Aspettando Bonn, a Marrakech i primi passi operativi sul clima

Alla conferenza Onu sul clima dello scorso novembre, a Marrakech, è iniziato il percorso per l’applicazione dell’accordo di Parigi, entrato in vigore pochi giorni prima della conferenza. Numerosi gli impegni presi dai governi per limitare il riscaldamento globale e le iniziative di altri attori istituzionali, economici e sociali. L’articolo in Ecoscienza 6/2016.

In novembre, la Conferenza delle Nazioni unite sul cambiamento climatico (Unfccc) ha riunito quasi 200 governi e oltre 20.000 partecipanti a Marrakech, in Marocco, per negoziare e concordare i prossimi passi dell’accordo di Parigi.
A un solo anno di distanza dall’adozione, questo accordo universale per rafforzare la risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico è entrato in vigore, appena in tempo perché la conferenza annuale di Marrakech potesse diventare il primo incontro operativo.
L’accordo di Parigi è il primo accordo internazionale sul clima che prevede una limitazione dell’incremento di temperatura molto al di sotto dei 2°C.
È un accordo flessibile, che tiene in considerazione dei bisogni e delle capacità di ciascun paese. In base a quanto previsto, tutte le Parti devono intraprendere e comunicare sforzi sfidanti su base volontaria, con un incremento nel tempo attraverso contributi definiti a livello nazionale (Nationally Determined Contributions, Ndc).

La conferenza avrebbe dovuto occuparsi più del “come” applicare l’accordo di Parigi, impostando il cosiddetto “libro delle regole” e i dettagli. Tuttavia, l’inaspettata alta partecipazione di capi di stato e di governo (ne erano presenti più di 70) ha reso più concreta l’atmosfera politica sui negoziati. Di fatto, uno dei principali risultati politici della conferenza è la Dichiarazione di Marrakech d’azione per il clima e lo sviluppo sostenibile. Resta oggetto di discussione se i risultati delle elezioni presidenziali Usa – che hanno messo in ombra l’inizio della conferenza – abbiano giocato un ruolo nell’adozione di questa Dichiarazione.

I passi in avanti più rilevanti sono stati i seguenti:
Libro delle regole: sono stati fatti progressi nel lavoro di scrittura di un libro delle regole, o manuale operativo, dell’accordo di Parigi. I paesi hanno fissato la data del 2018 per la conclusione del processo di piena operatività dell’accordo. Le parti hanno concordato un supporto importante di trasparenza dell’azione, incluse la misurazione e la contabilizzazione delle riduzioni delle emissioni, la fornitura di finanziamenti per il clima e lo sviluppo e il trasferimento di tecnologia. Il libro delle regole comprende anche il lavoro di progettazione delle comunicazioni di adattamento, che sono il veicolo principale per condividere gli sforzi di adattamento individuali e i bisogni di supporto

Finanza: i paesi sviluppati intendono fornire supporto finanziario al processo, mobilitando 100 miliardi di dollari Usa all’anno fino al 2020 da fonti pubbliche e private; questi termini pongono una serie di temi complessi da affrontare a livello metodologico, per esempio la definizione di “collettivo” e “mobilizzare” e la condivisione su cosa e come contare tra le fonti pubbliche e private. I paesi sviluppati stanno lavorando mettere a punto metodologie che diano concreta sostanza agli sforzi finanziari. Gli ultimi risultati indicano che gli impegni esistenti dovrebbero portare a un flusso di 67 miliardi di dollari Usa all’anno fino al 2020. L’Unfccc dovrà poi concordare queste o altre metodologie per monitorare i flussi.

Gender: il genere è diventato un argomento importante nel processo sul cambiamento climatico, dal punto di vista dell’impatto su certe categorie della popolazione e dal punto di vista del coinvolgimento delle donne nel processo di negoziazione. A Marrakech, le parti hanno deciso di continuare fino al 2019 e rafforzare un programma di lavoro che punta, tra l’altro, alla riduzione degli squilibri tra i generi e alla realizzazione di attività di sensibilizzazione e di sviluppo delle capacità

Verifica globale sull’avanzamento (global stocktake) e valutazione dei progressi collettivi: ci sarà un dibattito facilitante nel 2018 per tenere conto dei progressi collettivi nei confronti degli obiettivi a lungo termine e della preparazione degli Ndc futuri. Poi, andando avanti, l’accordo di Parigi condurrà valutazioni globali sull’avanzamento a intervalli di 5 anni, a partire dal 2023.
I governi si trovano di fronte a sfide importanti rispetto a come organizzare questi processi e quali informazioni e fonti tenere in considerazione. L’Ipcc ha convenuto di produrre un rapporto come input per il dibattito facilitativo del 2018 sugli scenari emissivi e sulle conseguenze associate alla limitazione del riscaldamento a 1,5°C.
L’Ipcc produrrà inoltre le valutazioni future a intervalli di 5 anni, a partire dal 2023, in coincidenza con le verifiche globali sull’avanzamento.

