Arpa Lombardia e la realizzazione delle instrastrutture strategiche regionali

Sono diverse le infrastrutture strategiche regionali, sia di tipo autostradale che ferroviario, in corso d’opera in Lombardia, per le quali Arpa svolge un’attività di controllo ambientale e di supporto dell’Autorità competente o dell’Osservatorio ambientale.

Con l’emanazione dalla “Legge Obiettivo” 443/2001 è stato avviato il percorso normativo (cui poi si è dato seguito con il D.Lgs.163/06 e il D.Lgs.50/2016) per la realizzazione di numerose opere di rilevanza strategica finalizzate allo sviluppo e alla modernizzazione del Paese, considerati per tale ragione di interesse prioritario, denominate Grandi Opere.

In territorio lombardo tra le infrastrutture strategiche regionali, approvate in conformità a questa legge, rientrano le autostrade Bre.Be.Mi, Pedemontana e TEM, le opere di adeguamento della A4 e di accessibilità della Valtellina, le linee ferroviarie ad Alta Velocità (TAV) lungo l’asse est-ovest (Torino-Verona) e nord-sud (Milano-Bologna).

Nelle varie fasi di costruzione delle nuove infrastrutture il controllo ambientale costituisce un’attività di particolare importanza. A tal fine è prevista la predisposizione e messa in atto di un Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) a carico del soggetto che realizza l’opera, mentre agli Osservatori Ambientali, istituiti dalle autorità competenti ministeriali o regionali per le opere di maggior rilevanza, spetta il compito fondamentale di “audit pubblico”, ovvero di garantire la puntuale sorveglianza e la costante informazione della popolazione in merito alla tutela dell’ambiente, dall’avvio del cantiere al primo esercizio dell’infrastruttura.

In tale contesto, ARPA interviene, a supporto dell’Autorità competente o dell’Osservatorio Ambientale istituito, nelle fasi di verifica della corretta predisposizione ed esecuzione dei PMA, di controllo di ottemperanza alle prescrizioni/condizioni ambientali in sede di attuazione del progetto e post operam, nella valutazione o verifica delle modalità di gestione di eventuali criticità ambientali che dovessero presentarsi durante la realizzazione dell’opera, nella valutazione dei risultati del monitoraggio predisposti dal proponente, resi poi disponibili al pubblico.

Tra i più recenti Osservatori istituiti si vuole citare, a titolo di esempio, l’Osservatorio Ambientale per l’allestimento del sito Expo 2015, cui si è dedicata particolare attenzione sia per l’importanza dell’evento sia per l’eccezionale molteplicità di temi ambientali coinvolti, che ha richiesto che l’Osservatorio venisse strutturato su sottogruppi dedicati alle diverse tematiche coinvolte (compensazioni, salute pubblica, cantieristica, ecc.).

In questo caso, ARPA ha partecipato ai lavori in qualità di organizzatore del Sottogruppo Monitoraggio Ambientale (SMOA) agendo da capofila nella raccolta di tutti i contributi derivanti dai vari partecipanti al sottogruppo e partecipando attivamente alle attività di monitoraggio ambientale del sito.

Per la Piastra Expo è stato predisposto un PMA specifico per ciascuna fase di sviluppo del sito: ante operam, cantiere, fase evento, dismantling (tuttora in corso). In tutte queste fasi, il sottogruppo ha valutato i PMA proposti e successivamente gli esiti del monitoraggio ambientale messo in atto da Expo su tutte le matrici ambientali potenzialmente coinvolte, al fine di limitare eventuali ricadute ambientali connesse a un evento di tale rilevanza e unicità.

Vista l’importanza, l’utilità e i riscontri positivi di popolazione e amministrazioni su questa e analoghe attività di ARPA sulle Grandi Opere, assumono ora particolare rilievo i protocolli di intesa che saranno sottoscritti con le autorità competenti, in virtù di quanto previsto dagli artt. 8 e 28 del D.Lgs 152/06, così come modificato dal D.Lgs 104/2017, ovvero la declinazione a livello regionale e locale di tali indicazioni normative.

A cura di Adriano Cati

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