Legge 132/2016, il Sistema nazionale per l’ambiente ha incontrato le Regioni e le Province autonome

Giovedì 23 febbraio si è tenuto un incontro di una rappresentanza del Snpa con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sulle questioni relative all’attuazione della legge 132 del 28 giugno 2016 che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

La presidenza Snpa aveva richiesto un incontro alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome  al fine di rappresentare ai presidenti delle Regioni la storica portata della legge 132/2016, i suoi importanti elementi di riforma del Sistema e la  delicatezza di taluni passaggi applicativi nel percorso attuativo della norma.

Nell’incontro tenutosi a Roma, presso la sede della Conferenza, giovedì 23 febbraio, il Snpa è stato rappresentato da Luca Marchesi, vicepresidente del Sistema, nonché presidente di AssoArpa (vedi resoconto dell’intervento).

Marchesi ha evidenziato come “La legge 132/2016 rappresenta un’opportunità importante per le Regioni, con molti aspetti positivi di armonizzazione delle attività e di coordinamento tra le Agenzie, a partire dall’introduzione dei LEPTA che prospetticamente potranno allineare le funzioni di controllo e monitoraggio ambientale nei diversi ambiti regionali, con evidenti benefici anche sulla competitività dei territori e dei sistemi economici e produttivi. È tuttavia certamente necessario un lavoro di raccordo e coordinamento tra le Regioni per presidiare l’attuazione della legge, con un Tavolo di lavoro permanente specificamente dedicato. In particolare:

1 – La nuova legge pone il tema della determinazione e poi del finanziamento dei Lepta, che saranno definiti con DPCM a partire da un’istruttoria del SNPA, previa intesa in Conferenza Stato Regioni. Vi è dunque un’ampia possibilità d’intervento delle Regioni nella determinazione dei LEPTA, anche tramite le ARPA, fin dalla fase istruttoria. Circa il loro finanziamento, la legge prevede che essi debbano essere garantiti dalle Regioni.

È da valutare (tema del tutto politico) la possibilità di proporre prospetticamente la costituzione di un Fondo Nazionale per l’Ambiente e studiare la sua alimentazione in termini di contributo (aggiuntivo?) dello Stato. In tal senso si esprimevano peraltro alcuni ordini del giorno approvati a larghissima maggioranza dal Parlamento in sede di approvazione della norma.

A nostro avviso qualunque modello di finanziamento non dovrà essere ‘penalizzante’ per il sistema delle Regioni e delle Agenzie, ovvero non dovrà basarsi su risorse aggiuntive da parte delle Regioni. Per non gravare sulle risorse pubbliche, sarà importante l’accurata definizione del sistema di tariffazione delle prestazioni a carico dei soggetti controllati, in applicazione del principio “chi inquina paga”, ex art. 15 della legge. Un’occasione immediata e da non perdere è rappresentata dalla possibilità di disciplinare il riparto del gettito derivante dall’applicazione dell’art. 318 bis e ss del Testo Unico dell’Ambiente (introdotto dalla legge 68/2015 – Ecoreati), gettito che può essere destinato alle Agenzie in quanto soggetti prescrittori e/o asseveratori.

Altra occasione concreta e percorribile nell’immediato, questa volta direttamente da parte delle Regioni, è la possibilità di armonizzare l’applicazione dei vincoli di finanza pubblica, consentendo alle Agenzie che hanno capienza di bilancio e di organici di assumere, eventualmente anche a tempo determinato.

2 – La legge 132/2016 rappresenta altresì un’importante opportunità per le Regioni di rafforzare la propria possibilità di intervento e interlocuzione nei confronti del Governo, proprio attraverso il parere di cui all’art. 13 reso dal Consiglio SNPA sui provvedimenti tecnici dell’Esecutivo in materia ambientale. Sarà, comunque, necessaria a tal proposito un’adeguata perimetrazione dell’ambito di applicazione della norma, con individuazione dei provvedimenti oggetto del parere, nonché dei meccanismi procedurali nell’ambito dei quali tale parere si inserisce.

Da questo punto di vista, tuttavia, segnalo che la questione era già stata affrontata con l’Ufficio Legislativo del Ministro dell’Ambiente in fase di lettura al Senato. Era stato chiarito che il parere SNPA non può che riferirsi agli aspetti meramente tecnico-ambientali di competenza del SNPA nell’ambito delle funzioni ad esso attribuite dalla legge. Detto parere vincolante può, dunque, riferirsi ai soli aspetti tecnico-ambientali di competenza del Sistema in quanto Autorità tecnica ambientale del Paese, e non a profili economici, sanitari, urbanistici, etc. … né tantomeno di opportunità o di policy. Né potrebbe essere altrimenti.

3 – Ancora, molto importante in questa prima fase è il fatto che entro il mese di luglio del corrente anno è previsto il recepimento della legge 132/2016 attraverso specifiche norme regionali, che sono auspicabilmente da armonizzare tra loro. A tal fine il SNPA e AssoARPA stanno lavorando ad un documento di supporto alla Conferenza che potremo, a breve, mettere a disposizione, per aiutare nella individuazione di indirizzi e orientamenti comuni.

dichiarazione dell'Assessore Spano
Donatella Spano, Assessore all’Ambiente della Regione Sardegna 

In esito all’incontro, che si è svolto in un clima di grande attenzione e interesse, la Conferenza ha definito un’ipotesi di lavoro, che l’Assessore all’Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano (vedi la dichiarazione fatta in relazione all’incontro), sta perfezionando in quanto coordinatrice della Commissione Ambiente e energia della Conferenza fondata su due elementi principali:

  1. L’individuazione di adeguate modalità istruttorie (ad es. l’istituzione di un  Comitato permanente presso la Conferenza Stato Regioni ), che prevedano la partecipazione del SNPA ai percorsi attuativi della legge, sia per quanto riguarda i provvedimenti dello Stato, sia per quanto riguarda la modifica delle norme regionali che regolano l’attività delle ARPA. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, è stata molto apprezzata la proposta del Sistema di mettere a disposizione un documento di riferimento su cui ricercare omogeneità di approcci per l’iniziativa legislativa a livello regionale.
  2. L’attivazione di un canale di interlocuzione diretta e immediata con il Governo, finalizzata a chiarire alcuni punti specifici di più immediata attualità, tra cui il percorso di individuazione e i meccanismi di finanziamento dei LEPTA e la questione del “parere vincolante” ex art. 13 sui “provvedimenti del Governo aventi natura tecnica in materia ambientale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *