Arpal vigila sul Mare Ligure, fra i più controllati d’Italia

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372 punti di controllo sulla balneazione, immediatamente segnalati sul sito di Arpal, 92% di spiagge eccellenti, 25 bandiere blu, controlli sulle alghe potenzialmente tossiche, monitoraggio ministeriale con i bioindicatori (il nuovo gruppo Sub di Agenzia sulla Posidonia oceanica e il metodo Carlit sulle macroalghe): in Liguria la stagione balneare significa un’intensa attività per Arpal, che moltiplica le azioni normalmente svolte durante il resto dell’anno sul mare.

La Liguria vanta una delle reti di monitoraggio delle acque di balneazione più fitta d’Italia: quasi un punto di controllo ogni chilometro di litorale. Quest’anno i tratti monitorati saranno ben 372, distribuiti in maniera pressoché uniforme lungo le quattro province: di questi, sulla base della classificazione quadriennale, oltre il 92% è in categoria eccellente.

Un dato estremamente positivo, sottolineato anche dalle 25 bandiere blu assegnate dalla Fee (Foundation for Environmental Education) alla Liguria, primato nazionale per il 2016.

E per conoscere lo stato delle singole spiagge, basta collegarsi al sito di Arpal, dove – da 4 anni – viene pubblicata automaticamente la conformità ai parametri stabiliti dalla normativa (inviata contestualmente via Pec a Ministero, Regione, Asl e Sindaco del comune).

Diverse le azioni Arpal portate avanti sul mare durante la stagione balneare e parallele ai controlli sulla balneazione: dai punti studio di approfondimento, voluti da Regione per un eventuale inserimento nella lista delle acque balneabili in un futuro più o meno prossimo, al controllo dei bioindicatori previsti dal monitoraggio ministeriale  (Posidonia oceanica e monitoraggio delle alghe per la valutazione della qualità ambientale), al controllo per la presenza di specie potenzialmente tossiche.

Fra le varie azioni previste dal monitoraggio ministeriale, una delle più specifiche è quella dei biondicatori. L’attivazione di un gruppo subacqueo di Agenzia ha permesso di svolgere internamente l’attività relativa alla Posidonia, una vera e propria pianta verde che vive sott’acqua, ostacola l’erosione costiera e favorisce la biodiversità. L’utilizzo del metodo Carlit, invece, attraverso un piano triennale sviluppato nei mesi di maggio e giugno, consente il monitoraggio delle 16 zone in cui è stata suddivisa la costa regionale. Oggetto dell’indagine, le comunità superficiali di substrato roccioso dominate da macroalghe, che rispondono ai cambiamenti delle condizioni ambientali in tempi brevi, e per questo motivo sono particolarmente adatte al monitoraggio dello stato ecologico delle acque costiere.

Per quanto riguarda le specie potenzialmente tossiche invece, da giugno a settembre, si svolgono due campagne mensili sui punti favorevoli alla fioritura dell’alga Ostreopsis ovata, finalizzate all’osservazione e alla segnalazione di eventuali fioriture. Per rendere più intuitivo il dato, è stato associato all’attività di monitoraggio un bollettino a codici colore che segnala le condizioni più favorevoli alla sua possibile proliferazione.

Per saperne di più sull’ambiente marino costiero ligure, visita il sito:

http://www.arpal.gov.it/homepage/acqua/acque-marino-costiere.html