Bene l’aria nel 2016 in Valle d’Aosta, in peggioramento il PM10 per questo inizio anno

I dati del 2016 sono stati confortanti. Si è infatti confermata la tendenza alla diminuzione della concentrazione di PM10: nella stazione di fondo urbano di Aosta i valori della media annuale sono passati dai 33µg/m3 del 2006 a 18µg/m3 nel 2016. Il 2017 invece non parte benissimo: nel solo mese di gennaio 2017 si sono avuti più giorni di superamento del limite per il PM10 rispetto a quelli registrati in tutto il 2016.

Il periodo invernale è quello che presenta livelli di inquinamento atmosferico più elevati, in particolare per le concentrazioni di polveri sottili. Questo aumento è dovuto alla concomitanza, da un lato alle condizioni di ristagno degli inquinanti favorito dall’inversione termica (particolarmente accentuata nelle zone di fondovalle) e, dall’altro, all’aumento delle emissioni, dovute principalmente all’accensione prolungata degli impianti di riscaldamento domestico.

A partire dal mese di ottobre 2016 si è assistito al progressivo incremento delle concentrazioni di polveri, che hanno raggiunto i valori maggiori durante la seconda metà di dicembre, mantenendosi tuttavia al disotto del temuto limite giornaliero. Il 2016 è così stato archiviato con dati molto confortanti. Si è infatti confermata la tendenza alla diminuzione della concentrazione di PM10: nella stazione di fondo urbano di Aosta i valori della media annuale sono passati dai 33µg/m3 del 2006 a 18µg/m3 nel 2016. Analogo positivo andamento per la frazione PM2.5 che negli ultimi dieci anni si è quali dimezzata (10 µg/m3 nel 2016 contro 19 µg/m3 nel 2006).

Tuttavia a partire dall’inizio del 2017 sul territorio regionale, è andata via via ad instaurarsi una situazione di alta pressione, con temperature particolarmente rigide, e conseguente stabilità atmosferica. Il nuovo anno è iniziato sotto il peggior auspicio per la qualità dell’aria: nel solo mese di gennaio 2017 si sono avuti più giorni di superamento del limite per il PM10 rispetto a quelli registrati in tutto il 2016. Nella stazione di fondo urbano del capoluogo – Aosta, a gennaio 11 sono stati i giorni con superamento del limite di 50 µg/m3 di PM10 contro i 5 giorni di superamento rilevati in tutto il 2016.
Si è ancora ben al disotto dei 35 gg ammesso dalla normativa, ma i segnali non sono certo incoraggianti e devono indurre a tenere alta l’attenzione. E comunque si deve tener conto che una valutazione più complessiva del livello di polveri è data dalla media annuale.

In merito alle azioni da intraprendere, la Regione Valle d’Aosta ha proceduto alla definizione di strategie di contenimento e riduzione delle emissioni inquinanti che costituiscono il Piano regionale Aria. Adottato nel 2007, e aggiornato nel 2016, ha permesso la realizzazione di numerosi interventi strutturali che hanno contribuito ai miglioramenti registrati della qualità dell’aria, nell’arco degli anni dalla sua adozione. Si tratta in situazioni così particolari come quella appena verificatasi di adottare buone pratiche, soprattutto per quanto riguarda le abitudini individuali. Arpa Valle d’Aosta ha raccomandato, anche attraverso interventi sui media locali, di adottare alcuni accorgimenti, quali:
– evitare la pratica di abbruciamento di materiale vegetale nelle zone rurali e nei giardini privati;
– ridurre al necessario l’utilizzo degli impianti di riscaldamento domestico;
– se possibile limitare l’utilizzo dei veicoli di trasporto privati.

La tematica dell’inquinamento atmosferico si conferma tra quelle più sentite dall’opinione pubblica, sulla quale è costante e puntuale l’impegno di ARPA Valle d’Aosta nel monitoraggio e nell’informazione.

Manuela Zublena
Arpa Valle d’Aosta

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