Biodiversità montana a due passi dal mare

La Liguria è una regione dalla forma caratteristica, allungata e stretta fra il mare e il continente vero e proprio. Una lingua di terra che, a dispetto della presenza del mare, ospita paesaggi montani che hanno sviluppato nei millenni una ricchezza veramente notevole in termini di biodiversità.Le Alpi Marittime e Liguri, a seguito di fenomeni orogenetici e di glaciazioni, hanno costituito limite e rifugio per diverse specie: sono il confine orientale per quelle nordafricane, e il rifugio per le specie spinte a sud dalle glaciazioni. In questo sovrapporsi di eventi naturali molte entità sono divenute specie a sé, spesso endemiche con areali molto ristretti; parliamo, per citarne solo alcuni, del Lilium pomponium, specie endemica ligure provenzale, o della Fritillaria tubaeformis Gren. & Godr. subsp. moggridgei (Baker) Rix esclusiva delle Alpi Liguri e Marittime.

La fascia montana così vicino al mare, poi, costituisce una peculiarità per molte specie o habitat più tipicamente mediterranei, che possono risalire in quota grazie al clima mite a dispetto delle altitudini; questo significa che assistiamo, in varie zone liguri, a quello che si definisce uno “schiacciamento” degli orizzonti altitudinali, per cui in poche centinaia di metri si passa dagli habitat a lecceta a quelli a faggeta e poi a larici per finire con le praterie alpine. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle zone comprese fra Colle Langan e i monti Torraggio e Pietravecchia, nella provincia di Imperia.

Ma la fascia montana si distende per tutta la lunghezza della Liguria e spicca, qua e là, caratterizzando sempre la ricchezza di flora e fauna; non possiamo dimenticare i monti del Beigua, dell’Antola, della Val d’Aveto e del Bocco.
Il Beigua, massiccio montuoso dalla complicata geologia che, di fatto, lo rende ricco e diversificato in ambienti e specie. Passiamo da ambienti aridi a residui di torbiere e zone umide dove, a causa di ambienti asfittici ove è difficile procurarsi azoto per lo sviluppo, possiamo rinvenire specie “carnivore”, o meglio dette insettivore, quali Drosera rotundifolia. Sono piante che, digerendo i tessuti degli insetti, sopperiscono al fabbisogno di azoto.
Il monte Antola, una vetta alle spalle di Genova che si erge fra la pianura padana e il bacino tirrenico, è ricca di praterie montane con bellissime fioriture di orchidee, genziane e Arnica montana.
La Val d’Aveto, in cui abbiamo presenza anche di specie tipicamente alpine come, per esempio, la Soldanella alpina o il Parnassius apollo, splendida farfalla diffusa in tutte le regioni tipicamente boreo alpine.

In questo ambiente montano si è inserito l’uomo che, nei secoli passati, ha cercato di utilizzare al meglio le risorse della montagna con il pascolo e l’allevamento, senza mai stressare l’ambiente; anzi, favorendo, con la sua presenza, la biodiversità. Anche il lupo, Canis lupus, scomparso nel secolo scorso, con la sua comparsa è testimonianza di un corridoio ecologico che attraverso le montagne liguri unisce il centro Italia alla regione alpina e al resto d’Europa.

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