La conferenza è stata definita anche la conferenza dell’azione. Al di là dei negoziati tradizionali, un nuovo insieme di attori è diventato sempre più attivo nelle conferenze sul clima. Le città e i governi sub-nazionali, così come gli investitori e le imprese, sono stati attivi nell’ambito dell’Agenda di azione sul clima, che è stata guidata da due Climate Champions, nominati da Francia e Marocco. La Partnership di Marrakech per l’azione globale sul clima è stata lanciata dai Climate Champions per fornire una solida tabella di marcia per catalizzare e sostenere le azioni del processo di contrasto al cambiamento climatico da parte degli stakeholder (sia parti Unfccc che altri) nel periodo 2017-2020.

Attraverso l’Agenda di azione per il clima, durante le due settimane della conferenza si sono tenuti numerosi eventi paralleli per avanzare iniziative dal basso. Tra le molte iniziative, alcune particolarmente rilevanti meritano di essere menzionate:
– è stata lanciata la Piattaforma dei percorsi verso il 2050, progettata per supportare chiunque elabori percorsi a lungo termine sullo sviluppo sostenibile, resiliente al cambiamento climatico e a bilancio zero di emissioni di gas serra. Pensata come spazio per la risoluzione collettiva di problemi, la piattaforma costituirà anche una costellazione più ampia di città, stati e imprese impegnati nella propria pianificazione a lungo termine e a basse emissioni e fornirà un supporto alle strategie nazionali. Già 22 paesi hanno iniziato o stanno per iniziare il processo di preparazione del percorso al 2050 e 15 città, 17 stati e regioni e 196 imprese hanno aderito alla piattaforma

le aziende private che hanno preso impegni per il clima attraverso la coalizione We Mean Business sono raddoppiate e hanno annunciato che in totale 471 compagnie con oltre 8 mila miliardi di dollari Usa di capitalizzazione hanno preso oltre mille impegni sfidanti di azione per il clima. Queste aziende rappresentano ogni settore economico e ogni parte del mondo

– il Climate Vulnerable Forum, un gruppo di più di 40 paesi in via di sviluppo, ha rilasciato una dichiarazione che rafforza l’appello a limitare l’incremento della temperatura globale il più vicino possibile a 1,5°C e ha dichiarato l’intenzione di passare all’energia rinnovabile al 100% tra il 2030 e il 2050

– 19 importanti Autorità africane per i mercati e gli scambi, che rappresentano 26 paesi africani, hanno sottoscritto e approvato l’Impegno di Marrakech per la promozione dei mercati di capitali verdi in Africa

la Commissione europea ha lanciato il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, per incoraggiare gli investimenti in Africa e nei paesi vicini all’Unione europea, rafforzare la collaborazione e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il piano comprende fondi fino a 4,1 miliardi di euro (con l’obiettivo di attivare investimenti regionali pubblici e privati fino a 44 miliardi di euro entro il 2020), assistenza tecnica per aiutare le autorità e le aziende locali a sviluppare progetti finanziabili e per migliorare il contesto di regolamentazione nei paesi partner, miglioramento generale dell’ambiente imprenditoriale attraverso il sostegno a riforme nelle politiche economiche.

A Marrakech è apparso chiaro che lo slancio e l’energia sprigionati a Parigi un anno fa sono ancora vivi e sono stati trasmessi agli altri attori, rafforzando così la lotta globale contro il cambiamento climatico. Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare, molto più di prima. La prossima conferenza si terrà a novembre 2017 a Bonn, in Germania, nella sede principale dell’Unfccc. È qui che la lotta continuerà.

Daniele Violetti, Kay Mercé, Segretariato Unfccc, Bonn
Traduzione di Stefano Folli, Arpae Emilia-Romagna

Leggi l’articolo integrale in Ecoscienza 6/2016 (pdf)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *