altro, è stata ridefinita la fonte organizzativa interna dell’Agenzia, dove vi era assoluta incertezza dovuta ad un’anomala sovrapposizione tra il regolamento originario del 2000 e quello approvato nel 2012 e la contraddittoria coesistenza di strutture e discipline organizzative. L’attuale gestione ha adottato una delibera ricognitiva, in base alla quale è vigente il regolamento più aggiornato adottato nel 2012, piuttosto che quello ormai obsoleto del 2000 – che era stato fatto rivivere per motivazioni contingenti.
Contestualmente è stato insediato un gruppo di lavoro interno, al fine di predisporre un duraturo adeguamento del regolamento organizzativo dell’Agenzia.

Luigi Stefano Sorvino – Commissario straordinario Arpa Campania – segreteria@arpacampania.it

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