Arpa Toscana e Università di Pisa: accordi con i Dipartimenti di Fisica, Chimica e Biologia

Le coonvenzioni quadro sottoscritte sono finalizzate a favorire la nascita di attività di collaborazione nel campo della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, con riferimento a tutti gli aspetti fisici, chimici e biologici connessi con la protezione dell’ambiente e la conservazione delle sue componenti specifiche.

Recentemente Arpa Toscana ha avviato un importante percorso di collaborazione con lo storico Ateneo di Pisa, attraverso la stipula di tre convenzioni quadro con i Dipartimenti di Fisica, Chimica e Biologia.

ARPAT, infatti, secondo quanto prevede la Legge Regionale n.30/2009 che la disciplina, collabora con altri enti pubblici ed istituzioni, anche “per la partecipazione all’attività di ricerca applicata, finalizzata in particolare al miglioramento della conoscenza sull’ambiente ed al miglioramento dell’efficienza dei processi di tutela.” In definitiva, quindi la normativa regionale ha anticipato quanto ora previsto dalla legge n.132/2016 (art. 3 c. 2) che ha istituito il SNPA, e cioè il fatto che Ispra e le agenzie “partecipano e realizzano attività di ricerca e sperimentazione scientifica e tecnica”.

Con le convenzioni l’Agenzia ed i Dipartimenti universitari hanno “instaurato una collaborazione continuativa, finalizzata all’individuazione ed allo svolgimento di iniziative congiunte nel settore della ricerca, dell’innovazione e della formazione nel campo della protezione dell’ambiente e della conservazione delle sue componenti specifiche.”

Per attuare le iniziative di volta in volta emergenti, potranno essere stipulati contratti su specifici progetti di ricerca applicata in cui siano chiaramente
indicati i compiti di ciascuna delle parti e le modalità di attuazione.

Ed un primo progetto di ricerca è già stato avviato, con il Dipartimento di Fisica, al fine di collaborare nella sperimentazione del modello Common Noise Assessment Methods in Europe (CNOSSOS-EU) previsto dalla Direttiva Europea 2015/996/UE, individuato dalla Commissione Europea come di riferimento per il rumore prodotto dalle infrastrutture stradali.

La collaborazione in particolare è rivolta ad applicare questo modello sperimentalmente alla realtà italiana ed in particolare regionale, attraverso verifiche in campo, elaborazione dati, confronto tra i risultati della previsione modellistica e i dati sperimentali. Tutto ciò nell’ambito della modellizzazione dell’impatto acustico delle strade regionali ai fini della trasmissione alla Commissione Europea della relativa mappatura acustica e dei dati previsti dalla direttiva 49/2002/CE.

Tale iniziativa ha già portato alla selezione ed entrata in servizio di un
giovane assegnista di ricerca che svolge la sua attività nell’ambito dei
due Enti collaborando da un lato alla ralizzazione di specifiche e mirate
campagne di misura e dall’altroalla modellizzazione numerica dei risultati
per la messa a punto di una specifica banda dati delle emissioni sonori
necessaria all’implementazione del modello standardizzato europeo CNOSSOS. Analoghe iniziative sono in corso a livello europeo in vari paesi.

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